Cina Cina Cina !!! presenta il lavoro di 18 artisti contemporanei cinesi, che provengono da 3 diverse città – Beijing, Shanghai, Guangzhou e stanno cercando di definire una nuova identità culturale che sfugge alle regole del mercato globale.
La Cina odierna sta vivendo un momento cruciale nella ricerca della sua nuova identità culturale, fra tradizione, un difficile e recente passato socio-politico e un repentino ingresso nel mondo globale di stampo occidentale. La parte più visionaria dell’arte cinese contemporanea cerca di collegare il proprio passato con una possibile visione futura. Si susseguono numerose manifestazioni e mostre dedicate al ‘fenomeno Cina’ e tra i trentacinque artisti contemporanei di livello mondiale venduti nel 2007 per oltre 1 milione di dollari ad aste internazionali, quindici erano cinesi. Tra i cento top artists attualmente quotati, trentasei sono cinesi. Rimane difficile però per il pubblico occidentale orientarsi nel fantasmagorico universo artistico cinese.
Il progetto espositivo presentato nasce dall’esigenza di colmare un sostanziale vuoto informativo sulla Cina contemporanea esulando però dai tipici esempi di esotismo estetico. Invece di interpellare curatori occidentali, singoli collezionisti o gallerie, come spesso è stato fatto da altre istituzioni che hanno presentato progetti sulla Cina, il CCCS ha invitato tre rappresentanti della nuova generazione di operatori culturali che vivono e lavorano in Cina e che non sono legati a istituzioni governative, ma che da anni svolgono la loro attività in modo indipendente.
Il CCCS ha invitato Zhang Wei (Canton), Davide Quadrio (Shanghai) e Li Zhenhua (Pechino) a visitare Firenze per confrontarsi sia con il contesto rinascimentale di Palazzo Strozzi che con la città.
Le tre diverse aree curatoriali sono divise spazialmente all’interno del CCCS. Ognuna di esse esprime la visione personale del singolo curatore, dando modo al pubblico di Palazzo Strozzi di immergersi in tre approcci e in tre visioni assai diverse tra loro, ma che nella loro totalità rendono possibile una riflessione sul ‘fenomeno Cina’, sulla rilevanza della produzione culturale ed artistica attuale e sull’impatto che essa ha avuto sul sistema internazionale dell’arte.

Li Zhenhua – Multiarcheologia, 1162-2162, altri mille anni
Li Zhenhua, trentenne di Beijing, è un artista multimediale. Da anni è anche attivo come curatore e produttore di progetti dedicati alla riflessione sulla cultura contemporanea. Temi ricorrenti nella ricerca di Li Zhenhua sono l’identità nazionale e transnazionale, il territorio e la frontiera, l’arte e la scienza. Una tematica fondamentale nel suo lavoro di curatore è la ricerca delle radici culturali comuni tra diversi popoli, sia tra la Cina e i paesi più vicini, sia a livello più macroscopico tra l’Oriente e l’Occidente. La figura di Ghengis Khan, come fondatore dell’impero Mongolo e conquistatore di vastissimi territori nel XII d.C., diventa simbolo di uno spirito pioneristico e dello scambio tra civiltà. Nella proposta che Li Zhenhua ha sviluppato per il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina di Firenze, Ghengis Khan é presente come idea e ispirazione di base. La ricerca su questa figura però non è volta al passato storico ma serve al curatore esclusivamente per interpellarsi sulle radici di possibili visioni sul futuro dell’umanità. Nella sua sezione chiamata Multi-Archaeology, il curatore sviluppa insieme agli artisti da lui invitati, Ren Qinga, Wu Ershan, Shen Shaomin e Zhao Liang, progetti site specific e videoinstallazioni che riflettono criticamente l’identità culturale dell’individuo, il modo in cui esso sia diventato il prodotto di costanti cambiamenti e di reciproche influenze culturali e quale sia dunque il valore relativo di concetti come ‘nazione’ e ‘etnia’. Per la realizzazione delle opere di Ren Qinga e Wu Ershan, create per la mostra di Firenze, si ringrazia il “Tang Contemporary Art Center” di Beijing che ha co-prodotto le installazioni.
Davide Quadrio – 40 + 4 Arte non è abbastanza, non è abbastanza!
Il secondo curatore invitato dal Centro di Cultura Contemporanea Strozzina è Davide Quadrio. Trentenne, italiano di origine, da 15 anni vive a lavora in Cina e da 10 anni a Shanghai dove ha fondato “Bizart“, uno spazio indipendente di produzione ed esposizione. Egli propone un’installazione appositamente creata per la mostra Cina Cina Cina !!! e che il CCCS ha prodotto. Questo progetto curatoriale si intitola ” 40 + 4 Art is not enough, not enough!” (40+4 Arte non è abbastanza, non è abbastanza) che consiste in una mappatura antropologica, quasi una radiografia, della complessa realtà che costituisce la scena artistica della Shanghai di oggi. Insieme al documentarista Lothar Spree e alla cineasta Zhu Xiawen, Davide Quadrio ha intervistato quaranta tra gli artisti più importanti della metropoli, ponendo loro una serie di domande precedentemente sviluppate e raggruppate per sezioni tematiche su una sorta di carte da gioco. Le aree tematiche riguardano la rilevanza dell’artista nella società cinese di oggi, il rapporto che egli ha con il pubblico, e l’influenza che ha il mercato internazionale dell’arte sulla produzione artistica in sé. Il lavoro di Davide Quadrio propone una meta-riflessione sulla rilevanza sociale dell’arte contemporanea in una società complessa, alle prese con un processo di profondo mutamento, come quella della Cina odierna.
Zhang Wei – Un lancio di dadi
Zhang Wei dirige uno spazio indipendente dedicato alla produzione artistica, “Vitamin Creative Space“, che funge da area espositiva, galleria e piattaforma di dibattito culturale. Zhang Wei lavora e vive a Canton, una città industriale che conta 9,5 milioni di abitanti nel complesso della sua area amministrativa. Nella mostra del Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, Zhang Wei cura una sezione che definisce Throwing Dice – Un lancio di dadi. Ha selezionato un ampio numero di opere alle quali ha attribuito una forte componente narrativa soggettiva, dando modo al pubblico di Palazzo Strozzi di cogliere la propria e personale sensibilità. Zhang Wei è alla ricerca di singole visioni artistiche che esprimono un nuovo sentimento soggettivo e individualista come reazione a una realtà sociale e culturale in drammatico cambiamento. La curatrice percepisce ognuna delle opere che ci presenta come un microcosmo a sé stante, un mondo a parte che sta ad esprimere l’interiorità dell’artista a cospetto di una realtà sempre più difficile e complessa. Nella loro totalità, queste posizioni individuali rendono uno squarcio della sensibilità artistica cinese attuale.
