BITFORMS - NEW YORK
09 SEPTEMBER - 15 OCTOBER 2011

Era l’11 maggio 1971 quando il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris inaugurò l’importante esposizione “Computer Graphics – Une Esthétique Programmée”.

Una mostra esclusivamente dedicata a Manfred Mohr, che presentava in un museo la prima esposizione di opere interamente calcolate e disegnate da un computer digitale (invece che analogico). Revoluzionari per la loro epoca, questi disegni erano più che semplici curiosità – annunciavano una nuova era di creazione dell’immagine, mettendo in moto una traiettoria di modernismo ed estetica dell’informazione.

Utilizzando il lavoro di Manfred Mohr come pietra di paragone, “1964-2011, Réflexions sur une Esthétique Programmée” rivela, attraverso le sue opere, un periodo di sviluppo critico nelle arti multimediali.

Esamina il cambiamento di prospettive nell’arte e i metodi di lavoro che hanno reso possibile la conversazione visiva dell’estetica dell’informazione. L’emergere del computer in quanto strumento artistico deriva dalla sua capacità di gestire sistemi d’elevata complessità, oltre le nostre normali capacità.

Grazie alla scoperta degli scritti teorici del filosofo tedesco Max Bense nei primi anni sessanta, Mohr rimase affascinato dall’idea di un’estetica programmata, che coincideva con il suo forte interesse nella progettazione di apparecchi sonori elettronici e nell’utilizzo di immagini scientifiche all’interno dei suoi quadri. Mohr studiò in Germania e a Parigi presso l’Ecole de Beaux-Arts e nel 1968 fu uno dei fondatori del seminario ‘Art et Informatique’ presso l’Università di Vincennes.

Ulteriormente influenzato dal compositore francese Pierre Barbaud che utilizzava un computer per comporre musica, Mohr iniziò a scrivere attraverso il linguaggio di programmazione FORTRAN al fine di creare composizioni concrete che eseguiva su carta come disegni a inchiostro grazie ad una stampante grafica nel 1969.

Segnato dall’esposizione presso il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, il lavoro di Mohr ricopre in campo artistico il ruolo di ponte tra le manovre manuali e le strutture calcolate con la macchina. Il suo dimostrato interesse nella struttura del processo, del linguaggio e della linea è rivelato dalle sue prime opere pittoriche astratte, precedenti alla sua scoperta del computer come strumento artistico. Le composizioni ritmiche, e in seguito temporali, di Mohr sono anche influenzate dalla sua attività di musicista jazz.

Quest’esposizione è stata organizzata da Laura Blereau.

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