bitforms gallery annuncia la sua attuale mostra collettiva che celebra l’arte e le idee della nuova pubblicazione dello storico d’arte Edward Shanken, “Art and Electronic Media”. Mettendo in risalto il lavoro di oltre una dozzina di artisti all’avanguardia, la mostra “Art and Electronic Media” abbraccia un’ampia gamma di pratiche creative degli ultimi quarant’anni. Sono incluse le opere di Laurie Anderson, Jim Campbell, Tim Hawkinson, Michael Joaquin Grey, Lynn Hershman Leeson, Robert Lazzarini, Golan Levin, Rafael Lozano-Hemmer, Mark Napier, Manfred Mohr, Tony Oursler, C.E.B. Reas, Jennifer Steinkamp, e Lillian Schwartz.
Quando gli artisti esperti di arti visive hanno abbracciato le emergenti teorie e tecniche dell’informazione, del calcolo e della comunicazione negli anni Sessanta e Settanta, molti si sono associati a laboratori di ricerca e ai network di trasmissione. L’artista Manfred Mohr, per esempio, ispirato dall’ “estetica dell’informazione” del filosofo tedesco Max Bense, si servì del linguaggio di programmazione Fortran per creare disegni ad inchiostro con un plotter da tavolo Benson presso l’Institut Météorologique in Francia. Nel 1971 Mohr espose la sua opera al Museé d’Art Moderne della città di Parigi nella prima mostra costituita esclusivamente da immagini generate al computer. Fra le opere di questo periodo comprese in “Art and Electronic Media” troviamo P-52c (Quark Lines) .
Nell’anno trascorso negli Stati Uniti presso Bell Labs, l’artista Lillian Schwartz ha collaborato con Kenneth Knowlton per creare Olympiad, pellicola computazionale di 16 mm ritmica e rigorosa da un punto di vista matematico, ispirata dai cicli della forma umana cinetica immortalati nel XIX secolo dal fotografo Eadweard Muybridge. Più tardi, facendo eco all’interesse di Schwartz per la rappresentazione figurativa e la cinematografia, Jim Campbell ha realizzato Ambiguous Icon #1 , Running Falling (2000), una tremolante esperienza pixel-based generata da LED disposti in un reticolo cartesiano. Riconosciuto come lavoro fondamentale nel vocabolario dell’odierno dialogo delle arti visive, l’insieme delle immagini in movimento in quest’opera agisce al confine fra percezione e astrazione.
Al giro di volta del secolo, una nuova generazione di artisti ha ottenuto riconoscimenti per la prima volta in occasione delle esposizioni “BitStreams” e “Data Dynamics” al Whitney Museum of American Art del 2001. Fra gli esemplari di questo periodo la mostra comprende l’emblematico Hammers di Robert Lazzarini, realizzato in acciaio e legno di quercia, e il video documentario della performance Dialtones (A Telesymphony) di Golan Levin, eseguita per la prima volta all’Ars Electronica Festival nel 2001. Troviamo inoltre una stampa ad opera di C.E.B. Reas, Process 8 (Image 2) , che incornicia un discreto momento bidimensionale a partire da un’emergente sistema geometrico: “Set the size of each circle relative to the distance between the centers of the overlapping elements. Draw the smallest circle as black and largest as white, with varying grays between.”
Performance di storia dell’arte e la traiettoria della scultura cinetica offrono anche strutture concettuali per comprendere l’ampia definizione di una forma d’arte che assume l’impatto perpetuo di nuovi strumenti sulla civiltà. Incorporando un telefono e vecchi messaggi dalla segreteria telefonica di Laurie Anderson, Connections (1996) è un’opera di suoni allo stesso tempo un’opera voyeristica e interessante con il suo approccio al racconto di storia non lineare. Inoltre è in mostra una scultura surreale di Tim Hawkinson che riecheggia una rappresentazione di Jim Croce, “Time in a Bottle”, usando un termos roteante e coltelli da bistecca. Verso la fine degli anni Settanta, Tony Oursler apparve sulla scena con video e installazioni che combinavano testi di lingua parlata, immagini in movimento, esibizione di burattini e oggetti di scultura. Sono comprese anche collage su carta risalenti al 2005, Smoke and Gravity , che rivelano la continua e giocosa ricerca della forma umana e della psicologia da parte di Oursler

L’approccio computazionale di Jennifer Steinkamp nei confronti delle video-installazioni, come si è visto in Dance Hall Girl 11, ritrae un’agenda femminista che è anche critica nella discussione del New Media come genere. Fiori colorati e vivaci in quest’opera portano al tavolo una conversazione riguardante lo status sociale dei lavoratori dei saloon nel vecchio West americano. Questo provocatorio dialogo visivo e sociale prosegue nel prossimo documentario di Lynn Hershman Leeson, “Women Art Revolution”, che comprende interviste private, arte, e rari film storici e filmati che commentano l’evoluzione del movimento artistico femminista nel corso degli ultimi quarant’anni. Hershman si è mossa in una direzione totalmente democratica nei confronti dell’accesso globale a tutti i nuovi filmati utilizzati in questo film associandosi alla Special Collections and Gender Studies Division dell’università di Standford , che sta digitalizzando più di 200 ore di filmati video e che, quando uscirà il film l’anno prossimo, lo distribuirà pubblicamente online insieme a un robusto interact ive wiki.
Il ventesimo secolo ha visto sviluppi paralleli nelle comunicazioni di trasmissione e nell’arte concettuale che a questo punto oggi ha influenzato una forma mutevole che viene facilmente trasferita e tradotta attraverso i media. Nel lavoro di Michael Joaquin Grey, stati di materia e cultura in flusso vengono forgiati in sistemi di sintassi. Un disegno a parete creato nel 1988, Object as Preposition definisce la forma fisica in termini di relazioni temporali, spaziali o logiche evolvendo quindi la grammatica dell’arte trasformandola da nome in verbo e da ultimo in un transitorio link di connessione.
Verso la fine degli anni Novanta, l’influente vocabolario di estetica relazionale a opera di Nicolas Bourriaud ha anche avuto un impatto sugli artisti che portano avanti i propri esperimenti con internet. L’immaterialità e l’architettura in rete sono presenti nel lavoro di Mark Napier, che ha realizzato uno studio online nel 1998, potatoland.org, che ha visto l’esordio dei web browser di pittura alternativi quali Shredder and Riot. In un recente collage generativo, usando immagini selezionate da internet, Napier costruisce un ritratto cubista screen-based di Pamela Anderson che rievoca l’esibizione di marionette e burattini e l’opera Nude Descending a Staircase di Duchamp. Inoltre, come premiere speciale a New York è compresa una documentazione video di una nuova installazione dell’artista messicano-canadese Rafael Lozano-Hemmer, noto per la sua opera pubblica interattiva su larga scala. Il suo lavoro “Antimounuments” sfida le nozioni tradizionali di site-specificity, e si focalizza invece sull’idea di creare un’opera relationship-specific per mezzo di interfacce connettive.
Edward Shanken è Assistant Professor of New Media presso l’Università di Amsterdam
