CBKU - Utrecht
11 - 28 / 10 / 2012

No More Westerns è la 23° edizione del festival delle arti e dei media Impakt – un appuntamento annuale che cerca di identificare i paradigmi emergenti nella cultura dei media, quest’anno a cura di Cher Potter e Samantha Culp.

Nel 2012, il Festival Impakt annuncia la fine del predominio della cultura media occidentali, riconoscendo i cambiamenti all’interno del panorama dei media a seguito di cambiamenti economici e geopolitici sulla scena mondiale.

No More Westerns non sarà una panoramica meramente teorica né una analisi scientifica, ma piuttosto un futuro scenario immaginato da cui osservare flussi alternati di cultura ed estetica in un mondo post-occidentale. I temi del festival – fantascienza Global South (futurismi spostati), partnership regionali /di produzione che oltrepassano l’Occidente (Africa – Cina) e considerare l’America come ‘solo un altro paese’- possono essere visti come i punti di partenza immaginari per nuovi approcci a termini come modernità. Un punto di vista globale variabile sta diventando sempre più importante nel nostro pensiero e nelle nostre percezioni: il mondo non viene più definito dall’Occidente o da modelli di ipotetici opposti del genere centro-periferia, Est-Ovest, governante-governato e io-altro.

No More Westerns comprenderà una mostra, proiezioni video, spettacoli musicali, dibattiti pubblici, tavole rotonde e lezioni sui media. No More Westerns va oltre il piano fisico con il nostro programma online che contiene opere d’arte on-line, mix musicali esclusivi, programmi di video B-side, applicazioni in evidenza e contenuti tradotti, tutti disponibili sul nostro blog, Twitter / Weibo, e attraverso l’hashtag # NMW.

La mostra presenterà le opere di e le collaborazioni tra una varietà di artisti internazionali giovani ed emergenti ma anche ‘creatori’ meno tradizionali, commerciali e amatoriali. Saranno esaminati temi rilevanti che ruotano attorno all’originalità, alla paternità ibrida e alle prospettive globali modificate  mentre saranno volutamente offuscate le distinzioni tra artista / curatore / pubblico.

Tra gli artisti:

AES + F, Sophia Al-Maria, Rik Aw & Pok Yue Weng, Babak Radboy & Item Idem, Wafaa Bilal, Rutherford Chang, Chto Delat?, Crystal Beacon, db-db (Francis Lam), Double Fly Art Center, Doug Fishbone , Foundland, Leng Wen, Kareem Lotfy, Lu Yang, Michael MacGarry, Mehreen Murtaza, Katja Novitskova, Il Gruppo Otolith, Il Gruppo Elica, Apichatpong Weerasethakul

Con i contributi di, tra gli altri:

Oscar Guardiola-Rivera (docente di diritto presso l’Università di Birkbeck, Londra, e autore di Che cosa succederebbe se L’America Latina governasse il mondo?, 2010), Sohail Inayatullah (Futurista, professore presso Graduate Institute of Futures Studies, Università di Tamkung, Taiwan), Omar Kholeif (curatore alla FACT, Liverpool, e redattore capo della Ibraaz Publishing, Londra), Jaap Kooijman (autore di Realizzare il falso assoluto: l’America nella cultura pop contemporanea, 2008, e docente di media e studi culturali ad Amsterdam, Paesi Bassi), Vinay Lal (critico culturale e professore di storia all’Università di Delhi e alla UCLA), Nat Muller (curatore indipendente di new media, Rotterdam, Paesi Bassi), Louise Muller (ricercatore indipendente), Ruangrupa (iniziativa di artisti, Jakarta), William Uricchio (Direttore del MIT Comparative Media Studies, Massachusetts), Zafka Zhang (co-fondatore di China Youthology, Pechino, Cina).

Membro onorario del Festival Impakt quest’anno è Parmesh Shahani, che dirige il Godrej India Culture Lab – uno spazio che si propone di interrogare la natura strutturata della modernità indiana attraverso l’impollinazione incrociata delle migliori menti che lavorano in India da tutto il mondo accademico, creativo e aziendale.

http://impakt.nl/festival/