WIELS - Brussels
30 / 05 / 2015 - 09 / 08 / 2015

Artisti: Béatrice Balcou, Jean-Baptiste Bernadet, Sébastien Bonin, Kasper Bosmans, Erika Hock, Hedwig Houben, Stephanie Kiwitt, Julien Meert, Yuki Okumura, Marina Pinsky, Marnie Slater, Leen Voet, Freek Wambacq

Curatori: Devrim Bayar & Zoë Gray

Un-Scene III è una mostra collettiva di 13 artisti emergenti proveniente o residenti in Belgio. Presenta una parte di una scena, una scansione di un particolare momento e mostra come WIELS sia un’istituzione internazionale fortemente radicata nel territorio belga.

Le opere presentate includono sia pezzi nuovi sia vecchi e spaziano su tutti i media. L’ambito delle idee esplorate sono generiche ed emergono alcuni temi comuni, tra cui l’impatto dell’immagine digitale sul nostro modo di vedere e creare immagini, un interesse per la bellezza, l’artigianato e per le decorazioni, l’appropriazione delle opere d’arte e la delegazione della paternità, l’evocazione di un corpo assente o dematerializzato.

Oggi, il titolo, che con il gioco di parole evoca sia l’invisibile sia il non-ambiente, ha forse una connotazione diversa, rispetto a quando fu usato per le precedenti due edizioni di Un-Scene al WIELS. Se rimangono numerosi, sovrapponendosi alle scene artistiche belghe (ancora spesso raggruppati intorno ad affinità linguistiche), c’è anche una scena internazionale cresciuta sia in dimensioni sia in fama nel corso degli ultimi anni. Forse è proprio la natura molto eterogenea del mondo dell’arte belga ad attirare così tanti artisti stranieri, che possono trovare la strada in questo sistema amorfo.

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Questa diversità viene mostrata nella selezione di artisti per Un-Scene III. Nati tra il 1970 e il 1990, rappresentano una generazione estesa di sette nazionalità diverse e non possono essere assegnati a un’unica scena.

La permeabilità culturale di Bruxelles sembra essere un terreno fertile per la creatività. Gli artisti di Un-Scene III parlano della sua porosità e imprevedibilità, del modo in cui la città sembra appartenere a tutti e a nessuno allo stesso tempo. Alcuni di loro sono attivi nel network “non-profit”, creando spazi e programmando mostre e, nel frattempo, anche producendo e presentando le loro opere. Altri usano Bruxelles più come uno studio, uno spazio per pensare e lavorare in un isolamento relativo.

Per la prima volta in Un-Scene, i curatori hanno deciso di includere anche gli ex partecipanti al programma di residenza WIELS. La residenza esiste già da otto anni e ha un impatto crescente sulla scena artistica belga, anche perché molti artisti internazionali, venuti a Bruxelles per una residenza, scelgono di rimanere anche in seguito. Se il contesto è cambiato, l’ambizione di Un-Scene è rimasta più o meno la stessa: non solo rendere “invisibile” il visibile, ma presentare opere che sfidano sia chi le crea sia chi le guarda.

Programma complementare:

3 Giugno, 19.00
Look who’s talking: Kasper Bosmans & Leen Voet (Olandese)

17 Giugno, 19.00
Look who’s talking: Stephanie Kiwitt & Marina Pinsky (Inglese)

24 Giugno, 18.30
Untitled Ceremony #06 (2015), performance by Béatrice Balcou

27 Giugno, 10.00
Untitled Ceremony #06 (2015), performance by Béatrice Balcou

1 Luglio, 19.00
Look who’s talking: Jean-Baptiste Bernadet, Sébastien Bonin, Julien Meert (Francese)

15 Luglio, 19.00
Look who’s talking: Béatrice Balcou, Hedwig Houben, Yuki Okumura (Inglese)

5 Agosto, 19.00
Look who’s talking: Erika Hock, Marnie Slater, Freek Wambacq (Inglese)

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Pubblicazione

La mostra è accompagnata da un catalogo progettato dal designer Goda Budvytyté, che lavora a Bruxelles. La sua struttura rappresenta la concezione dell’esposizione dei curatori come un insieme di pratiche individuali. Comprende 13 libretti, tenuti insieme in una busta istituzionale. Ciascun libretto contiene un’intervista con l’artista e una copertina da lui concepita.

Pubblicato da WIELS in inglese, olandese e francese. ISBN 9789078937258.


http://www.wiels.org/