LUIS ADELANTADO GALLERY - VALENCIA
UNTIL 14 JANUARY 2011

“Il nostro spazio fisico, come il nostro spazio di vita quotidiano, è una mera costruzione; un’architettura prodotta dalla percezione del fenomeno che ci circonda e quindi dalla forma, per tutti noi, questo ‘paesaggio di eventi’ che rende i filosofi e gli scienziati meramente degli umili artisti del paesaggio” – Paul Virilio, The University of Disaster

L’opera di Jason Mena richiede un approccio multisfaccettato alla contemporaneità il quale, tratto dal concettualismo e dal minimalismo, rivela le complessità e le contraddizioni della sempre maggiore urbanizzazione dello spazio. La Città e la sua architettura diventano protagoniste, e di conseguenza testimoni della condizione post-moderna. Realtà e fiction si intrecciano, appaiono e scompaiono nel paesaggio urbano, dando il via a una molteplicità di reazioni e interpretazioni.

Lavorando con diversi media, principalmente fotografia, video ed installazioni, Mena reagisce a ciò che lo circonda, invitandoci a ricordare che le apparenze in fondo possono ingannarci. La sua opera conduce a una critica profonda della costante simulazione della cultura, la velocità di urbanizzazione e il peggioramento accelerato del nostro clima politico e sociale.

We all shall play in the ruins comprende fotografia, installazioni, video e disegni. Al corrente della sfida di Paul Virilio nei confronti della società post-moderna, Mena sembra creare un ‘paesaggio di eventi’ dove il movimento e la velocità si trasformano entrambe in distruzione e costruzione. Nell’intera mostra gli oggetti e le immagini suggeriscono movimento sia esplicitamente che in modi meno percettibili. Una delle parti centrali della mostra è la serie fotografica Points of View, in cui Mena utilizza l’architettura per sfidare la percezione dello spettatore. Focalizzando la sua attenzione sulla malleabilità della percezione, queste immagini non delineano solo la fragilità della contemporaneità, ma anche l’apparente impercettibilità della realtà urbana.

Letting go of Conceptual Approaches, una serie di immagini monocromatiche astratte, mostra l’effetto di una reazione fotochimica della luce solare con gli idrocarburi e gli ossidi di azoto, rilasciata nell’atmosfera a causa delle emissioni degli autoveicoli e degli stabilimenti industriali. Un’immagine paradossale, dato che riusciamo a trovare la bellezza in un paesaggio inquinato.

Jason Mena (New York, 1974) vive e lavora a San Juan, Puerto Rico. Ha ottenuto il titolo di Bachelor of Arts alla Escuela de Artes Plàsticas di San Juan. Ha mostrato le sue opere in diversi spazi internazionali come ad esempio la Poly/Graphic Triennial: Latin America and the Caribbean, il Museum of Contemporary Art di Puerto Rico, il Museum of Modern Art della Repubblica Dominicana , il CCA Wattis Institute for Contemporary Art di San Francisco, la VoxPopuli Gallery di Philadelphia, la Painters & Sculptors Association Gallery in Israele e il National Center for Contemporary Arts di Mosca. E’ stato candidato al premio Emerging Artist’s Brugal ARCO Madrid 09 Acquisition Award, nel 2008 ha ricevuto il premio Lexus Grant for the Arts e nel 2006 l’AICA Award, International Association of Art Critics.

We all shall play in the ruins è la prima mostra personale di Jason Mena, presso la Luis Adelantado Gallery di Valencia, in Spagna.

http://www.luisadelantadovalencia.com

http://jasonmena.com