Plateau, Samsung Museum of Art presenta Tracing Shadows, una mostra di gruppo di 12 artisti la cui tecnica di pittura esplora attivamente nuove possibilità per il medium in un mondo artistico dominato da installazioni e nuovi media. Come suggerisce il titolo, questa mostra rimanda ironicamente indietro all’origine della pittura dopo la sua apparente “morte”. Se il regno della pittura al giorno d’oggi si espande all’infinito verso il digitale e oltre, gli artisti della mostra si concentrano sul rinnovare il significato dell’espressione “del pittore” nel contesto contemporaneo attraverso una gamma diversa di soggetti e stili.
La Storia Naturale di Plinio il Vecchio racconta l’origine della pittura con la storia di una donna dell’antica Grecia che traccia sul muro l’ombra del suo amante prima della sua partenza imminente. Anche se questa storia è solo un mito infondato, fornisce comunque un punto di partenza critico rivalutando l’importanza del medium nell’era digitale. Dall’antichità al presente, la leggenda della “giovane corinzia” ha ispirato generazioni di artisti con la ridefinizione della pittura al di là della semplice mimesi, come un atto di negoziazione di una presa di posizione tra desiderio e realtà, importante ancora oggi.
Anche se gli artisti nella mostra lavorano in ambiti e stili molto diversi , in contesti differenti, insieme puntano all’esplorazione della pratica di pittura come un mezzo per relazionarsi con la realtà contemporanea. La mostra include opere di Hernan Bas, Bekgin, Brian Calvin, Gillian Carnegie, Josephine Halvorson, Li Songsong, Katy Moran, Jina Park, Serban Savu, Wilhelm Sasnal, Dana Schutz e Lynette Yiadom-Boakye. Riconciliando l’eredità storica del medium con il presente, la mostra spera di concepire nuove attitudini e prospettive per la pittura nel terreno in rapida trasformazione della cultura contemporanea.
Curato da Nanyoung Cho, Assistente Curatore, Plateau, Samsung Museum of Art
Plateau, Samsung Museaum of Art è stato inaugurato nel 1999 come Rodin Gallery, con la presentazione della sua installazione permanente dei capolavori monumentali di Auguste Rodin The Gates of Hell e The Burghers of Calais, e si è affermato come una delle istituzioni principali nello scenario artistico contemporaneo coreano. Nel maggio del 2011, la Rodin Gallery ha riaperto le sue porte con il nuovo nome, Plateau, ambendo a un programma più ampio di obiettivi, così come a territori artistici più alti per artisti e mecenati. Con il nuovo nome, Plateau esprime il nostro rinnovato impegno di abbracciare gli sviluppi dinamici nell’arte contemporanea coreana e internazionale, in linea con la nostra mostra permanente dei capolavori di Rodin.

