Who owns the truth? Inaugurato con questa domanda di ampio respiro, Ars Electronica 2023 si è concluso domenica con 650 mostre, 575 eventi e più di 88,000 visitatori.

Homodyne / Erick Aguirre (MX), Kevin Blackistone (US), Jiaji Cheng (CN), Danica Golić (RS), Kathrine Hardman (US), Eunji Ji (KR), Polina Kliuchnikova (RU), Kateryna Pomeichuk (UA)

Sviluppato in diverse location nel cuore di Linx, il festival si è concluso dopo cinque giorni di mostre, panel e performance. Gli ampi temi di quest’anno hanno permesso di combinare diverse sperimentazioni artistiche e approcci creativi. Passeggiando per POSTCITY, la location storica del festival, i visitatori hanno potuto scoprire una varietà di progetti che illustrano come diverse verità possano intrecciarsi e influenzarsi a vicenda – piuttosto che presentare una prospettiva lineare su quale potrebbe essere il futuro del pianeta e della tecnologia.

Attraverso interventi e conferenze interdisciplinari, il festival ha presentato un vasto spettro di spunti di riflessione in merito alle implicazioni sociali delle nuove tecnologie; la controversia dietro le narrazioni relative al cambiamento climatico; e come esplorazioni artistiche e creative possono contribuire a un cambio di prospettive nella società. Questi temi e dibattiti si sono tradotti in diverse forme attraverso la moltitudine di opere d’arte e progetti creativi presentati al festival.

JIZAI ARMS / JIZAI ARMS project team (JP), The University of Tokyo (JP)

StellaVerde / Gregor Krpič (SI), Simon Gmajner (SI), Dr. Jan Babič (SI), Dr. Marko Jamšek (SI), Gal Sajko (Jožef Stefan Institute) (SI)

Metabolo / Valerie Tameu (IT)

L’Ars Electronica Gardens Exhibition ha proposto una serie di opere che combinano natura e tecnologia per evidenziare l’importanza di adottare una prospettiva olistica invece di concepire questi elementi come entità separate. Come possiamo immaginare un futuro più sostenibile ed ecologico senza imparare a vedere e comprendere diverse verità che si intrecciano tra di loro? Dalle braccia robotiche che creano abiti di moda ai mondi futuristici che sfumano le differenze tra vita naturale e artificiale, la mostra intrecciava opere d’arte e performance che invitavano i visitatori a valutare nuove prospettive.

Fashion and Robotics / Creative Robotics, University of Arts Linz (AT)

FORMATA / PЯОТO-ALIEИ PЯOJECT (CO/JP)

Emils / Yuan Shao Wu (TW), Wei Chen Yen (TW), Chiao Ni Hsu (TW), Kuan Ju Wu (TW/US), Yasuaki Kakehi (JP), Chun Cheng Hsu (TW)

TX-2/ MOONSHADOW / Adriana Knouf (US)

Ad esempio, la performance “Multi-Node Shell” di Luca Pagan (Umanesimo Artificiale) ha esplorato il suono come linguaggio del corpo in movimento. Attraverso l’uso di un’armatura a biosensori, l’artista spinge le reti neurali per elaborare i dati e danzare nello spazio visualizzando i movimenti del corpo attraverso il suono. Nel frattempo, l’installazione interattiva ‘Hylozoic2 Hotspot’ di Marlot Meyer (V2_Lab for Unstable Media from Rotterdam) ha esplorato l’IA come strumento culturale per ascoltare i biosegnali interni e co-creare la vita attraverso le interazioni artificiali, naturali e culturali. Mentre queste due opere si sono focalizzate sulla connessione invisibile tra corpi, spazio e vita artificiale, il progetto taiwanese ‘Sensory Voyage’ (Virtual and Physical Media Integration Association of Taiwan) ha condotto i visitatori in un viaggio dinamico nei mondi artistici taiwanesi, compresa una performance con tè e danza per offrire un assaggio del mondo culturale taiwanese.

Multi-Node Shell / Luca Pagan (IT) presented by Umanesimo Artificiale (IT)

Hylozoic² Hotspot / Marlot Meyer (ZA/NL)

HIDDEN ORDERS_Microstructural Machine / Hsun Hsiang Hsu (TW)

Tra le altre opere, il progetto IMPAKT ‘CODE: Reclaiming Digital Agency’ invitava I visitatori a giocare con le carte e gli schermi digitali per ripensare il nostro ruolo di utenti e trovare nuovi modi per definire le nostre identità nell’epoca digitale. Sulla stessa linea, il progetto ‘Urban Belonging’ di Urban Belonging Collective (INT) invitava I visitatori a indicare diverse parole per ripensare il loro ruolo di cittadini e riappropriarsi dello spazio fisico tra pianificazione urbanistica e nuove tecnologie di sorveglianza.

