Museo Universitario Arte Contemporáneo - Mexico City
29 / 10 / 2015 – 27 / 03 / 2016

Curatori: José Luis Barrios e Alejandra Labastida

Il Museo Universitario de Arte Contemporáneo (MUAC) è felice di presentare Pseudomatisms, la prima personale omnicomprensiva dedicata al lavoro dell’artista mediatico messicano Rafael Lozano-Hemmer nel suo paese natale. Curata da José Luis Barrios e Alejandra Labastida, la mostra espone 42 opere che coprono 23 anni di produzione utilizzando video interattivi, robotica, sorveglianza computerizzata, fotografia e scultura sonora.

L’esibizione metterà in mostra per la prima volta cinque nuovi lavori in diverse scale, da Zoom Pavilion, una proiezione enorme fatta in collaborazione con l’artista polacco Krzysztof Wodiczko, a Babbage Nanopamphlets, minuscole foglioline dorate sviluppate alla Cornell University’s CCA Biennial e Nanoscale Facility. Opere fondamentali in mostra includono Pulse Room, che rappresentò il Messico alla Biennale di Venezia nel 2007; Vicious Circular Breathing, in prestito dall Borusan Contemporary in istanbul; e Standards and Double Standards, che fa parte della collezione del MUAC.

Il titolo della mostra è un chiaro riferimento all’automatismo surrealista, una pratica artistica sviluppata dall’espressione del subconscio che esprime valori accidentali e casuali. Lozano-Hemmer espande questa definizione, ricordandoci l’impossibilità della vera casualità in un universo meccanico in cui ogni pretesa di autonomia in qualunque programma è solo una simulazione. Nelle parole dell’artista, uno pseudoautomatismo mira a rendere tangibili i preconcetti inerenti a queste simulazioni. Per definizione, uno pseudoautomatismo è un’azione che è quasi volontaria: se un automatismo “agisce da sé”, il lavoro di Lozano-Hemmer, al contrario, prova ad “agire in relazione di”.

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L’artista non vede la tecnologia come un mezzo o uno strumento, ma piuttosto come un linguaggio inevitabile che determina la soggettività e la socialità. Attraverso il tatto, la vista, l’olfatto, l’udito e il movimento del pubblico, la mostra cerca di attivare le relazioni tra le macchine, l’ambiente e la percezione, così da sottolineare il modo in cui la tecnologia, il corpo e l’apparato politico si compenetrano diventando inseparabili.

Sarà prodotto un catalogo bilingue, con saggi di curatori e dell’artista, nonché commenti sulle opere da parte di Kathleen Forde e Scott McQuire. Lungi dal presentare l’arte elettronica come qualcosa di nuovo, questi testi approfondiscono i processi e le strategie che guidano la pratica dell’artista, collegandoli alle tradizioni delle sperimentazioni nella storia dell’arte e della scienza.

Oltre al catalogo, l’artista pubblicherà una chiavetta USB che conterrà tutto il codice sorgente del programma di tutte le opere in mostra. Ogni programmatore avrà accesso agli algoritmi, agli schemi e ai metodi che il team di Lozano-Hemmer ha sviluppato per ogni opera, scritti in C++, OpenFrameworks, Processing, Delphi, Wiring, Python, Assembler e Java. Per quanto ne sappiamo, questa sarà la prima volta che una mostra completa sarà disponibile sotto forma di codice sorgente aperto.

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Rafael Lozano-Hemmer (nato nel 1967 a Mexico City; vive a Montréal, in Québec) è un artista elettronico che sviluppa installazioni interattive che sono a un punto di incontro tra l’architettura e l’arte performativa. Il suo interesse principale è creare piattaforme per la partecipazione del pubblico, impiegando una vasta varietà di tecnologie. È stato il primo artista a rappresentare ufficialmente il Messico alla Biennale di Venezia, con una mostra personale al Palazzo Van Axel nel 2007.

Ha esposto anche nelle Biennali e nelle Triennali di Sydney, Istanbul, Havana, Singapore, Seville, ICP a New York, Valencia, New Orleans, Montréal, Shanghai, Mosca e Kochi-Muziris in India. Le sue esibizioni personali includono il Museum of Modern Art a San Francisco, Fundación Telefónica a Madrid e il Museum of Contemporary Art a Sydney. Tra gli altri riconoscimenti, Lozano-Hemmer ha vinto due BAFTAS dalla British Academy, un Governor General’s Award in Canada, un Golden Nica in Austria, un Bauhaus Award in Germania e un Trophée des Lumières in Francia.


www.muac.unam.mx