Negli ultimi cinquant’anni Anna Maria Maiolino ha creato un corpus di opere molto vario, esplorando continuamente processi di creazione e distruzione, dislocazione, alienazione, desiderio e identità. Con “Ponto a Ponto” [Point to Point], la prima mostra personale della Maiolino per la Galeria Luisa Strina, l’artista presenterà opere che ha creato con media diversi negli ultimi cinque anni: disegni, fotografie, video, sculture, suono e poesia.
Continuando il processo creativo non lineare di Maiolino, il gruppo di opere selezionate per la mostra non ha seguito uno sviluppo seriale, ovvero queste non sono state create in successione cronologica. Per produrre alcune di esse, l’artista ha lavorato esclusivamente all’interno di un atelier usando tecniche di artigianato, mentre per altre ha preferito l’utilizzo di nuovi media come la fotografia, il video e il suono. Il risultato è una sensazione di squilibrio e trasformazione costante all’interno del set: tutte le opere trasmettono i propri significati, che a volte sono convergenti, e altre volte divergenti.
Questo regno creativo composto da un’ampia gamma di interessi è articolato nell’opera di Maiolino sia nella fase di sviluppo seriale, sia nella pratica.
L’attitudine dell’artista verso i materiali e la temporalità produce un ritorno creativo alle diverse tappe della sua carriera ed è proprio per questo che l’artista ha chiamato questa mostra “Point to Point”: “Ho pensato che questo titolo fosse appropriato perché sottolinea l’idea di usare una serie di significati connessi alle diverse tecniche. Dal 1990 lavoro con il metodo tradizionale della scultura modellata, un processo che prevede tre fasi: prima creo uno calco positivo in argilla; successivamente, rimuovo il calco in argilla e lo isolo con la stearina; infine, nella terza e ultima fase del processo, riempio il calco con la malta di cemento, per ottenere il positivo finale, ovvero l’oggetto. Se invece decido di colare l’oggetto nel metallo, creo un modello positivo in cera e successivamente colo il materiale su questo modello. Attraverso la tecnica della modellazione ho fatto la mia prima esperienza con l’argilla. Mi piace il contatto con l’argilla, per via della sua plasticità e della possibilità di dar vita a una varietà infinita di forme.
La serie di installazioni scultoree in questa mostra è stata realizzata con la ceramica raku. Iniziata nel 2010 e intitolata “Prepositions”, la serie presenta la ripetizione di forme semplici prodotte dall’azione della mano sull’argilla. Questa serie rimanda alle installazioni fatte di grandi quantità di terra cruda della serie “Terra modelada” (Modeled Earth) iniziata nel 1994. In queste installazioni l’argilla è lavorata in loco, proprio come nell’ultimo dOCUMENTA (13) a Kassel, nel 2012.
Le diverse serie di disegni provengono dalle serie intitolate “Codificações Matéricas”(Material Encodings) che ho cominciato nel 1994. Al tempo avevo dato questo titolo alla serie perché, dopo l’incontro con l’argilla, il mio disegno aveva acquisito una nuova coscienza materiale e nuovi modi di essere. In altre parole, ho incominciato a disegnare pienamente consapevole delle relazioni reciproche tra i materiali, di quello che mi guidava, la pittura e la forza di gravità. I miei progetti con il Super8, il video, la fotografia e il suono, sono pratiche sperimentali guidate da un forte desiderio di libertà. I risultati sono stratagemmi che funzionano, strategie per la creazione.”
-Anna Maria Maiolino, maggio 2014
Anna Maria Maiolino è nata nel 1942 a Scalea, in Italia, e vive in Brasile dal 1960. Nel 1967, ha partecipato alla celebre mostra New Brazilian Objectivity, organizzata da critici e artisti tra cui Hélio Oiticica. La sua mostra al Centro Cultural Cândido Mendes (Rio de Janeiro) nel 1989 fu premiata dall’Associazione Brasiliana dei Critici d’Arte – ABCA. Nel 2012, Maiolino ha partecipato a dOCUMENTA 13 a Kassel, in Germania. Anche nel 2012 l’artista ha ricevuto il MASP Mercedes-Benz Visual Arts Award, 1° edizione, per il suo corpus di opere. I membri della giuria che assegnava il premio erano Teixeira Coelho, curatore del MASP; Chris Dercon, direttore della Tate Modern di Londra; José Roca, curatore dell’arte latinoamericana alla Tate Modern; Paulo Herkenhoff, direttore del MAR – Museum of Art of Rio de Janeiro, e Moacir dos Anjos, curatore indipendente. Nel 2010, la Fundaciò Tàpies a Barcellona, in Spagna, ha organizzato una retrospettiva delle sue opere, che poi è stata trasferita al Galician Center for Contemporary Art a Santiago de Compostela e alla Malmö Konsthall. Lo stesso anno, ha partecipato alla 29° Biennale di San Paolo e a una mostra collettiva al MoMa di New York, oltre a mostre personali a Londra e Milano. Negli anni precedenti, le sue mostre personali hanno incluso il Pharos Centre for Contemporary Art (Cipro), nel 2007; il Miami Art Centre, MAC, nel 2006, e la Pinacoteca do Estado (San Paolo), nel 2005. Nel 2002, si è tenuta una mostra retrospettiva delle sue opere su carta al Drawing Center a New York, insieme alla pubblicazione del libro di Maiolino Vida Afora / A Life Line. Tra le mostre collettive più importanti ricordiamo la 7° Mercosul Biennial a Porto Alegre, nel 2009; MAM 60 – OCA, a San Paolo, nel 2008, e le mostre al MOCA, Los Angeles, nel 2007; alla Cisneros Fontanals Art Foundation, nel 2006; al Museum of Contemporary Art a Chicago, nel 2005, e al Museu de Arte Moderna do Rio de Janeiro, nel 2004.