Urban Belonging Project \ Urban Belonging Collective (INT)

Creative Collision Talk/ ISALA x ALMA Toolkit / Giulia Tomasello (IT), Leonore Vander Donck (BE), Caroline Dricot (BE), Joke Van Malderen (BE)

The Restart Project/ The Right to Repair and Reuse your electronics

Vincitore della mostra CulturTech and Founding Lab, il progetto “Art Meets” del team di curatori in remoto Michaela Limberis (ZA), Precious Mhone (MW) e Tammy Langtry (ZA) ha analizzato il modo in cui le app possono essere d’aiuto al contesto africano e lavorare per mettere in comunicazione ecosistemi visivi diversi. Il piano, vincendo il premio principale per i progetti a impatto sociale nel campo della cultura e della tecnologia, rappresenta l’intenzione di promuovere nuovi approcci nel settore della tecnologia per permettere a elementi diversi di intrecciarsi e influenzarsi reciprocamente per un futuro più sostenibile.

Art Meets / Michaela Limberis (ZA), Precious Mhone (MW), Tammy Langtry (ZA)

Mentre la Garden Exhibition suggerisce un modo di pensare al futuro in termini di interazioni ed ecosistemi, dalla terra allo spazio, dalla natura alla tecnologia, le mostre STARS e Prix Prize Award hanno esibito progetti diversi per pensare al presente e trovare nuove maniere per adeguarsi ai rapidi cambiamenti digitali e ambientali. Le esibizioni, esplorando simbolismi diversi, invitano a riflettere sulle attuali contraddizioni delle nuove tecnologie e della società. Il film vincitore del premio Golden Nica “Delivery Dancer’s Sphere” di Ayoung Kim (ISO) racconta la storia di Ernst Mo, anagramma di “Monster”. L’autista donna lavora per una piattaforma di delivery chiamata Delivery Dancers ed esegue consegne infinite sotto il controllo di un maestro algoritmico in una Seoul fittizia che si sta rigenerando.

Delivery Dancer’s Sphere / Ayoung Kim (KR)

Massive Binaries / Andy Gracie (GB/ES)

Broken Spectre / Richard Mosse (IE)

Giocando con media differenti, gli artisti della mostra hanno radicalizzato le questioni relative alla società, all’ambiente e alle nuove tecnologie per esplorare il monco in cui le pratiche artistiche possano stimolare una nuova comprensione. Nel museo affiliato Francisco Carolinium Linz, la mostra “An Exchange of Human and Artificial Intelligence” ha esplorato le diverse applicazioni dell’intelligenza artificiale. Dai disegni meccanici di Sougwen Chung, alla scultura interattiva di Emanuel Gollob, fino ai ritratti generativi arabi di Morehshin Allahyari, le opere hanno illustrato una prospettiva più critica dell’IA. La performer Silke Grabinger ha danzato con un robot Boston Dynamics mostrando quanto stia diventando intima la relazione con la tecnologia.

The Mirage Replicas 2.0 / Yen-Tzu Chang (TW), Photo- Yen-Tzu Chang

Mentre la performance di Silke ha esplorato l’intimità della quotidianità con le macchine, quella di Yen-Tzu Chang (TW) “The Mirage Replicas 2.0” utilizza la tecnologia e la danza per approfondire le differenze generazionali all’interno della famiglia e della cultura. Rappresentato nella Cattedrale di St. Mary, la performance ha guidato il pubblico in un mondo intermedio per riflettere sulle ambiguità create da un’omogeneità culturale della conoscenza. Nel frattempo, CIFO x Ars Electronica ha offerto una panoramica delle narrazioni latinoamericane e degli approcci creativi attraverso i film e i vari media.

Il pubblico ha potuto esplorare diverse mostre, passando dall’Ars Electronica Center, all’Art University, all’OK Linz, allo Stadtwerkstatt o all’ Arse Elektronika, un evento parallelo che ha analizzato la tecnologia e il sesso da una prospettiva queer. La combinazione di opere d’arte, workshop e performance ha celebrato il dialogo tra le diverse prospettive e approcci culturali, considerando l’arte e la cultura come un terreno condiviso per creare nuove idee utili a comprendere il rapporto tra tecnologia e società. Le esplorazioni artistiche diventano un esempio per riflettere sui diversi utilizzi della tecnologia, non solo per plasmare lo sviluppo tecnologico, ma anche per ripensare la nostra agenzia come utenti. L’attenzione per l’arte, per la tecnologia e per la società diventa un terreno dinamico per cercare nuove intersezioni e verità multiple.