Questa mostra, che era stata inizialmente concepita per rileggere e ricordare gli eventi storici contemporanei accaduti dopo il 1989, acquisisce oggi, alla luce dei recenti sviluppi politici che vedono il mondo sull’orlo di una seconda Guerra Fredda, una nuova dimensione.
Il 1989 è stato l’anno di molti eventi epocali nella vita sociale e politica dell’Europa e del mondo, come la caduta del muro di Berlino e l’inizio del periodo post-Guerra Fredda. Lo stesso anno lo scienziato svizzero Tim-Berners Lee ha inventato il World Wide Web, è stato inviato il primo SMS ed è stato lanciato il primo GPS moderno. Tutti questi eventi hanno segnato l’inizio di una nuova Europa unita e l’avvio della globalizzazione. Facendo da ponte tra questi eventi che hanno cambiato il mondo e la creazione artistica, il progetto presenta una nuova generazione di artisti insieme alle loro opere.
La mostra collettiva comprende diversi approcci alla storia contemporanea che passano attraverso l’esperienza personale. Include video, oggetti, fotografie, performance e installazioni che mostrano le riflessioni degli artisti sulla storia recente. Il fine della mostra è avvicinare gli spettatori ai racconti e ai documentari storici, ricchi di connotazioni e riferimenti ai problemi sociali contemporanei e alle forme narrative popolari.
Alcune installazioni, come Horizontal Alphabet di Katinka Bock o Das abenteuerliche Herz di Martin Neumaier presentano una relazione singolare tra gli oggetti e i contesti storici e locali. La galleria fotografica Scénarios Fantôme di Virginie Jassef indaga la nostra collocazione nel tempo e nello spazio, e crea racconti che sono divertenti e orribili allo stesso tempo.
La mostra propone anche In These Great Times di Uriel Orlow, la raccolta di lavori suddivisa in moduli che esplora gli effetti della storia e della memoria sullo spazio e sulla pittura, focalizzandosi su soggetti artistici sconosciuti e forme di ossessione. Inoltre, il film Muster (Rushes) di Clemens von Wedemeyer non porta alla luce solo la memoria dei fatti passati, ma crea anche un nuovo accesso alla realtà; ancora, la nuova istallazione di Morgane Tschiember, intitolata Pow(d)er, si presenta come un’estensione del paesaggio moderno. È un paesaggio metonimico, un’opera decontestualizzata che tratta questioni sociali, politiche e geografiche. Il suo paesaggio deserto, perforato e inciso, cerca di spiegare il mondo intorno a noi.
Molti progetti, come l’opera The Mirror Stage di Simon Fujiwara o l’installazione sonora George di Wilfrid Almendra costringe i visitatori a riflettere su se stessi e sulla loro vita ed esperienza personale, aiutandoli così a creare un ritratto delle loro pratiche e dei loro comportamenti in relazione agli sviluppi e ai giudizi personali. C’è poi il film Die Straße di Ulla von Brandenburg che tratta temi familiari e argomenti legati ai rapporti umani.
Il film di Pauline Boudry e Renate Lorenz dal titolo To Valerie Solanas and Marylin Monroe, In Recognition to Their Desperation valuta le possibilità ignote e imprevedibili che possono essere attivate senza determinare note e ritmi. I suoni, i ritmi e la musica possono costruire relazioni nuove? Possono scatenare una rivoluzione?
Favorendo una riflessione sugli eventi della Guerra Fredda e sull’ambiente sociale del secondo Dopoguerra, questa mostra offre l’opportunità di analizzare e di meditare sulle situazioni presenti e passate e di collegarle fra loro, rivelando la possibilità di un avvenire incerto. La mostra indaga su come il passato influenza il presente e il futuro, focalizzandosi sui rapporti tra verità e finzione storica, e analizza le sfumature e le incongruenze tra la storia e l’approccio personale degli artisti.
Artisti
Morgane Tschiember (FR), Louise Hervé & Chloé Maillet (FR), Virginie Yassef (FR), Ulla von Brandenburg (DE), Katinka Bock (DE), Martin Neumaier (DE), Simon Fujiwara (UK), Clemens von Wedemeyer (DE), Wilfrid Almendra (FR), Pauline Boudry & Renate Lorenz (CH/DE), Uriel Orlow (CH).


