Museum of Contemporary Art - Chicago (USA)
1/02-19/10/2025

Il Museum of Contemporary Art Chicago è lieto di presentare la prima grande mostra antologica del rinomato artista Wafaa Bilal (nato nel 1966 a Najaf, in Iraq; ora residente a New York, NY), visitabile dal 1 febbraio fino al 19 ottobre 2025. La mostra offre uno sguardo completo alle innumerevoli pratiche di Bilal, evidenziando l’evoluzione del suo lavoro nei decenni e mettendolo in relazione con le più vaste storie artistiche. Esplora anche il cannibalismo culturale, ovvero come la cultura (precisamente la cultura dell’altro) venga usata, disassemblata e consumata.

Tramite performance, scultura, tecnologie interattive e online, la pratica interdisciplinare di Bilal esplora la dinamica tra politica internazionale e interpersonale, evidenziando la tensione tra gli Stati Uniti, che lui ha definito la “comfort zone”, e la “conflict zone” dell’Iraq. Attraverso metodi, ad esempio l’uso del proprio corpo per interrogare nozioni di potere, oltre che tecnologie innovative per rettificare atti di distruzione culturale, Bilal mostra che cosa significa impegnarsi consapevolmente tra le culture, evidenziando le negative implicazioni globali del consumo, dello sfruttamento e del profitto.

La mostra è organizzata in cinque sezioni immersive, ognuna delle quali si focalizza su un’opera principale della pratica di Bilal. Tra le opere in esposizione vi è la ricostruzione di una stanza della FLATFILE Gallery di Chicago, dove l’artista stesso si confinò per un mese in una performance intitolata Domestic Tension (2007). Durante questa performance, Bilal invitò il pubblico a colpirlo con una pistola paintball, telecomandata virtualmente dagli spettatori, che potevano anche interagire con lui tramite una telecamera e una chat in diretta. Nel corso dei 30 giorni, un totale di 60.000 colpi è stato sparato da “tiratori” di 128 Paesi. Incluso nella mostra MCA un video su larga scala che mostra le immagini della performance durata un anno di Bilal: 3rdi (2010 – 11), in cui Bilal si fece impiantare chirurgicamente una videocamera nella parte posteriore della testa che, ogni minuto esatto, immortalava fotografie; In a Grain of Wheat: Cultivating Hybrid Futures in Ancient Seed DNA, è la risposta dell’artista alla distruzione della scultura del Toro Alato di Ninive, o Lamassu, da parte dell’ISIS nel 2015; e una nuova commissione scultorea dall’MCA.

Inoltre, Thumbsat Satellite (2024), che comprende un busto in oro di Saddam Hussein, fissato a un satellite, sarà lanciato in orbita come parte della mostra. Sviluppato come una critica al presunto desiderio dell’ex presidente iracheno di lanciare un busto di sé stesso nello spazio, l’opera comprende anche un numero di componenti dentro la galleria, incluso un modello del satellite e del busto, oltre alla possibilità per i visitatori di seguire le tracce della posizione dell’opera d’arte, attraverso immagini in tempo reale, prima di essere distrutta durante il rientro nell’atmosfera.

La mostra è accompagnata da una serie di programmi inerenti l’esposizione e da una pubblicazione importante, la prima a indagare i molteplici progetti dell’artista visionario.

Wafaa Bilal: Indulge Me è curata da Bana Kattan, ex Curatrice Associata Pamela Alper, con Iris Colburn, Curatrice Associata.


visit.mcachicago.org