Carroll / Fletcher ha il piacere di presentare la prima mostra personale dell’artista canadese di origini messicane Rafael Lozano-Hemmer.
Intitolata Obra Sonora (o “Opera Sonora” in spagnolo), la mostra sceglie il suono come mezzo principale grazie a quattro istallazioni acustiche dell’artista, due delle quali sono presentate per la prima volta. In base al concetto di “altoparlanti come pixel”, queste istallazioni utilizzano audio multicanale per rappresentare i dati sonori in dimensione panoramica, passando dalla registrazione vocale di migliaia di visitatori della galleria a inni nazionali passati e presenti, fino alle opere complete di 11 compositori classici.
Complessivamente, la mostra include più di 3000 speaker, ognuno dei quali riproduce attraverso un proprio canale audio differenti e imponenti librerie audio. Nonostante la densità acustica delle istallazioni, ogni opera genera deboli e coinvolgenti strati sonori, ispirati alla ricerca spaziale di compositori come Karlheinz Stockhausen, Edgar Varèse e Alvin Lucier.
In Pan-Anthem (2014), centinaia di inni nazionali sono pronti a essere riprodotti all’avvicinarsi di uno spettatore. Altoparlanti singoli mobili sono fissati magneticamente alla parete all’ingresso della galleria, precisamente programmati per visualizzare un set di statistiche nazionali: la popolazione, il PIL, la dimensione territoriale, l’anno di indipendenza, la percentuale di donne in parlamento; tanto per citare qualche possibile combinazione. Per esempio, nella galleria l’opera è configurata per mostrare lo spread della spesa militare nazionale pro capite, mentre in fondo alla parete, a sinistra, il pubblico può ascoltare gli inni di nazioni senza forze militari come Costa Rica, Grenada e Andorra. Procedendo verso destra, è possibile ascoltare, a 2.5 m di distanza, quello dell’India, poi quello della Cina a 5 m, mentre l’inno canadese viene riprodotto a 6.5 m, quello della Russia a 7 m, quello del Regno Unito a 7.5 m e infine l’inno degli Stati Uniti “Star Spangled Banner” è riprodotto insieme agli inni di Israele, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita a destra, in fondo alla stanza, a 8 m di distanza. Mentre il visitatore si avvicina a un determinato set di altoparlanti, questi iniziano a suonare automaticamente, creando un playback panoramico e posizionale di inni associati a metriche specifiche.
Last Breath (2012) è un’istallazione pensata per immagazzinare e tenere per sempre in circolo il respiro di una persona. Come un ritratto biometrico, l’opera funziona da memoriale vivente di un poeta o cantante famoso – in questo caso l’opera contiene il respiro della cantante cubana Omara Portuondo, del Buena Vista Social Club. Il suo respiro viene perpetuato attraverso una piccola borsa di carta marrone che si gonfia e si sgonfia automaticamente grazie a soffietti motorizzati. L’apparato viene attivato 10.000 volte al giorno, la tipica frequenza respiratoria di un adulto a riposo, inclusi 158 sospiri. Il respiro circola fra i soffietti e la borsa di carta attraverso un tubo scanalato di plastica trasparente che emette un suono tenue e ipnotico. Scomparsa Omara Portuondo, il pubblico potrà vedere il suo “ultimo respiro” al Museo Nazionale di Musica all’Havana, dove l’opera resterà in maniera permanente. La seconda iterazione di questa ampia serie si trova nella collezione SFMOMA e contiene l’ultimo respiro della compositrice e fisarmonicista avanguardista americana Pauline Oliveros.
