Un flip book è un libro che diventa cinema per un breve periodo di tempo; è una sequenza di immagini che rivela la sua propria narrativa, un oggetto che bisogna toccare allo scopo di permettergli di raccontare la sua storia.
All’interno della prima esaustiva esibizione mondiale sui temi della contestuale convergenza tra arte, animazione e film, il flip book è stato presentato e ha suscitato subito grande interesse nel pubblico per la sua simultaneità di messaggi all’interno di un libro, di un cinema tascabile, di una sequenza narrativa di immagini, e si è immediatamente proposto come una delle più interessanti e complete manifestazioni artistiche dei prossimi anni, grazie al suo possibile sviluppo mediante le nuove tecnologie e i nuovi media
Nel corso della presentazione, sono stati introdotti alcuni importanti esempi di flip books del passato, film sperimentali e libri d’artista, tutti rigorosamente affiancati ad oltre 170 esempi di flip books provenienti da altrettanti artisti e film makers in tutto il mondo, divisi in varie categorie
Dalle retrospettive monogragiche, alle referenze tematiche, allo studio di particolari forme di immagine, nonchè l’analisi di aree specifiche e di precise correnti artistiche che possano estendere ulteriormente le potenzialità dei flip books.
La maggior parte dei flip books in mostra possono essere toccati dai visitatori; in aggiunta, sono stati sviluppati ulteriori metodi di presentazione per valorizzare specifici progetti su specifici attributi dei flip books, come per esempio la loro piccola dimensione o, ancora, la percezione singola del lettore di fronte ad esso.
Lo scopo principale quindi dell’esibizione è quello di mostrare flip books storici creati da artisti come John Baldessari, Robert Breer, Tacita Dean, Elliott Erwitt, Julia Featheringill, Jårg Geismar, Volker Gerling, Gilbert & George, Douglas Gordon, Keith Haring, Sabine Hecher, William Kentridge, Sigrun Köhler, Eric Lanz, Jonathan Monk, Bruce Nauman, Stephanie Ognar, Tony Oursler, Dieter Roth, Miguel Rothschild, Jack Smith, Beat Streuli, Andy Warhol and Janet Zweig e di confrontarli con quelli di artisti elettronici contmporanei
www.kunsthalle-duesseldorf.de/e/ausstellung/rueckschau/index.html
