La mostra Lois Weinberger Gift allo S.M.A.K. Museo d’Arte Contemporanea di Gand, presenta 16 opere donate dall’artista austriaco Lois Weinberger (nato nel 1947 a Stams) al museo nel 2014. Queste si aggiungono ad altre opere che erano già comprese nella collezione del museo.
Nel 2005 lo S.M.A.K. realizzò in Belgio la prima retrospettiva davvero ampia di Weinberger e vennero acquisite 19 opere. Il museo, dopo questa donazione, dispone del corpo di opere più significativo e rappresentativo di Weinberger.
Weinberger debuttò negli anni Settanta. La sua opera poggia su una visione politica e poetica del concetto di “natura”. Secondo l’artista, la natura è qualsiasi cosa che possiamo capire del concetto stesso di natura ed è in continuo cambiamento e culturalmente codificato. È convinto che l’immagine piuttosto romantica della natura come controparte primitiva della cultura sia una convinzione errata.
Fin dagli anni Settanta Weinberger ha dimostrato come i concetti di “naturale” e “innaturale” o addirittura “artificiale”, siano fusi assieme. Attraverso cambiamenti artificiali minimali crea luoghi temporanei, sale a disposizione del libero intervento della natura: guerriglia garden e giardini modulari sia per interni che per esterni. Inoltre l’artista dà forma alle sue idee con disegni, sculture, fotografie, scritte, slide, installazioni video e proiezioni specifiche del sito. Quasi tutti questi mezzi sono utilizzati nella mostra allo S.M.A.K.
Nel lavoro di Weinberger le alghe simboleggiano l’altro, l’alieno, la libertà e la natura pura. Per fare un esempio, mescolando piante “straniere”, non-native, alla vegetazione locale, l’artista crea situazioni reali che fungono da metafora radicale e non compromettente per la nostra società occidentale e l’emigrazione. “L’approccio della società alle piante rispecchia la sua immagine”, così ha sintetizzato Weinberger. L’artista utilizza le piante come simbolo del processo, delle dinamiche, del cambiamento. In questo senso, il suo lavoro adotta implicitamente un punto di vista rispettoso dell’estraneità, dell’emigrazione, del territorio e del nazionalismo, delle dinamiche sociali, dell’economia e dell’ecologia.
Il giardino di Weinberger o “Gabiet” (letteralmente “territorio”, ma si può anche interpretare il giardino come il suo mondo visuale) è un modello in scala della società contemporanea. Invece di un tentativo infruttuoso di eradicare le alghe invasive, l’artista apre il suo “Gabiet” all’impatto potenzialmente devastante e all’effetto erosivo dell’altro, le alghe. Nel mondo visivo di Weinberger elementi contrastanti come noi stessi, l’altro e lo straniero, vita nomade e urbana, mitico e quotidiano, natura visibile (la vegetazione) e invisibile (natura dello spirito), ordine (imposto dal potere), caos e anarchia, solennità poetica e humor leggero sono in armonia l’uno con l’altro.
Weinberger è un pioniere fra gli artisti, oggi sempre più numerosi, che trattano temi legati all’ecologia e alla natura. Come artista, la sua formazione è legata alla sua esperienza con e nella natura. Al di là della conoscenza acquisita soprattutto attraverso i sensi, le mani e gli occhi, ha sviluppato una vera e propria visione. È stato in minima parte influenzato dal movimento della Land Art e dal concetto di natura di Joseph Beuys. Il lavoro di Weinberger è legato a volte all’arte minimale, in particolare a uno degli aspetti prominenti, la scomparsa della mano dell’artista.


