La galleria Guy Bärtschi sta dedicando dallo scorso 14 Maggio tutta la sua galleria, per la seconda volta, alla mostra dei lavori più recenti di Rafael Lozano-Hemmer (nato in Messico nel 1967). La mostra ospita una nuova serie di lavori alcuni dei quali sono delle vere e proprie anteprime in Svizzera.
Rafael Lozano-Hemmer, che ha rappresentato il Messico alla Biennale di Venezia del 2007, unisce l’esperienza tecnologica all’estetica, attraverso lavori che richiedono un continuo e costante input fisico da parte degli spettatori. L’idea principale della sua arte interattiva, è quindi l’incontro.
Rafael Lozano-Hemmer è anche interessato agli esperimenti sociali in cui l’occupazione dello spazio pubblico richiede la partecipazione attiva degli spettatori; essi diventano infatti parte integrante delle performance, attraverso i loro movimenti e la loro voce. Senza questa interazione tra pubblico e media art, l’arte stessa non esisterebbe.
Anche il movimento è una componente importante dei lavori di Rafael Lozano-Hemmer; flicker di immagini, i movimenti delle persone, la luce e l’acqua come elementi animati. Questa animazione è l’elemento che consente l’incontro tra la tecnologia e il pubblico.

I computers, le proiezioni, le colonne sonore, i cellulari, le luci al neon, i sensori e altri sistemi, consentono quindi la visualizzazione della partecipazione dello spettatore all’opera, che contribuisce attraverso i suoi gesti, i suoi movimenti nello spazio, la sua voce, il so battito cardiaco.
Nel caso infatti di “Pulse Tank”, il visitatore è invitato a inserire un dito dentro un cilindro, o di appoggiare la mano su un piatto. In quel momento, un computer in grado di catturare il battito cardiaco, attiva un device elettronico chiamato solenoide. Questo successivamente colpisce l’acqua, provocando lo spostameto della superficie a ritmo con il battito cardiaco stesso. Il battito cardiaco è quindi trasformato in onde circolari sulla superficie dell’acqua.
Lavorando in questo modo, la tecnologia non è più solo un concetto di originalità, ma poichè viene enfatizzata dall’artista, diventa “ubiqua all’interno nostra società globalizzata”. Rafael Lozano-Hemmer comunque, continua a seguire il suo percorso, quello cioè della creazione di sculture cinetiche. La risultante finale è una visualizzazione poetica di un fenomeno sensoriale normalmente invisibile.
