L’Institut d’art contemporain presenta Brion Gysin: Dream Machine, la prima retrospettiva francese dedicata all’artista anglo canadese (1916, Taplow, UK – 1986, Parigi) progettata dal New Museum di New York (in mostra dal 7 luglio al 3 ottobre) con l’importante patrocinio della Terra Foundation for American Art.
Per questa occasione sono state riunite presso l’IAC più di 300 disegni, dipinti, foto collage, film, diapositive e installazioni sonore realizzati dall’artista.
Pittore, poeta e scrittore, Brion Gysin è noto per aver sviluppato la tecnica cut-up(1959) e per “aver permutato poesie” – attività entrambe svolte con William Burroughs. Pioniere della poesia sonora, Gysin scrive inoltre, nel 1961 la poesia I Am That I Am.
Grazie all’invenzione Dreamachine (1961), ideata insieme allo studente di matematica Ian Sommerville, Brion Gysin crea un punto di riferimento nella sperimentazione psichedelica. Ponendosi come fulcro della mostra, la Dreamachine si compone di una luce che attraverso un effetto intermittente produce un fenomeno visivo e percettivo. A quel tempo, quando solo gli scienziati si interessavano agli strumenti innovativi, Gysin sperimentava attraverso la neonata tecnologia informatica e con i nastri magnetici mentre parallelamente approfondiva la strada aperta dal suo Permutations.
Respingendo qualsiasi classificazione, Gysin ha promosso un approccio radicalmente interdisciplinare ed è stato uno dei primi professionisti delle performance multimediali. I lavori di Gysin sovvertono la realtà grazie ad esperimenti che combinano l’aspetto percettivo a quello poetico. Grande precursore, Gysin continua tutt’ora ad influenzare artisti visuali, musicisti e scrittori.

BRAIN SPACE LABORATORY
L’IAC ha scelto di presentare questa mostra storica di Brion Gysin nell’ambito di Brain Space Laboratory. L’aspetto sperimentale dell’opera di Gysin, e in particolare del suo lavoro chiave Dreamachine, sposa l’interesse del Laboratory e aiuta ad alimentare la sua ricerca sia da un punto di vista storico che da uno orientato al futuro.
Inaugurato a Giugno 2009, il Brain Space Laboratory utilizza esperimenti artistici per esaminare la ricerca teorica e pratica nelle connessioni tra spazio e cervello. Questo laboratorio interdisciplinare confronta idee e lavori sperimentali realizzati da artisti, scienziati, filosofi, antropologi e da teorici e storici dell’arte.
GIOVEDì 25 NOVEMBRE
STATION 4: FLICKER: DAL VISIVO ALLA PERCEZIONE
Prendendo la Dreamachine di Brion Gysin come punto di partenza, Station 4 guarda all’interno di esperimenti artistici basati su effetti stroboscopici e sull’impatto che questi hanno sulla percezione neuronale.
