Economies of the Commons 2 è un’analisi critica delle economie di pubblico dominio on line e delle risorse open access di informazione, sapere e media (i ‘digital commons’)
Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad un forte aumento di risorse di tipo open content che attirano giornalmente milioni di utenti. L’impatto di progetti come Wikipedia, Images of the Future ed Europeana sono la prova della vitalità del nuovo pubblico dominio digitale. Le risorse open content, non essendo più di dominio esclusivo da parte di ‘insider’ digitali, stanno diventano rapidamente sempre più utilizzate e sempre più popolari.
Se da un lato i protagonisti degli open content lodano la loro accessibilità low cost e le loro strutture collaborative, dall’altro i critici accusano queste risorse di mettere a repentaglio le funzioni di “gate keeping” di autori, accademie e istituzioni professionali e allo stesso tempo di non avere un proprio modello aziendale.
Economies of the Commons 2 fornisce un’analisi critica e pertinente dei modelli delle economie sostenibili che possono promuovere e tutelare il pubblico dominio on line. Vogliamo scoprire quali sono le nuove soluzioni ibride per l’archiviazione, l’accesso e il riutilizzo dei contenuti on line che possono creare mercati produttivi ma allo stesso tempo servire al pubblico interesse nell’economia dell’informazione del ventunesimo secolo caratterizzata da competitività e globalità.

Gli eventi che si svolgeranno durante Economies of the Commons 2 sono: un seminario internazionale in Open Video ospitato dal Netherlands Institute for Sound and Vision che si terrà l’11 novembre a Hilversum; due giorni di conferenza internazionale, e due eventi serali pubblici che si terranno il 12 e il 13 novembre presso il De Balie, il centro per la cultura e la politica di Amsterdam
Economies of the Commons 2 è stato organizzato sulla scia del successo ottenuto dalla conferenza Economies of the Commons svoltasi nell’aprile 2008.
Organizzatori: Images for the Future Consortium / Kennisland (Knowledgeland) / De Balie / Netherlands Institute for Sound and Vision / Institute of Network Cultures / University of Amsterdam, Department of New Media
