La mostra estiva e sperimentale presso la DAM Gallery di Berlino è giunta al suo secondo anno: Summer Splash 2 offre un’altra visione d’insieme delle varie applicazioni del digital media. Le opere in mostra esplorano le possibilità e i limiti dei procedimenti delle immagini digitali.
Insieme agli studi sul movimento visivo condotti da Evan Roth con le sue GIF animation, vi sono alcune opere, ad esempio quelle di Sommerer & Mignonneau nelle quali viene utilizzata una “lanterna magica” degli anni ’20. UBERMORGEN.COM crea un libro contenente commenti da YouTube, in offerta su Amazon. Infine, Constant Dullaart presenta “The Death of URL” nella sua opera decostruttiva del Web.
Greetings from the Internet, Aram Bartholl, 2013, serie di cartoline, 24 x 30 x 5 cm
Negli ultimi 5 anni, ho raccolto foto di password Wi-Fi durante i miei viaggi. In molti luoghi pubblici e privati, è richiesta una password per accedere a internet. “C’è internet qui?” Spesso le password Wi-Fi sono scritte o stampate su foglietti di carta o sulla lavagnetta dietro il bancone del bar ecc. “Qual è la password del Wi-Fi?” Molti di questi codici sono scritti a mano, perciò possono essere sbagliati o interpretati male. “È una c maiuscola? C’è un errore in questo codice? Sei in grado di indovinare quello giusto? Le password Wi-Fi rappresentano un momento particolare nell’era della connessione. Un momento nella vita dell’uomo, prima che scivoli lentamente nel ‘sempre connesso’, con tutti i dispositivi ovunque si trovi …” (Aram Bartholl, 2013)
Constant Dullaart, The Death of the URL, 2013, website
Nel corso dei suoi viaggi in Cina, Constant Dullaart ha osservato che i Cinesi non pensano al Web come un luogo in cui creare il proprio spazio. “Ciò è sicuramente dovuto alla censura e al Firewall cinese. Noto ancora come questo accade ovunque: è più semplice caricare immagini su Facebook o Instagram che creare una propria pagina web. Il tempo e la necessità di creare il proprio spazio indipendente online sembrano scomparire. È possibile trovare pagine attraverso Google, oppure reperire informazioni tramite app specifiche. Gli spazi privati connessi, funzionanti grazie ai nomi di dominio e che formano uno spazio pubblico apparentemente più grande, contribuiscono alla costruzione del web. Questa nostalgia per il web ideologico colloca l’arte nel web all’interno di un contesto interessante. Le opere nei nomi di dominio adesso scelgono di avere una funzione all’interno di un supporto ideologico, sebbene obsoleto. Ho deciso, dunque, che fosse giunto il momento di dichiarare la vera Morte dell’URL per aumentare ancor di più questa nostalgia. Così, ho acquistato un nome, 38 x, punto xxx. La barra del titolo diventa una riga di X. Tutto ciò che asserisce è “La Morte dell’URL 2013” e il mio nome. È una dichiarazione assoluta. Molti teorici mi hanno scritto dicendomi che questa è la celebrazione dell’URL. La morte della letteratura può essere un libro. Dico solo che si sente la necessità di considerare questo genere di lavori e di opere d’arte come rappresentazioni della nostalgia. Si tratta di un gesto poetico. Non è importante come lo era una volta.” (Constant Dullaart, 2013)
Ernest Edmonds, Shaping Form 5.5.2013, 2013, schermo, computer, camera, 42 x 42 x 10 cm
Originariamente un pittore con concezioni costruttiviste, Ernest Edmonds (*1942) si rivolse alla pittura algoritmica computerizzata nel 1968. Il progetto di Edmonds consiste essenzialmente nell’investigazione di varie possibilità formali in un quadrato bidimensionale. In ogni opera, il perimetro della forma è suddiviso in sezioni rese visibili dalla distribuzione del colore o da una linea tracciata. Le serie di “Shaping Form” basate sul tempo consistono in un’unica opera d’arte interattiva astratta. Ciascuna serie genera colori e forme nel tempo a partire da una varietà di criteri unici: criteri che rappresentano una sorta di DNA. Inoltre, ottengono i dati da una telecamera e calcolano continuamente la quantità di attività che si svolgono di fronte all’opera stessa. Il software del computer modifica costantemente i criteri. L’opera d’arte, insieme al suo sviluppo nel tempo, è dunque influenzata dalle persone che la osservano. Il pubblico aiuta a creare l’opera. “Shaping Form” è una rappresentazione della vita “calcolata”, che si muove e muta spontaneamente, ma che matura e si sviluppa come risultato del movimento del pubblico. La costruzione dell’opera è un incessante processo di sviluppo calcolato. Ogni opera unica viene identificata dalla data contenuta nel titolo. Questa data corrisponde al giorno in cui è iniziata la sua attività, quando l’opera d’arte è venuta alla luce.
