Organizzatori: Jordan Geiger, Omar Khan, Mark Shepard
Il quarto MediaCity riflette sulle pluralità e sulle globalità, sulle MEDIACITIES che sono ormai ovunque. Quali nuove linee di indagine e relazioni emergenti tra urbanità e media digitali si trovano nelle città dell’Est, nelle città del post-capitalismo, nelle città in cui sono presenti turbolenze civili o che attraversano i confini internazionali? Quali relazioni urbano-mediali, forse finora sottovalutate, stanno prendendo forma in modo diverso nell’ambiente urbano?
Queste città meritano più attenzione rispetto al passato, in quanto luoghi di crescita demografica, di nuove formazioni culturali e sociali, di nuovi conflitti tra la vita urbana e i media contemporanei, le comunicazioni e le tecnologie dell’informazione e altro ancora. MEDIACITIES promette di ampliare la nostra conoscenza sia dei media che della città oggi e di annunciare nuovi luoghi di pratica e metodi di lavoro per un ambito in espansione.
Oltre al programma di una conferenza con pannelli selezionati da una call for paper internazionale, MEDIACITIES presenterà speaker molto conosciuti, come Benjamin H. Bratton, Professore associato di arti visive e direttore di D:GP, il centro di design e geopolitica all’università della California, San Diego; Mike Crang, conferenziere di geografia culturale all’università di Durham, Regno Unito; e Stephen Kovats, ricercatore su cultura e media, in passato direttore artistico di transmediale, festival di Berlino di arte e cultura digitale e curatore del programma internazionale al V2_Institute for Unstable Media, Rotterdam.
MEDIACITIES presenta una mostra di opere commissionate che mette a confronto diversi aspetti delle relazioni contemporanee dei media digitali e della vita urbana nelle città di tutto il mondo oggigiorno: spazi di apparenza, di scambio e di identità. Tra gli artisti in mostra: Paolo Cirio, Julian Oliver, Stephanie Rothenberg e Antoine Schmidt.
I workshop di MEDIACITIES propongono abilità e temi rilevanti per l’interesse della conferenza di quest’anno sulle molteplicità. I workshop includono:
– Interactive Planning Istanbul, che prende in esame le ecologie emergenti dell’interazione tra le relazioni socio-economiche e la struttura di una città utilizzando strumenti computazionali di design;
– NeuroVision, che esplora l’estetica urbana degli spazi a Buffalo con l’artista Ursula Damm, attraverso un web-based sandbox per Generative Video Processing;
– Neo-provincialism, un workshop di condivisione della conoscenza che indirizza il concetto di neo-provincialismo attraverso la connessione della cibernetica e dell’agricoltura urbana alle loro implicazioni spaziali e xeno-spaziali più simili;
– Digital Media in Urban Spaces, che mappa e visualizza i media digitali urbani su una metodologia per la ricerca empirica utilizzando GPS e tecniche di geotagging.

