A cura di: Dobrila Denegri
The Sound of Silence, una delle installazioni monumentali più note e coinvolgenti realizzata da Alfredo Jaar, sarà il punto focale della sua prima mostra personale in Polonia, presso il Centro di Arte Contemporanea di Torun.
Alfredo Jaar ha ottenuto un ampio consenso internazionale per il suo lavoro politicamente impegnato, che si concentra soprattutto su elementi come la guerra, la corruzione politica e lo squilibrio di potere tra paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo. Con la sua arte affronta sfide che il pubblico in generale non desidera vedere. Nei suoi lavori – installazioni, fotografie, film e progetti community-based – afronta la desensibilizzazione del pubblico rispetto alle immagini e le limitazioni artistiche alla rappresentazioni di eventi fortemente negativi e dolorosi come genocidi, epidemie e carestie.
Sul suo lavoro Alfredo Jaar afferma: “La mia immaginazione comincia a lavorare basandosi sulla ricerca, su un caso reale, il più delle volte su una tragedia che ho iniziando ad analizzare per rifletterci… Cerco di dare una risposta ai casi concreti nella vita reale”. L’evento concreto che ha innescato la progettazione di The Sound of Silence è la storia di Kevin Carter, fotografo sudafricano e membro del famoso Bang-Bang Club, vincitore del Premio Pulitzer nel 1994 per una delle immagini più strabilianti mai scattate sulla carestia in Africa, il quale si è suicidato poco dopo l’assegnazione di questo premio.
Questa storia è stata il punto di partenza di Alfredo Jaar per creare quello che lui chiama “teatro costruito per una sola immagine”. Oggetto della mostra è un lungometraggio di otto minuti la cui struttura narrativa riflette sul potere e sulla politica dell’immagine. Ma offre anche un’intensa esperienza percettiva, impegnando lo spettatore a una riflessione più profonda sulle questioni relative alla reazione del genere umano alla sofferenza degli altri, alle responsabilità del testimone oculare e alla proprietà delle immagini usate dai media come testimonianza.
Contemporaneamente doloroso lamento e provocazione, The Sound of Silence è una potente testimonianza, frutto di una lunga osservazione da parte di Jaar, delle ingiustizie politiche e della limitazione della loro rappresentazione attraverso le immagini.
Nota biografica: Alfredo Jaar è nato a Santiago del Cile nel 1956. Durante la dittatura militare di Pinochet in Cile ha studiato architettura e cinema, poi si è trasferito a New York nel 1982, dove tuttora lavora e vive. Ha partecipato a importanti mostre d’arte, come le Biennale di Venezia (1986, 2007, 2009) e San Paolo (1985, 1987, 2010) e Documenta (1987, 2002) a Kassel. Ha rappresentato il Cile alla 55° Biennale di Venezia nel 2013. È Guggenheim Fellow dal 1985 e MacArthur Fellow dal 2000. Jaar ha recentemente completato due importanti commissioni pubbliche: The Geometry of Conscience, un monumento situato accanto al Museum of Memory and Human Rights a Santiago del Cile, recentemente inaugurato; e il Park of the Laments, un memoriale all’interno del parco situato accanto al Museo d’Arte di Indianapolis. Ha realizzato più di sessanta interventi pubblici ed è stato incluso in più di cinquanta pubblicazioni monografiche. Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo.

