La cibernetica non è solo un evento effimero e contingente nella storia intellettuale, ma piuttosto significa innanzitutto una nuova scienza delle macchine, che si allontana dalla meccanica del XVII secolo, ecco perché Norbert Wiener nel suo saggio del 1948 La cibernetica: controllo e comunicazione nell’animale e nella macchina ha potuto affermare che le macchine cibernetiche sconfiggono la dicotomia tra il tempo biologico bergsoniano e il tempo meccanico newtoniano. Inoltre, essendo una disciplina universale, è in grado di unificare tutte le altre discipline scientifiche, e poi anche le discipline delle scienze sociali, come dimostra la cosiddetta cibernetica di secondo ordine. Infine, gli ultimi sviluppi della filosofia occidentale, che hanno portato Martin Heiddger ad affermare che la cibernetica segna la fine o il completamento della filosofia occidentale.
La cibernetica è già stata assimilata in quasi tutte le discipline ingegneristiche così come nell’arte e negli studi umanistici, e ha realizzato quanto aveva promesso come metodo universale. L’importanza della cibernetica rimane da investigare e da portare al di là di ciò che è stato identificato come mero controllo e sorveglianza. Oggi più che mai, viviamo in un’epoca caratterizzata dalla cibernetica, tuttavia, cadiamo ancora vittime della dicotomia di natura e cultura senza comprendere l’importanza e i limiti della cibernetica. La cibernetica ha portato avanti una terra digitale, dove si può trovare la fine della natura e l’inizio dell’ecologia. Noi, i moderni, siamo alcolizzati, che non sono riusciti ad uscire dal rinforzo positivo del progresso; come dice Nietzsche ne La gaia scienza, la ricerca dell’infinito porta alla realizzazione che nulla è più spaventoso dell’infinito stesso. Una nuova epistemologia ricorsiva come intesa da Gregory Bateson, che eredita il pensiero cibernetico mentre cerca di superare la sua intossicazione, il suo bisogno del programma di ri-orientamento.
Il programma di ricercar chiamato La cibernetica per il XXI secolo ha come obbiettivo principale quello di ricostruire la storia della cibernetica, da diverse prospettive in base a località geografiche, riflessioni filosofiche e progetti politici diversi. Inoltre, punta anche a chiedere quale potrebbe essere il contributo del movimento cibernetico a un nuovo modo di pensare che è necessario per comprendere e riorientare la nostra terra digitale. La prima edizione del programma è composta da otto conferenze e due symposium con la partecipazione di filosofi, storici della scienza e sociologi.
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