La globalizzazione, intesa come una fase nella trasformazione geo-politica del mondo, è prima di tutto una trasformazione dell’arte – delle condizioni della sua produzione, e delle possibilità della sua diffusione e della sua divulgazione e presenza.
Contemporaneamente, gli artisti e soprattutto le istituzioni artistiche, si trovano ad affrontare domande relative al punto limite fino al quale il concetto di “globale” può e deve essere preso in considerazione, e come questo si riflette sui propri metodi di lavoro. Attraverso approcci artistici e materiali documentativi, la mostra “The Global Contemporary. Art Worlds After 1989” esamina il modo in cui la globalizzazione, con i suoi meccanismi di mercato penetranti e con le sue utopie di networking e generosità, influisce sulle diverse sfere della produzione e della ricezione artistica.
L’analisi critica delle istituzioni chiave e dei meccanismi del mondo artistico cerca di illustrare il modo in cui la globalizzazione, da un lato, ha dato forma alla produzione artistica e, dall’altro, ha reso quest’ultima un argomento che intenzionalmente crea e critica le proprie condizioni e parametri. Con “The Global Contemporary. Art Worlds after 1989” lo ZKM | Karlsruhe, inteso come “factory” utopistica e luogo di lavoro nel senso buono del termine, progetta di argomentare queste condizioni che influenzano la vita quotidiana ed il mondo artistico: per fare del museo un luogo di contemporaneità — un posto in cui l’esperienza locale del tempo sovverte l’unità del nuovo “tempo universale”.
Allo stesso tempo, uno degli aspetti integranti della mostra è la sua dimensione auto-riflessiva. In uno speciale programma artist-in-residence più di dodici artisti internazionali discutono sui problemi che circondano il progetto. Ed aiutano a gettare una luce critica sui concetti della mostra.

La discussione critica prenderà luogo in uno “studio”, in uno spazio all’interno della mostra, dove i visitatori, mediatori ed artisti realizzeranno progetti artistici-educativi, workshop e presentazioni temporanee, in modo che, insieme, possano dare forma ed essere co-autori. Infine, il discorso critico accademico che ha avuto inizio col progetto di ricerca “Global Art and the Museum” (GAM) sarà portato avanti nel corso della mostra prima di essere pubblicato in un catalogo dettagliato.
Curatori: Andrea Buddensieg, Peter Weibel
Co-Curatori: Jacob Birken, Antonia Marten
Comitato Curatoriale: N’Goné Fall, Patrick D. Flores, Carol Lu, Jim Supangkat
Curatore per le attività educative: Henrike Plegge
Consulente Accademico: Hans Belting
Artisti partecipanti:
Bani Abidi, AES Group, Halim Al-Karim, Halil Altindere, Francis Alÿs, Rasheed Araeen, Kader Attia, Yto Barrada, Richard Bell, Guy Ben-Ner, Tamy Ben-Tor, Michael Bielicky & Kamila B. Richter, Ursula Biemann, Zander Blom, Santiago Borja, Luchezar Boyadjiev, Ondrej Brody & Kristofer Paetau, Erik Bünger, Roberto Cabot, Anetta Mona Chişa & Lucia Tkáčová, Chto delat?, Mansour Ciss Kanakassy & Baruch Gottlieb & Christian Hanussek, Com&Com, Minerva Cuevas, Neil Cummings & Marysia Lewandowska, Pauline Curnier Jardin, Manthia Diawara, Ala Ebtekar, Nezaket Ekici, Yara El-Sherbini, Elmgreen & Dragset, Erika & Javier, Doug Fishbone, Brendan Fernandes, Meschac Gaba, Thierry Geoffroy/Colonel, Ghana ThinkTank, Matthias Gommel, Josh Greene with Yangzi, Anawana Haloba Hobøl, Hong Hao, Khosrow Hassanzadeh, Mona Hatoum, Antonia Hirsch, Pieter Hugo, Ashley Hunt, IRWIN and NSKSTATE.COM, David Jablonowski, Melanie Jackson, Christian Jankowski, Anna Jermolaewa, Cai Yuan and Jian Jun Xi, Jin Shi, Jompet, Martin Kippenberger, Agung Kurniawan, Surasi Kusolwong, Will Kwan, Moshekwa Langa, Ben Lewis, Liu Ding, Rafael Lozano-Hemmer, James Luna, Pooneh Maghazehe, Tirzo Martha, Gabriele di Matteo, Miao Xiaochun, Mirza/Butler, Nástio Mosquito, Krisna Murti, Jun Nguyen-Hatsushiba, Ni Haifeng, Eko Nugroho, Mattias Olofsson, Adrian Paci, Leila Pazooki, Pavel Pepperstein, Pinky Show, Tadej Pogačar, Elodie Pong, Steward Smith, Robert Gerard Pietrusko & Bernd Lintermann, Nusra Latifa Qureshi, Raqs Media Collective, Araya Rasdjarmrearnsook, Navin Rawanchaikul, RYBN.ORG, Ho-Yeol Ryu, Ruth Sacks, Chéri Samba, John Smith, Sean Snyder, Christa Sommerer & Laurent Mignonneau, SOSka group, Michael Stevenson, Hito Steyerl, Mladen Stilinović, Jens M. Stober, Jim Supangkat, SUPERFLEX, Stephanie Syjuco, Tsuyoshi Ozawa, Tintin Wulia, The Xijing Men, Xu Bing, Zhou Tiehai
