L’Art Museum Riga Bourse presenterà Bernar Venet. Painting: From Rational to Virtual. 1966–2024, una retrospettiva delle opere del pionieristico artista concettuale francese Bernar Venet, dal 25 gennaio al 27 aprile 2025. Venet è una delle figure più carismatiche nella scena dell’arte contemporanea e questa mostra rappresenta un’opportunità per esplorare non solo il lavoro di un artista unico, ma anche i suoi significativi contributi all’arte concettuale sia del ventesimo che del ventunesimo secolo.
L’esposizione comprenderà un totale di 28 dipinti dell’artista, presentando sia opere recenti che esempi risalenti alle prime fasi della carriera di Venet. L’asse centrale di questa mostra è la matematica che, con le parole di Venet, comprende “la più grande astrazione mai creata”.
Nel corso della sua carriera Bernar Venet si è distinto per la produzione di opere che non hanno mai smesso di porre domande e per essere stato il principale innovatore a introdurre la linguistica matematica nell’arte. Cinque anni di intensa attività in mezzo alla scena artistica newyorkese gli hanno permesso di adottare un approccio originale, caratterizzato dall’introduzione dei segni monosemici nel campo dell’arte. Questo lavoro si contrapponeva a ciò che siamo abituati a vedere in pittura, in particolare ai segni polisemici della figurazione e ai segni pansemici dell’astrazione. Questa attività completamente radicale, frutto di una deliberata pausa di riflessione teorica di sei anni, procede con la creazione dei rilievi e delle sculture che diventarono più noti al pubblico. Nel 2000, Venet decise di tornare alla pittura presentando equazioni matematiche e figure tratte da libri scientifici per dimostrare l’immensa ricchezza visiva di questo mondo razionale che gli artisti hanno sempre trascurato.
Le sue opere più recenti, incluse nella mostra, sono il risultato di un progetto biennale dedicato all’arte generativa. Questi pezzi dipinti digitalmente sono gli equivalenti bidimensionali dei suoi Effondrementsscultorei, in cui archi e angoli cadono al suolo creando configurazioni inaspettate, seguendo le leggi naturali della gravità. Nel caso di questi nuovi dipinti, vengono utilizzati algoritmi per generare immagini, una nuova tecnica per questo artista noto per la sua sperimentazione.
Venet è ampiamente conosciuto per le sue sculture monumentali, tra cui la sua opera in acciaio alta 18 metri e del peso di 40 tonnellate, Convergence: 54.5˚ Arc x 14, che è l’unica opera pubblica permanente creata specificamente per i Giochi Olimpici Estivi di Parigi 2024. Nel corso di una carriera di oltre 60 anni, ha lavorato con una vasta gamma di media: pittura, installazione, disegno, scultura, scenografia e composizione musicale, debuttando persino come coreografo.Le opere di Venet si trovano in oltre 70 musei in tutto il mondo, tra cui istituzioni di grande prestigio come il Museum of Modern Art (MoMA), il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, l’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington D.C., il Centre Pompidou di Parigi, la Hamburger Kunsthalle di Amburgo e il Musée d’Art moderne et contemporain (MAMCO) di Ginevra. Dopo molti annivissuti a New York, Venet risiede ora nel villaggio di Le Muy, nel sud della Francia, dove la Venet Foundation è diventata una destinazione culturale europea di rilievo.
La mostra, creata appositamente per Riga e la Grande Sala dell’ Art Museum Riga Bourse, è prodotta dal portale di cultura e arte Arterritory.com in collaborazione con BernarVenet Studio e il Museo Nazionale d’Arte della Lettonia.
I curatori del progetto sono Una Meistere e DaigaRudzāte.
