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Si entra in una stanza e si viene catapultati nella semi-oscurità. La stanza è dominata da un enorme bacino d’acqua, attraversato da vibrazioni sulla sua superficie che disegnano cerchi concentrici. Intuitivamente capiamo che il suono che ci circonda è strettamente collegato alle vibrazioni, intuizione rinforzata dai movimenti dell’acqua riflessi sulle pareti circostanti attraverso un complesso sistema di luci.
Mano a mano che ci avviciniamo, diventa chiaro che il suono è prodotto da una serie di speakers posizionati sotto il bacino d’acqua, come fonte delle vibrazioni sulla superficie. L’acqua agisce come medium nel senso che agisce come terreno d’azione: stimolata dal suono e circondata da coni di luce, produce riflessi sicuramente evocativi.
Una latente metafora fotografica è in gioco all’interno dell’installazione: l’acqua sembra avere le proprietà di un piatto sensibile, con il suono letteralmente stampato su di esso e messo in evidenza dal movimento e dai riflessi sulle pareti.

Presentata come “scultura temporale” Ondulation (2002) in mostra in questi giorni a Digital Life a Roma, composizione per acqua, suono e luce, è stata creata da Thomas McIntosh in collaborazione con il compositore Emmanuel Madan (conosciuto con lo pseudonimo di [The User]) e da Mikko Hynnimen, sound designer, specialista di luci, artisca scenico e compositore di Helsinki, Finlandia.
La ricerca effettuata nella creazione di Ondulation è stata condotta in 3 fasi: la costruzione dello strumento; la progettazione del sistema di luci; e la composizione del lavoro audiovisivo dal vivo. Ondulation è stato quindi presentato sia come installazione che come performance
McIntosh e i suoi collaboratori hanno iniziato a lavorare su una versione piccola dello strumento durante una residenza presso la Society for Arts and Technology (SAT) a Montreal durante l’estate del 2002.
Una seconda residenza al Lume Media Centre di Helsinki ha consentito di costruire lo strumento nella scala finale e di produrre la performance che è stata presentata in anteprima all’Avanto Media Arts Festival nel Novembre 2002 a Helsinki.

Con Ondulation, McIntosh offre quindi un’esperienza che va oltre la pura estetica per collocarsi nel mondo materico e non solo in quello immaginario o simbolico.
http://www.fondation-langlois.org/html/e/page.php?NumPage=35
