Posse Comitatus è un progetto di collaborazione triennale che esamina le dinamiche socio-culturali dei gruppi paramilitari e la rappresentazione delle loro ideologie politiche attraverso gesti e movimenti performativi.
Il titolo si riferisce a una larga rete formata da milizie cittadine, le cui azioni e linee ideologiche sono influenzate dal Posse Comitatus Act del periodo post-Ricostruzione americana, quando l’uso domestico di forze militari federali era limitato, e che sposano metodi di sopravvivenza come mezzo per difendere la libertà individuale. Nel 2012, Knight e Tribe sono entrati in contatto con un gruppo di miliziani della regione settentrionale dello stato di New York e sono stati autorizzati non solo a documentare le loro attività, persino le interazioni banali della vita quotidiana, ma anche a sperimentare le esercitazioni in un campo di battaglia. Tutto il girato è diventato il materiale di base per la loro estesa esplorazione multi-disciplinare delle strutture di potere, politiche e governative.
Knight e Tribe hanno lavorato con Cecil Slaughter, coreografo di St. Louis, per creare uno spettacolo di danza basato sui filmati delle milizie. Le versioni di questa performance, filmata e fotografata, sono due: una sul palco della Washington University e una in una foresta. Infine, nel 2013, gli artisti hanno lavorato con il coreografo austriaco Valerie Oberleithner e due ballerini, Lautaro Prado e Emilie Combet, per sviluppare ulteriormente il progetto concentrandosi sulle prove come performance. Al Palais de Tokyo, a Parigi, una serie di prove pubbliche sono state messe in scena di fronte alle proiezioni video degli esercizi di addestramento della milizia. Mentre i gruppi di miliziani si esercitano continuamente per un indeterminato, ipotetico confronto, i ballerini provano senza mai finire né chiudere un pezzo di danza.
Il culmine della mostra Posse Comitatus al DiverseWorks include una proiezione video mono-canale che integra il filmato originale sulle milizie con i video delle performance di St. Louis e Parigi, insieme a una mostra di fotografie. Una serie di conferenze permetterà di approfondire il tema delle questioni di potere, protezione e preparazione, tutti concetti che hanno risonanza particolare in Texas e nella società americana in generale, dati gli attuali (spesso conflittuali) dibattiti intorno a privacy, sorveglianza, controllo delle armi e confini.
Nei rispettivi percorsi artistici, Knight e Tribe condividono un interesse per lo studio della formazione di specifici gruppi culturali o sociali, così come le loro dinamiche interne di potere e le forze esterne che li modellano. Oltre al Posse Comitatus, DiverseWorks presenta singole opere di ciascun artista. Chinoise A di Tribe è il remake di una scena da La Cinese di Jean-Luc Godard (1967), in cui uno studente dal pensiero radicale complotta di bombardare un’università. La scena originale, che si svolge su un treno, è ripensata come una video chat online.
La sceneggiatura, che si basa su una trascrizione dei sottotitoli in inglese del film di Godard, è re-ambientata da Parigi a New York e aggiornata dal 1967 al 2004. Per Don’t Tread on Me, Knight ha collaborato con i partecipanti, che comprendono esponenti del Tea Party, appassionati e studiosi di Ayn Rand, liberali, ex-comunisti, artisti e agenti di cambio con una cosa in comune: sono tutti a favore del capitalismo e del libero mercato.
Attraverso una serie di interviste, incontri, pezzi corali in stile greco e altre coreografie d’insieme (fiction e documentari), il lavoro esplora il modo in cui la politica si forma e si articola.
Chelsea Knight ha conseguito il dottorato in lettere all’Oberlin College e il master della School of the Art Institute di Chicago. Knight ha recentemente completato il Whitney Independent Study Program, il Skowhegan School of Painting and Sculpture e il programma del Lower Manhattan Cultural Council Workspace. Sue mostre personali sono state esposte in numerose istituzioni museali: Brooklyn Museum; St. Louis Art Museum; Abrons Art Center, NY; Momenta Art, Brooklyn; Night Gallery, Los Angeles. Ha preso parte ad alcune collettive: Nouvelles Vagues, al Palais de Tokyo, Parigi; Anti-Establishment, Hessel Museum of Art CCS Bard, New York; Young Artists’ Biennial di Bucarest e Bienniale di Istanbul.
Le opere di Mark Tribe – fotografie, installazioni e performance – esplorano la convergenza tra media e politica e sono state ampiamente esposte. Sue mostre personali sono state ospitate da: Corcoran Gallery of Art, Washington; Momenta Art, New York; San Diego Museum of Art; G-MK, Zagabria; Los Angeles Contemporary Exhibitions. Tribe è l’autore di due libri: The Port Huron Project: Reenactments of New Left Protest Speeches (Charta, 2010) and New Media Art (Taschen, 2006). Nel 1996, Tribe ha fondato Rhizome, un’organizzazione che supporta la creazione, la presentazione, la conservazione e la critica delle pratiche artistiche emergenti che coinvolgono la tecnologia. È presidente del MFA al Fine Arts Department della School of Visual Arts di New York.


