Dal 16 Maggio al 3 Giugno si è svolto a Rotterdam il DEAF, Dutch Electronic Art Festival. Oltre al simposio e alle performances che hanno avuto luogo i primi 4 giorni (presenti fra gli altri nomi come Jimmy Edgar, Egyptrixx, Noorderlicht010, CREW, Ital Tek, Lower Dens etc), l’edizione 2012 prevede anche una mostra dal titolo “Power of Things”.

Quest’ultimo è infatti il tema di quest’anno, volto a sottolineare l’importanza, – ed il potere appunto-, della materia (in)animata che ci circonda e in cui le nostre vite sono immerse. Potere che non puo’ essere ignorato nemmeno dalle arti, non solo per la sua capacità di modificare le nostre vite ma perché conduce, se ascoltato, ad un diverso approccio al mondo e alla realtà in cui viviamo.

Ecco che allora le opere del festival, in particolare quelle presenti alla mostra tematica, curata da Michel van Dartel e Michelle Kasprzak, offrono interpretazioni, stimoli, riflessioni sulla potenza dell’inanimato in tutte le sue declinazioni. Fra gli artisti selezionati, circa una ventina, nomi noti e meno noti, internazionali e locali, che spesso hanno presentato i loro lavori in collaborazione con enti di ricerca e università.

Partiamo dall’opera della coppia di artisti olandesi Driessens e Verstappen, Sandbox, un diorama fatto di ‘vento e sabbia’, posti all’interno di una scatola di legno appunto, dentro cui è possibile guardare attraverso un foro. L’effetto ottico è quello, suggestivo, di un deserto in miniatura, benché non sia questo lo scopo e l’intenzione degli artisti. Al contrario, quello che si crea è un sistema generativo in continuo movimento, grazie all’interazione dei due elementi che lo compongono: la sabbia e il vento. Elementi naturali che si plasmano a vicenda, generando per l’appunto nuove modalità visive e costitutive. I due artisti portano infatti avanti da tempo un’indagine sulle possibilità generative di agoritmi informatici a livello soprattutto visivo. Questa volta tuttavia non si tratta di softwares, bensi’ di due “oggetti” naturali i cui effetti e risultati estetici sono davvero evocativi e interessanti.

Proseguendo oltre, troviamo Hostage PT 1 & Scan, opera di nano-ingegneria dell’artista belga Frederik de Wilde (di cui è possibile leggere l’intervista fatta da Digicult qui: https://digicult.it/it/digimag/issue-068/frederik-de-wilde-the-invisible-boundary-among-art-science/ e dare un’occhiata al suo sito qui: http://frederik-de-wilde.com/.

Definita come ‘l’opera d’arte più scura al mondo’, essa presenta appunto una parte di materia nera, la cui percezione estetica é richiede un approccio del tutto diverso da quello solito, abituati come siamo alla sovraesposzione continua ad immagini. La nanoart si fonda sul paradosso/sfida percettiva di mostrare l’invisibile e si pone al sottile confine fra arte, scienza e tecnologia . Una visione allora, quella proposta da de Wilde, che nasce dal biologico stesso, dalla materia, in un’indagine non solo artistica, ma filosofica.

Un altro lavoro dagli effetti estetici molto intensi é quello di Olafur Eliasson, Notion Motion. L’artista danese/islandese é soprattutto noto per le sue installazioni di grandi dimensioni ispirate spesso a motivi naturali, sempre suggestive ed evocative. L’elemento interattivo con il pubblico é per altro sempre molto forte anche in quest’opera, la cui materia principale é l’acqua e i suoi effetti dinamici, proiettati su uno schermo che crea un ambiente a 360 gradi in cui lo spettatore puo’ intervenire. Tutto cio’, insieme alla connotazione naturalistica dell’installazione e al fatto che l’elemento naturale (l’acqua in questo caso) entra a fare parte di dinamiche artistiche, sono i temi principali della ricerca di Eliasson, ben esemplificata in quest’opera d’impatto.

Pulse di Markus Kison è un’installazione che esplora la visualizzazione live di espressioni emotive presenti sul web (su siti internet, blogs etc), attraverso un motore di ricerca. Il sistema é collegato ad un cono centrale che si espande in 24 direzioni, quelle appunto corrispondenti alle emozioni umane. L’idea si basa sul testo di R. Plutchik “Psychoevolutionary theory of Emotion”, dove appunto si descrivono le modalità per cui le 8 emozioni di base dell’uomo, rappresentate in un diagramma, vengano a formare, con le corrispettive declinazioni in positivo e negativo, un cono tridimensionale contenente 24 aree. L’idea principale dell’opera qui presentata è quella di creare un link fra informazione digitale e oggetto fisico, attraverso una visualizzazione e materializzazione di contenuti di tipo astratto. A livello visivo inoltre il cono centrale ricorda per forma un cuore umano che si contrae e espande, con movimenti simili a quelli cardiaci, da cui la suggestione presente anche nel titolo dell’installazione, Pulse, che ci riporta alla dimensione biologica e fisica dell’uomo.

Tornando ad opere basate su materiali naturali e terrestri, citiamo il lavoro interattivo di Jessica de Boer, Sealed, dove lo spettatore invitato ad entrare in una sorta di cella frigorifera in cui, alla temperatura di –10° gradi, un enorme blocco di ghiaccio viene messo a contatto con 10 kg di sale grosso (estratto tra l’altro da una miniera in Sicilia). Le formazioni che i due elementi, ghiaccio e sale, messi insieme producono sono visivamente molto affascinanti, essendo il risultato di modificazioni termodinamiche in continuo movimento. Il potere, verrebbe da dire in questo caso, non è tanto delle cose ma della natura stessa, che è in grado di attuare forme e dinamiche suggestive, grazie solamente alla composizione e reazione degli elementi stessi.

Nella stessa direzione si muove anche l’opera di Kianoosh Motallebi,   sostanziamente una piccola sfera fatta con 94 elementi naturali che si trovano spontaneamente sulla terra. Un invito anche alla riflessione sulla dimensione ultima delle cose, degli oggetti e della realtà che ci circondano, ossia la natura in tutta la tua materialità.

La mostra si rivela un interessante e stimolante evento parallelo al festival DEAF, con una panoramica contemporanea su un tema che sempre più spesso le arti digitali esplorano di recente, quello del rapporto con la natura e i suoi elementi.

http://ww.deaf.nl