PHILADELPHIA MUSEUM OF ART - PHILADELPHIA
UNTIL 16 JANUARY 2012

Curatore: Adelina Vlas, Assistant Curator di Arte Moderna e Contemporanea

Le opere presenti in “Live Cinema/Peripheral Stages” si rivolgono all’esperienza della marginalità e s’interrogano sulle condizioni sociali (in particolare quelle delle città del ventunesimo secolo) che la generano e sostengono.

Rappresentative di una giovane generazione di artisti che rivolgono la loro attenzione alla società contemporanea, le immagini di Mohamed Bourouissa e di Tobias Zielony si basano sulla tradizione della fotografia, sia documentaria che ritrattistica. Immergendo sé stessi nella realtà sociale di una situazione o di un luogo, i due artisti producono fotografie e video che trattano della condizione marginale, con un atteggiamento provocatorio diretto e studiato.

Entrambi gli artisti lavorano principalmente come fotografi, creando composizioni che rivelano (in modo critico nonché poetico) le tensioni sociali proprie del vivere nella periferia della società contemporanea. Definita come il margine o il sobborgo di un’area urbana, la periferia è diventata sinonimo di zone sottosviluppate assediate dai problemi economici e sociali. Focalizzando l’obiettivo sulle classi marginali di giovani uomini e donne della periferia urbana, i due artisti mettono in luce la complessità di questo gruppo, che è spesso trascurato o distorto dai media. Dalle immagini che vengono fuori, la rappresentazione diventa una forma di resistenza.

Con la sua serie di fotografie Écrans (Schermi), che mostrano le superfici frantumate dei monitor delle televisioni, Mohamed Bourouissa rifiuta di conformarsi alla cornice comune degli eventi recenti e delle realtà attuali sfidando il meccanismo dal quale le immagini sono distribuite, trasformandola in immagine fine a sé stessa. Nel video Temps mort (Pausa), documenta un anno di scambio di telefonate tra lui e un conoscente carcerato, conferendo un senso di umanità alla condizione marginale spesso inosservata.

In Vele (Sails), Tobias Zielony estende la sua esplorazione fotografica al di là dei ritratti della gioventù marginale sino all‘ambiente in cui vivono, non solo per inserirli nel loro contesto ma anche per sfidare le accreditate storie di violenza e corruzione associate a Scampia, un borgo di Napoli (Italia). Conosciuta per i suoi legami con il crimine organizzato, questa particolare località e le sue strutture utopiche in decadenza diventano il focus delle fotografie e delle foto-animate di Zielony, che catturano l’evidente incertezza della vita sotto difficili circostanze.

Produzione dell’apparato iconografico e assistenza allo sviluppo forniti in parte dalla Galleria Lia Rumma, Milano-Napoli e da Kamel Mennour, Parigi.

 

http://www.philamuseum.org/exhibitions/754.html