Strutturata attorno a quelle che The Tissue Culture and Art ha definito “percezioni culturali della vita”, Biological Imperative mixa liberamente idee di parti di vita personale, possibilità di rigenerazione, fecondità, semi-vita, e non-morto (cose che semplicemente non vogliono morire). La mostra realizza un collegamento tra alcune differenze come (ma non solo) la popolarità immortale del genere zombie, l’immaginario legato alla figura del coniglio, le radio pirata e i dubbi bioetici.
Le MyBio Dolls di Elio Cacavalle sono bambole educative informate dalla consultazione di bioeticisti, che simboleggiano possibili biofuturi, e permettono ai bambini di immaginare narrative per scenari come trapianti di organi umani/animali. I disegni di Brandon Ballengee, con specie di rane deformi collezionate nel mondo, creano a loro volta un senso di non-familiarità: alcune rane hanno troppi arti, altre troppo pochi.
Nell’istallazione a due canali di Jillian McDonald , Zombie Loop , nella new media room, lo zombie ed il sopravvissuto sono in qualche modo la stessa cosa, riferendosi all’implicito ciclo della vita del genere. La resistenza dei segnali radio nell’atmosfera lega l’opera video di Charlesworth , Lewandowski & Mann , Radio City , al tema del non-morto. Il pezzo è la registrazione di un viaggio via nave fino ad un forte marino abbandonato usato per le trasmissioni radio pirata negli anni ’60. Dopo un alterco che lascia morto uno dei trasmettitori, la moglie rema nel mare e suona “Strangers in the Night” come memoriale. I CLM hanno mimato questa azione nel 2006, suonando la stessa canzone ad alto volume sopra l’acqua aperta.
La fecondità o produttività degli animali, propriamente conigli e api, ha ispirato altre opere della mostra, come quelle di Aganetha Dyck con Richard Dyck , e David Blair . Le Hive Scans di Dyck sono stampe a colori su larga scala realizzate in collaborazione con le api, attraverso uno scanner introdotto in un alveare. Il lungometraggio WAX di David Blair è stato realizzato in 6 anni con materiale footage girato in loco sugli strumenti di test nucleare negli stati uniti, su software di simulazione di volo e su materiale d’archivio. La storia intricata riguarda la trasformazione di un allevatore di api dopo la scoperta che le sue api comunicano attraverso la vita e la morte, e solleva domande sul valore della vita collettiva ed individuale

ARTISTI OSPITATI
Andrea Aimi, Brandon Ballengee, Michael Betancourt, Ana Black, David Blair, William Brovelli, Charlesworth, Lewandowski & Mann, Elio Caccavale, Sean Capone, Steven Dressler, Eva Drangsholt, Tagny Duff, Aganetha & Richard Dyck, Lucia Fabio, Asha Ganpat, Daphne Gerou, Nora Herting, Verena Kaminiarz, Jennifer Mazza, Jillian McDonald, Stephanie Metz, Lydia Moyer, Roger Sayre, David Sherry, Laura Splan, Brian Spolans, Ajla R. Steinvag, Naoe Suzuki, Delmira Valladares, Maria Wallace
La mostra è curata da Emma Wilcox
Il 25% delle opera in mostra ha un contenuto che riguarda la figura del coniglio.
Screening 12 luglio, ore 15
WAX, or the Discovery of Television Among the Bees
