Kunsthaus Graz Universalmuseum Joanneum - Graz
28 / 06 / 2019 - 20 / 10 / 2019

Dagli anni Venti, artisti come l’architetto e attivista Charlotte Perriand, il pittore e filmmaker Fernand Léger e il musicista George Antheil crearono una visione che ha definì un secolo, immaginando una sintesi artistica e sociale in cui l’arte sarebbe diventata uno strumento per dar forma alla società e favorire il progresso.

Dagli anni Ottanta, Peter Kolger ha lavorato come media artist tra grafiche al computer, film, collage e architettura. Nel contesto delle influenze digitali nella nostra vita di tutti i giorni, la sua considerazione sistematica dell’immagine tecnologica e riproducibile e la potente influenza dei media lo hanno reso un naturale successore, interprete e interlocutore ideale della generazione di visionari.

Le opere di Kloger hanno di volta in volta definito i luoghi di transizione nello spazio pubblico attraverso l’Europa. Alla stazione di Graz, per esempio – dove si suppone che Léger abbia lavorato a un progetto architettonico circa settant’anni fa – due grandi murales di Kloger hanno trasformato la stazione in un luogo dinamico di incubazione dal 2003.

Le opere che provengono da un periodo di agitazione e cambiamento sono ora combinate con le nuove opere di questa mostra. Prestiti iconici e materiali di archiviazione di Léger e Perriand si unisono alle composizioni di George Antheil e Franza Pomassl con una nuova opera immersiva di Kloger, andando a comporre insieme un cosmo empirico di uno spazio visuale programmato.

Centrale nella mostra è il riflesso del pioneristico e rivoluzionario Ballet Mécanique di Fernand Léger e George Antheil. Di forte risonanza ancora oggi, quest’opera – ideata all’inizio degli anni Venti da Fernand Léger nel ruolo di visual composer, Dudley Murphy nel ruolo di cameraman e George Antheil nel ruolo di compositore – è stata la prima opera Surrealista-Dadaista a collegare il montaggio cinematografico alla musica meccanica.

Ha cercato, per dirla con le parole di Antheil “di avvertire l’epoca in cui stavo vivendo dalla bellezza simultanea e dal pericolo della sua stessa meccanicistica filosofia inconscia, estetica”. L’opera esercita un effetto ipnotico: estremamente rapida, con un ritmo meccanicamente preciso alternato con attacchi decisivi degli strumenti e silenzio.

Léger presentò in anteprima il film all’International Exhibition of Theatre Thecnology di Vienna il 4 settembre 1924. A causa di problemi insormontabili legati alla sincronizzazione, negli anni Venti la colonna sonora del rivoluzionario pezzo di Antheil per un massimo di 16 pianole meccaniche poteva essere ascoltata solo in ambienti privati. L’opera di Antheil fu debuttò infine separatamente a Parigi nel 1925 e a New York nel 1926.

Soprattutto negli Stati Uniti, il suo ritmo sconcertante e il solo volume provocarono enormi scandali e un disastro finanziario. È stato solo a seguito dell’invenzione della tecnologia informatica e della scoperta dei nastri perforati mancanti della composizione di Antheil durante gli anni Ottanta che il film e la musica hanno potuto finalmente essere fusi in un insieme sincronizzato.

Per questa mostra la composizione, in collaborazione con TU Graz, è stata adattata con delle pianole automatiche ed è stata collocata nello Spazio 01 come sorprendente macchina da orchestra senza suonatore. Una fusione di sviluppo tecnico mediatico e riproducibilità artistica rappresenta il cuore straordinario della mostra, e il suo punto di partenza.

Immagini in viaggio, proiezioni in movimento, così come la musica e la proiezione della luce nuovamente progettate per il sito, creano un luogo di costante movimento. Prospettive in movimento sul pubblico, l’oggetto stazionario e la macchina funzionale dello spazio artistico richiamano il modo in cui tutto ebbe inizio – circa cento anni fa – come un euforico percorso di progresso.

Il potere delle comunicazioni trans mediali globalmente intrecciate per le masse produce, proprio come Antheil aveva predetto, un’esperienza suggestiva e allo stesso tempo incantevole di una società programmabile, ottimizzabile e controllata dai media.


Link:

www.kunsthausgraz.at