PHOENIX INSTITUTE OF CONTEMPORARY ART - PHOENIX
15 MARCH - 8 APRIL 2011

Il Phoenix Institute of Contemporary Art (phICA), Ted Decker e Modified Arts hanno collaborato per presentare Source Code, introduce a Phoenix gli Isometric Screenshots di Jon Haddock, dopo dieci anni di mostre estese nel territorio nazionale.

Accanto a questa serie, l’arte dei videogame di Jason Rohrer (Nuovo Messico), Paolo Pedercini (Pittsburgh), e Carlo Zanni (Italia, 1975), che verranno per la prima volta mostrati a Phoenix. In ogni opera d’arte, la familiarità tra videogioco e soggetti sviluppati dagli artisti, attinge all’esperienza collettiva di quotidianità e mass media.

Passage di Jason Rohrer, si focalizza sul viaggio introspettivo, sul sapersi destreggiare tra gli ostacoli della vita e i rapporti personali, in ciò che l’artista definisce un “memento mori” (Dal latino: “Ricordati che devi morire”). Il gioco ricorre ad immagini di 8 bit e meccanismi di scorrimento laterale, per rappresentare “un’intera vita, dall’adolescenza, all’età adulta, fino alla morte” nel giro di cinque minuti.”

Paolo Perdercini’s Every day the same dream, descrive il tedio quotidiano e la banalità della vita dei lavoratori, consentendo al giocatore di scoprire lentamente e varcare i confini della propria esistenza. L’isolamento viene scambiato come un bagaglio culturale comune nelle opere di Jon Haddock e Carlo Zanni. Gli Isometric Screenshots di Haddock, ritraggono eventi storici e non sullo stile del popolare videogame The Sims.

Ogni fase, dallo scontro armato in Piazza Tiananmen al picnic in Sound of Music, evidenzia il rapporto della società con la storia e la cultura, giocando sull’importanza relativa data a queste, in relazione ad ogni individuo e alla vita privata.

Zanni è ossessionato dai media e dall’attacco come difesa, nel videogame Average Shoveler. Qui un solitario spalatore di neve per le strade di New York, viene bombardato da immagini e notizie d’attualità non appena prova ad interagire con i passanti ed è assorto nei suoi pensieri.

Le opere di questi artisti sono state esposte in musei quali il Museo d’Arte Moderna, il Whitney, e il Nuovo Museo di New York, il Pompidou a Parigi, e in posti lontani come la Corea, il Brasile, l’Italia e la Germania. Se n’è parlato in Artforum sul New York Times, sul Wall Street Journal, su Newsweek e Wired, oltre che su innumerevoli blog e articoli.

http://modifiedarts.org/exhibitions-details/1214