GALLERY AT CALIT2 - SAN DIEGO
4 FEBRUARY - 17 MARCH 2008

Immaginate un joystick più alto di un giocatore di basket…e che ha bisogno di almeno due persone per essere usato. Questa è l’idea ardita, bizzarra e divertente che sta alla base di “An 8-bit Moment in Gameplay: [giantJoystick]”, un’esposizione in cui l’arte incontra la tecnologia, che inaugura il 4 febbraio alla Galleria del Calit2, un piccolo spazio con grandi ambizioni.

Situata al primo piano dell’Atkinson Hall del campus universitario dell’UC San Diego, la location fa parte della divisione UCSD del California Institute for Telecommunications and Information Technology (Calit2). La galleria inaugurerà formalmente in primavera, ma [giantJoystick] aprirà al pubblico ogni giorno feriale dalle 11 alle 17 fino al 17 marzo (con un ricevimento programmato per il 14 febbraio dalle 18 alle 20).

Un lavoro interattivo ed una scultura da provare, [giantJoystick] è un’interfaccia da gioco operativa su larga scala disegnata per il divertimento collaborativo dall’artista e teorica dei media Mary Flanagan.

I video games esistono da quarant’anni ed hanno ridefinito la nostra realtà con dei classici come “Pac-Man”, “Asteroids”, “Centipede” e “Missile Command”. Le console dei video games, con grafica a bassa definizione nota come 8-bit, sono state introdotte negli anni ’70. Ma divennero popolari negli anni ’80, spostando i video games dalle sale giochi alle case con la game console Atari 2600. Questa console aveva un joystick particolare, e la Flanagan porta i visitatori indietro fino a quel periodo seminale trasformando il joystick Atari in un’opera d’arte gigante che essa stessa considera una forma di scultura sociale.

Flanagan investiga le tecnologie quotidiane attraverso la scrittura critica, l’opera d’arte e i progetti di design attivista. “Mary Flanagan fa sì che arte e cultura popolare diventino un unico, seguendo la tradizione della pop art” ha detto Ricardo Dominguez, professore d’arte visiva e membro della commissione organizzatrice della Gallery del Calit2. “L’artista esplora anche le estetiche del gioco, che oggi si sono estese oltre i video games influenzando ampiamente i media e la cultura”.

Le sue opere sono state esposte a livello internazionale in musei, festivals, gallerie, incluso il Whitney Museum of American Art. “La scala esagerata dell’installazione [giantJoystick] enfatizza la fisicità (e l’assurdità) delle interface in relazione al corpo umano ed alla sua interrelazione,” ha notato Christiane Paul, curatore aggiunto di new media arts al Whitney Museum. “Invece di trattare il joystick come mero punto d’accesso all'”alterità” del mondo virtuale sullo schermo, il progetto sottolinea il ruolo del joystick in collegamento con il mondo fisico e la natura sociale del gioco”.

Il lavoro di Mary Flanagan è stato esposto al Guggenheim, SIGGRAPH, The Banff Centre, Central Fine Arts Gallery NY, Artists Space NY, the University of Arizona, University of Colorado-Boulder, e da molte istituzioni in Brasile, Francia, Inghilterra, Canada, Taiwan, Nuova Zelanda e Australia. I progetti della Flanagan soso stati finanziati dalla National Science Foundation, dalla Pacific Cultural Foundation e dal National Endowment for the Arts. Il suo gruppo di ricerca e laboratorio a New York si chiama TiltFactor, ed è centrato sul design del software attivista e socialmente consapevole. http://www.tiltfactor.org.

La Galleria del Calit2 riflette il nucleo di innovazione implicito nella visione del Calit2 e vuole far avanzare la nostra comprensione e il nostro interesse verso lo scambio dinamico tra arte, scienza e tecnologia. Calit2 ha scelto recentemente Eduardo Navas come Coordinatore dello spazio.

http://gallery.calit2.net