Eduardo Kac, Move 36 Suite, 2005, stampa lambda su carta perlata / diasec, 38 x 38 cm
Eduardo Kac (*1962) è conosciuto a livello internazionale per la sua presenza mediatica e la sua bio arte. Il suo progetto “Move 36” fa riferimento alla terribile mossa fatta dal computer Deep Blue contro il campione mondiale di scacchi Garry Kasparov nel 1997. Quest’ultimo perse la partita a causa dell’inaspettata mossa acuta e concettuale di Deep Blue nella partita 2 alla Mossa 36. L’originale installazione “Move 36” a opera di Eduardo Kac era una scacchiera fatta di terra e sabbia. Nell’esatta posizione in cui Deep Blue fece la sua mossa 36, Kac coltivò una pianta nel cui genoma fu inserito un nuovo gene creato appositamente per quest’opera. Il gene utilizza un codice informatico universale per rappresentare i numeri binari in caratteri romani, ASCII, per tradurre le affermazioni di Cartesio: “Cogito ergo sum” (Penso, dunque sono) nei quattro fondamenti della genetica. L’opera era contestualizzata da silenziose proiezioni-video quadrate poste su due pareti opposte, evocando i due avversari di scacchi assenti. Ogni video-proiezione è composta da una rete di piccoli quadrati, somigliante a una scacchiera. Ciascun quadrato mostra brevi circuiti animati che si ripetono a intervalli differenti, creando così una trama di movimenti complessa e accuratamente coreografata. L’impegno cognitivo dell’osservatore, con le molteplici possibilità visive presentate su entrambi i palcoscenici proiettati, emula astutamente la mappatura dei molteplici percorsi sulla tavola usata nella partita di scacchi. La DAM GALLERY propone una selezione di immagini derivate dalle animazioni proiettate.
Sommerer & Mignonneau, Excavate, 2012, “lanterna magica” modificata
Le opere di Christa Sommerer e Laurent Mignonneau esplorano il rapporto tra arte, scienza e tecnologia. Esse sviluppano simulazioni di Vita Artificiale e costituiscono ambientazioni creative per l’interazione e la partecipazione. Il confronto tra sistemi reali e virtuali richiede un’interazione consapevole e semplifica l’interdipendenza e la cooperazione di entrambi i modelli. “Excavate” (2012) consiste in una lanterna magica ripresa dagli anni 20, trasformata in un’interfaccia attraverso varie tecnologie di sensori, un programma informatico, nonché un micro proiettore. I visitatori di uno spazio buio ricevono l’interfaccia “Excavate” per esplorare la stanza buia. Quando la luce splende nelle pareti, appaiono varie particelle scure, simili a isopodi. Ad un certo punto, questi onischi si assemblano e formano tenui volti di bambini. Ogni volta che il visitatore muove la lampada, questi isopodi si staccano; quando mette a fuoco la lampada ancora una volta, appare un nuovo volto di bambino. Grazie all’interfaccia della lanterna magica “Excavate”, è possibile esplorare una grande varietà di volti di bambini. Essi derivano da vecchie fotografie scattate durante la guerra. Non è chiaro il motivo per cui i bambini appaiono così turbati e terrorizzati.
