MANY VENUES - MADRID
UNTIL 28 FEBRUARY 2010

 

Quella di quest’anno è la prima edizione di MADRID ABIERTO come evento biennale e il tema dominante è collaborazione. L’invito aperto alle opere ha rivelato un’ampia disponibilità ad accettare proposte che abbracciano le discipline più svariate e gli artisti che puntano a collocare il proprio lavoro all’interno del regno artistico e della partecipazione del pubblico.

Saper trattare problemi specifici e dare voce a questioni locali è a un passo dal risolvere un conflitto o dal migliorare una situazione. I dieci artisti coinvolti in questa edizione di MADRID ABIERTO sondano terreni che spesso rimangono all’oscuro o cadono nell’oblio. Scopo dell’evento è quello di rivelare alcune dinamiche del lavoro svolto in collaborazione ed esplorare come tale impegno possa influenzare le persone e la politica in determinati luoghi. In questi ambienti l’arte deve essere concepita come forma di immaginazione politica. Nella società odierna l’esigenza di creare tali modelli è inesauribile.

Per questa sesta edizione di MADRID ABIERTO, diretta da Jorge Díez e curata da Cecilia Andersson, sono stati dieci artisti e dieci gruppi ad avviare una serie di attività, con la partecipazione di un gran numero di collaboratori, che attualmente si svolgono nelle varie location della città: Time Notes di Gustavo Romano (Buenos Aires, 1958), Torre di Pablo Valbuena (Madrid, 1978), Unofficial tourism di Iñaki Larrimbe (Vitoria, 1967), Huert-O-bus di Lisa Cheung (Hong Kong, 1969), Ghostown di Laurence Bonvin (Sierre, Switzerland, 1967), Una Casa Digestiva Para Lavapiés di Josep-María Martín (Ceuta, 1961), Campo AA-Madrid di Adaptive Actions, Hucha de deseos: ¡Todos somos un barrio, movilízate! di Susanne Bosch (Wesel, Germany, 1967), Bajar al subterráneo recién excavado/Going down to the recently excavated underground passage di Lara Almarcegui (Zaragoza, 1972) e Vallecas Abierto: ¿Cómo nos van a ayudar con su arte? di Teddy Cruz (Guatemala, 1962) con M7Red e Iago Carro.

I seguenti progetti artistico-sonori vengono trasmessi a febbraio all’interno del programma Libélula su RNE-Radio 3: Pay no attention to that man behind the curtain di Sarah Boothroyd, Lavapiés Chipén.

Memoria sonora de un barrio di Manuel Calurano Ramos e Anna Raimondo, Insert the name of the city here di Ives Coussement, Bellabells di Javier Díez-Ena, Obras di Wade Matthews, Immatereality di Annemarie Steinvoort, Memoirs of an amnesiac di Matthew Verdon, Diario Sonoro di Hernani Villaseñor Ramírez e Madrid Breathing di Gloria Zein.

L’attuale edizione di MADRID ABIERTO è stata realizzata in collaborazione con il Centro Cultural Montehermoso in Vitoria-Gasteiz e la Fundación Rodríguez, con opere audivisive selezionate per la 9a e  la 10a edizione di Intervenciones.tv: I am a clown di Fausto Grossi, Aida and Sin título di Puy San Martín e Nerea Lecuona (Sinbait), So di Izibene Oñederra, Grapak di Logela, I just want to give you money y Making of di Iván Argote, TV1 di David Elguea, Skarro di Vanesa Castro López –Fur Alle Falle-, Nazi hymn of love di Iñaki López – Fur Alle Falle- e 1968-2008 di Xuban Intxausti, Serie videos Sincita di Frabicio Caiazza, A arte da videoarte di Lobo Pasolini, Gedanken eines skispringers di Wolf D. Schreiber, Félix Vs. Cousteau di Colectivo Left Hand Rotation e le opere di ospiti quali Antonio Mercader con Top Vídeo, Intro y…fin, di Antoni Muntadas, Buena suerte e Mala conciencia, di Eugeni Bonet e Vídeo-arte, di Joaquim Dols Rusiñol.

Il punto informazioni di MADRID ABIERTO, quest’anno progettato dallo Studio Kawamura-Ganjavian, è situato a Paseo de Recoletos.

Inoltre è stato sviluppato un programma pilota formativo in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Complutense di Madrid e il contributo di María Molina.

http://www.madridabierto.com