Voice Array(2011) è un’installazione interattiva che usa LED bianchi lampeggianti per rappresentare visivamente le voci di migliaia di visitatori della galleria. Quando un partecipante parla nell’interfono, la sua voce viene automaticamente tradotta in diversi flash di luce, e questo unico schema lampeggiante viene mandato in loop all’inizio dello schema luminoso. Ogni voce nuova spinge tutte le registrazioni precedenti a una posizione inferiore nella disposizione, così che gradualmente è possibile vedere il suono accumulato da centinaia di partecipanti. Infine, la voce che fuoriesce dallo schema può essere ascoltata da sola, come un memento mori, una testimonianza del continuo passaggio di contenuto in quest’opera “collettiva”. La portata dell’installazione è per Carroll / Fletcher la più grande finora, poiché consiste di 1.856 LED controllati da 928 canali sonori indipendenti, che creano una stanza completamente coinvolgente con 29 metri di parete lineare animata.
Sphere Packing (2014) è una serie di sfere stampate in 3D, disegnate per concentrare l’intera produzione musicale di un compositore in un unico dispositivo multicanale. Ogni sfera rappresenta un particolare compositore e contiene un piccolo altoparlante per ogni sua opera musicale. La grandezza di ogni sfera appesa è quindi direttamente proporzionale alla produttività del compositore. Per esempio, la sfera di Wolfgang Amadeus Mozart ha un diametro di 35 cm e contiene 565 altoparlanti che riproducono simultaneamente le sue 565 composizioni, mentre quella di Gustav Mahler ha un diametro di 11 cm e riproduce le sue 39 composizioni attraverso 39 altoparlanti. I visitatori della galleria, che si trovano a pochi metri da una sfera, sentiranno un tenue mormorio di suoni, dato che ogni sfera suona all’unisono. Avvicinandosi, il visitatore riuscirà ad ascoltare specifici altoparlanti e a concentrarsi su determinate composizioni. La serie si ispira all’utilizzo della simultaneità come strumento di composizione da parte del compositore americano Charles Ives.
Il progetto raccoglie per Carroll / Fletcher le opere complete dei seguenti compositori: Gustav Mahler, Hildegaard Von Bingen, Luigi Nono, György Ligeti, Henryk Mikołaj Górecki, Richard Wagner, Charles Ives, Karlheinz Stockhausen, John Cage e Wolfgang Amadeus Mozart. La sfera di ogni compositore è stampata in 3D su diversi materiali, tra cui argento sterling, porcellana, fibra di alluminio, polimero colorato e acciaio.
Il 25 ottobre 2014 l’artista presenterà una speciale scultura sonora che sarà isntallata permanentemente presso il nuovo Information Age Gallery presso il Science Museum a Londra.
Rafael Lozano-Hemmer (1967, Città del Messico, Messico; vive e lavora a Montreal, Canada) ha recentemente tenuto mostre personali al Museum of Modern Art di San Francisco, alla Fundación Telefónica di Buenos Aires e al Museum of Contemporary Art di Sydney. Inoltre, è stato il primo artista a rappresentare ufficialmente il Messico alla Biennale di Venezia nel 2007. Ha anche esposto alla Biennale de L’Avana e a quelle di Istanbul Liverpool Montreal, Mosca, New Orleans, Seoul, Siviglia, Shanghai Singapore e Sydney. Il suo lavoro fa parte di imporanti collezioni museali, fra le quali quella del MoMa a New York, del MUAC in Messico e della TATE Gallery a Londra.
Precedenti installazioni sonore di Lozano-Hemmer comprendono la recente opera pubblica Voice Tunnel (2013), nella quale i partecipanti hanno la loro voce per trasformare sette isolati del Park Avenue Tunnel a New York; il memoriale per il massacro degli studenti di Tlatelolco a Città del Messico intitolato Voz Alta (2008); e le ombre scansionate con onde sonore di Frequency e Volume (2003) installate alle Biennali di Venezia e di Singapore, al Curve presso il Barbican, al Louisiana Museum in Danimarca e al National Museum of Fine Arts di Taiwan.
L’artista ringrazia il team del suo studio: Stephan Schulz, Jordan Parsons, Guillaume Tremblay, Karine Charbonneau, Conroy Badger, Claudia Espinosa, Susie Ramsay, Julie Bourgeois, Pierre Fournier, Boris Dempsey, Carolina Murilllo-Morales, Orion Szydel e Sergio Clavijo



