Padiglione Singapore Biennale di Venezia– Venezia (Italia)
20/04-24/11/2024

“Le foreste secondarie sono spazi resilienti e adattabili per la fauna selvatica di Singapore… Non discriminano chi ne fa parte e chi non.” [1]

Con circa 9000 abitanti per chilometro quadrato, Singapore è il secondo Paese più densamente popolato al mondo. Esso è anche casa di migliaia di specie diverse di anfibi, uccelli, rettili, mammiferi e piante, con una vegetazione che ricopre approssimativamente la metà dei suoi 735 chilometri quadrati di superficie— di cui la vegetazione spontanea e non controllata rappresenta quasi il 30%. [2]

La pratica artistica di Robert Zhao Renhui coinvolge l’esplorazione di questi spazi intermedi chiamati foreste secondarie, al limite tra le foreste primordiali, o primarie, e le aree sviluppate. Centinaia di ore di film e quasi un decennio di ricerche confluiscono in Seeing Forest. L’esposizione, realizzata in collaborazione con il curatore Haeju Kim e presentata nel Padiglione di Singapore a Venezia, ci esorta a considerare una complessa rete di coesistenza tra l’umano e il non umano.

Entrando nella mostra ci immergiamo in una zona boschiva inesplorata dove si intrecciano storia e memoria, umanità e natura, nativo e invasivo. Muovendosi tra ciò che è umano e ciò che va oltre, tra invenzione e realtà, Seeing Forest induce a riflettere sui modi in cui il design urbano e la storia umana possono plasmare il mondo naturale (e viceversa).

L’opera centrale della mostra, The Owl, The Travellers and The Cement Drain (2024) è un saggio filmico che rivela una serie di scene ipnotiche della foresta accompagnate da una narrazione instabile e fluttuante di due personaggi umani che la attraversano. Escludendo i comuni approcci documentaristici, le prospettive dell’attivismo fondate sull’ecologia e le certezze della narrativa lineare, Zhao mira a trasporre la foresta in nuovo registro: uno spazio mutevole della possibilità.

In relazione a questo film c’è Trash Stratum (2024), una videoinstallazione scultorea che presenta degli schermi disposti intorno a un armadio delle meraviglie smontato e costruito con il Nyatoh[3]; la struttura rivela scene avvincenti, con varie creature che visitano un abbeveratoio improvvisato sotto forma di pattumiera abbandonata. Al suo interno si possono trovare oggetti provenienti dalla foresta, uno struggente promemoria della presenza di storie umane così spesso intrecciate con quelle della natura. La wunderkammer smantellata fa riferimento ai sistemi di classificazione coloniali, destabilizzando le narrazioni di storia naturale a favore di modi più fantasiosi e fluidi di tracciare relazioni e reti.

L’arte di Zhao ha spesso incluso la fotografia e la sua qualità indicale, riflessa in Buffy (2024), stampa digitale di un uccello originario del Sud-est asiatico, il gufo pescatore. In questa immagine, il gufo dà le spalle allo spettatore, un riferimento che evoca il frammento eracliteo, “la natura ama nascondersi”, suggerendo forse che occultamento e scoperta sono in qualche modo collegati.

A complemento di Stranieri Ovunque—Foreigners Everywhere, tema della 60esima edizione della Biennale d’arte a Venezia, Seeing Forest rende omaggio alle foreste libere e non addomesticate che si trovano ai margini delle nostre vite urbane e al contempo esplora Singapore e la sua storia di insediamento, colonizzazione, migrazione e coesistenza reciproca tra le varie specie.

L’artista Robert Zhao Renhui ha dichiarato: “Ho studiato le foreste secondarie per quasi un decennio e mi regalano continue scoperte, sorprese e significati. Sono ai margini della città, indesiderate e trascurate, ma sono gli spazi in cui c’è un senso di selvaticità, un equilibrio di forze che non deriva dal controllo, ma dal semplice poter esistere. C’è una ricca mescolanza di passato e presente, natura e cultura, nativi e invasivi, che rende questi spazi radicalmente ospitali e liberi”.

[1] Dal saggio “Surprised by birds: A conversation between Robert Zhao and Yong Ding Li”, incluso nel catalogo che accompagna la mostra.

[2] Dal saggio “More Than Natural: Robert Zhao Renhui’s Ecosophy” di Jeffrey Kastner, incluso nel catalogo che accompagna la mostra.

[3] Nyatoh è il nome commerciale per il legno di diverse specie di alberi che si trovano nelle foreste pluviali del Sud-est asiatico.


www.singaporeartmuseum.sg