Evan Roth, officechair-on-greenyellow.com, 2012, website
Evan Roth (*1978), co-fondatore di Graffiti Research Lab e di Free Art & Technology Lab (F.A.T. Lab) è un artista americano che vive a Parigi, la cui opera esplora il rapporto tra l’uso improprio e il potere. Creando stampe, sculture, video e siti web, l’opera è definita più dalla sua appropriazione della cultura popolare che dal mezzo espressivo e dal genere. L’opera di Roth include l’uso improprio di strutture apparentemente rigide e l’effetto che filosofie provenienti dalle community hacker possono avere quando vengono applicate a sistemi non digitali. Le sue Composizioni Gif sono una serie di segmenti basati sul web che usano gif animate per creare studi sul movimento visivo. I cicli di animazione unica sono basati sul modo in cui il browser scarica e mette nella cache ciascuno dei file Gif individuali in un tempo determinato. A ciascuna Gif, in una determinata sequenza, è assegnato un unico nome. Il browser è impostato per trattare le Gif come immagini differenti piuttosto che come copie di un singolo file.
UBERMORGEN.COM, The Project Formerly Known As Kindle Forkbomb, 2011– in corso, libri, 14.8 x 21cm
In questo nuovo progetto, il duo di artisti UBERMORGEN.COM invade il Kindle shop di Amazon con grosse quantità di E-book auto pubblicati generati da robot. I libri contengono milioni di commenti da YouTube e contribuiscono alla creazione di un nuovo genere letterario. Questa nuova forma di distribuzione è estremamente mutevole e crea conflitti; dal momento che Amazon ha iniziato a cancellare tutti i libri, di conseguenza The Poject ha mutato il codice e i nuovi libri realizzati hanno arricchito l’archivio del Kindle shop. Il progetto fa abuso dell’infrastruttura-nuvola aziendale di Amazon e causa una serie di provocazioni estetiche e legali al loro modello di business. The Project funziona come una piattaforma per la pubblicazione e il “Book” è soltanto un contenitore con contenuti variabili, a prezzi variabili per piattaforme variabili. La DAM GALLERY espone una selezione di libri auto pubblicati.
UBERMORGEN.COM, ART FID My Cow / ART FID My Box, 2006, inchiostro su tela, dimensione per ognuno 100 x 100 cm
ART FID è stato creato come un prodotto nello spazio inquieto esistente tra belle arti, new media art [net.art] e high tech. La RFID (Radio Frequency Indentification) è una delle tecnologie PORTANTI del futuro: un sistema di identificazione che può raccogliere diverse informazioni sui prodotti a cui è collegato, così come sulla persona che ha acquistato il prodotto. In breve, si tratta di una sorta di DNA digitale. Può essere impiantato sotto la pelle e, dal punto di vista formale, rivela una struttura organica sorprendentemente simile alla struttura cellulare. La serie di pittura digitale ART FID ci racconta una storia di bio-tecnologia e di tecnologia digitale morphing, visivamente l’una dentro l’altra: Il pixel è la molecola! Parte di questa serie di 5 dipinti, “ART FID My Cow”, ad esempio, trasporta la fotografia sottostante di una Mucca, tramite un Chip-RFID (Radio Frequency Identification), nel suo orecchio. L’immagine è stata decostruita e stratificata in 8 diversi livelli pixel e separata applicando la luce e la forma digitale sopra l’immagine. Il risultato: stampe uniche di alta qualità su tela.
http://dam-berlin.de/modules.php?name=mlExhibitions&pa=showpage&pid=1



