San José Museum of Art - San Jose, California
1/11/2024-1/06/2025

Il primo novembre aprono due nuove mostre: North Star di Kambui Oljumi e Beta Space di Patty Chang e David Kelley.

Che aspetto ha il Corpo nero quando viene liberato dalla gravità della supremazia bianca? Kambui Olujimi: North Star è una mostra immersiva che presenta l’indagine di Kambui Olujimi sulle possibilità liberatorie dell’assenza di gravità come alternativa alle forze strutturanti del razzismo anti-Nero, un concetto che esplora dal 2019.

North Star racchiude una selezione di opere che comprende dipinti ad acquarello e inchiostro su larga scala, un murale site-specific, una nuova scultura e un’istallazione video. Insieme, queste opere ci invitano a immaginare le nuove relazioni che potremmo tracciare tra i nostri corpi, il nostro io, il pianeta e l’universo una volta che le forze profondamente radicate saranno destabilizzate e sostituite da possibilità illimitate.

“L’opera di Olujimi è profondamente gioiosa”, ha detto il capo curatore del SJMA (San José Museum of Art), Lauren Schell Dickens. “Con la sua istallazione, North Star, ci sta offrendo un modo di navigare lontano dalle radicate politiche di rappresentazione, per immaginare possibilità di sconfinatezza nei corpi, tra i corpi e con l’universo.”

Beta Space: Patty Change e Davide Kelley mostrano in anteprima un’esplorazione multimediale del dinamico intreccio tra umani, animali, minerali e macchine. Utilizzano l’attività mineraria in acque profonde come punto di partenza; il progetto di Patty Change e Davide Kelley ci incoraggia a pensare in modo ampio e critico riguardo i cicli – di scoperte scientifiche, estrazione di risorse e sviluppi tecnologici – che ci connettono con luoghi disabitati dall’essere umano.

Il progetto di Chang e Kelly tiene insieme questi cicli per facilitare un’ampia conversazione su come ci poniamo nei confronti di queste aree mentre navighiamo le molteplici crisi climatiche. Attingendo alle forme dei naufragi e dell’affondamento delle balene, l’istallazione multimediale degli artisti tesse insieme filmati e oggetti relativi alle riunioni recenti e in corso dell’Autorità internazionale dei fondali marini a Kingston, in Jamaica; alle collezioni delle HMS Challenger nei musei di storia naturale di Londra e Oxford; e agli esemplari scientifici della Scripps Institution of Oceanography della UC San Diego.

“Adottare un approccio poetico nei confronti dei cicli che legano le nostre vite alla profondità del mare, Change e Kelly ci invitano a riflettere criticamente sulle nostre responsabilità nei confronti di altre forme di vita mentre navighiamo molteplici crisi climatiche”, ha detto Juan Omar Rodriguez, assistente curatore del SJMA.

Questa esibizione è l’ottava della serie “Beta Space” del museo, un programma di commissioni che incoraggia gli artisti a prototipare, testare e iterare nuovi modi di pensare e fare. Ispirato al leggendario garage Silicon Valley, “Beta Space” supporta la sperimentazione artistica e invita i visitatori al processo artistico. Tra gli artisti recenti di “Beta Space” figurano Trevor Paglen (2021), Pae White (2020) e Victor Cartagena (2017).


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