Kunsthal Aarhus – Aarhus (Danimarca)
12/10/2024-26/01/2025

I primi due capitoli della mostra intitolata I am your Body sono ora aperti alla Kunsthal Aarhus. La serie in esposizione pone al centro il corpo e cosa significa essere umani. Conduce il pubblico lungo un viaggio alla ricerca di umanità alla luce della domanda: Cosa rende ‘umano’ un umano?

Capitolo 1
I am your Body: Capitolo 1—Automation è una mostra personale di Michala Paludan. Nell’esposizione, Paludan mostra installazioni commissionate di recente con suono, video e oggetti che accompagnano la sua serie di fotografie emblematiche, The Unposed (EoAT). Qui i ritratti fotografici di mani robotiche sono presentati senza ulteriori informazioni, e spetta all’osservatore ricostruire significato e contesto. Nell’industria robotica l’acronimo EoAT sta per End of Arm Tools, ovvero uno strumento necessario per svolgere un determinato lavoro, come tenere, tagliare, sollevare, martellare, accarezzare ecc. In quanto soggetto del ritratto, è la macchina, non ciò che produce, a stare al centro e, nel rispecchiare le mani dei lavoratori umani, Paludan ne sottolinea l’assenza. 

Paludan vive e lavora a Copenaghen, Danimarca. Nell’ultimo decennio le sue opere, espresse tramite fotografia, video e installazioni, hanno indagato la nostra percezione della società e la forza nei panorami politici. Le sue opere, create mediante processi interdisciplinari, richiedono progettazione e ricerca dettagliate e comprendono domande basate sulla ricerca e narrazioni concorrenti di IA e automazione che le spingono oltre i limiti del genere.

I am your Body: Capitolo 1—Automation termina il 12 gennaio 2025.

Capitolo 2
I am your Body: Capitolo 2—Flesh è una mostra collettiva in cui sei artisti del Sud e dell’Est asiatico discutono su cosa sia l’umanità.

Gallery 1 è progettata come un cinema: qui vengono proiettati due documentari del regista e artista Yoonsuk Jung (Corea del Sud), Non-Fiction Diary (2013) e Lash (2024). Le opere di Jung trattano, fondamentalmente, di esistenza umana e umanità, ed esplorano questi concetti attraverso immagini di esseri umani condannati a morte e di quelli che producono o consumano i sostituti umani.

Gallery 2 è un archivio e presenta performance e video realizzati da quattro artisti affermati, conosciuti e acclamati a livello internazionale, nati tra gli anni Cinquanta e Sessanta: Zhang Huan (Cina), Araya Rasdjarmrearnsook (Thailandia), Melati Suryodarmo (Indonesia) e He Chengyao (Cina). Le opere comprendono soprattutto pratiche artistiche dell’inizio della loro carriera. Queste documentazioni mostrano come i corpi agiscono abitualmente come parte dei meccanismi della società e possono quindi essere usati per esplorare temi complessi e vari tra cui persecuzione politica, ruoli restrittivi, assurdità, morte e resistenza.

Gallery 3 è una rotonda che comprende sette dipinti immersivi di Keunmin Lee (Corea del Sud), commissionati ad hoc per questa mostra. Intitolati Crimson Head, Connected Body, Connected Skin e Organic Plate, raccontano l’esperienza personale di Lee con le allucinazioni. Queste opere oscillano fra astrazione e raffigurazione, e contengono forme che somigliano a parti e carne del corpo umano. 


Link: www.kunsthalaarhus.dk