Dato che il ventunesimo secolo espande l’esperienza umana nel regno digitale, trasformazioni fondamentali si diffondono rapide e incontrollate attraverso cambiamenti incrementali nella nostra quotidianità. Sempre connessi a network invisibili e a nuove economie, una riflessione critica può avvenire solo con un’interruzione della vita di tutti i giorni su larga scala.
Grandioso nelle ambizioni, negli obiettivi e nella grandezza, ACT Festival presenta una mostra di livello mondiale, un simposio, performance e seminari che riconfigurano e ricontestualizzano creativamente le tecnologie avanzate e ci permettono di vivere ancora il digitale.
Liberamente organizzato intorno al tema del Tecktonics (dalla parola greca Tekton significando artigiano), ACT Festival esaminerà i metodi del “new making” (nuovo fare) —nei progetti, nelle pratiche, nelle piattaforme educative e negli ecosistemi creativi. Vista la rapida evoluzione di paradigmi come apprendimento meccanizzato, personalizzazione di massa e biologica sintetica, siamo costretti a rivedere come e cosa creiamo, cambiamenti più profondi sia nell’arte contemporanea progressista che design.
L’artigiano William Morris, vissuto nel diciannovesimo secolo, ha detto “Non si può creare arte senza la resistenza del materiale”. Per esplorare il significato di questa frase nell’era post-digitale, il Festival ACT ha riunito più di 75 artisti, designer, ingegneri, educatori, teorici, curatori e critici da ogni parte del mondo.
La prima edizione dell’ACT Festival avrà luogo nell’ACT Centre a Gwangju, in Corea del Sud, dal 25 al 28 novembre e potrà contare su: Ryoji Ikeda, Anthony Dunne (Dunne & Raby), Ivan Poupyrev (Google ATAP), United Visual Artists, Régine Debatty, Ryoichi Kurokawa, Daito Manabe e Motoi Ishibashi (Rhizomatiks), Elevenplay, Kimchi and Chips, Hearyun Shim, Yuri Suzuki, Juerg Lehni, Joachim Sauter (ART+COM), Golan Levin, Byungjun Kwon, Exonemo, TACIT Group, Zach Lieberman, Carsten Nicolai, e molti altri.
L’ACT Festival 2015 è solo l’inizio del dinamico programma annuale di attività presso l’ACT Center. Una nuova istituzione transdisciplinare che è parte dell’Asian Culture Centre (ACC), il mandato del centro- produrre, esibire, e disseminare lavori innovativi che parlano dell’uso creativo della tecnologia emergente, ma anche della tradizione asiatica- è già iniziato alla grande: in risposta alla proposta dell’ACT Centre per progetti per i promettenti Creators in Lab, un programma per l’estate, 356 richiedenti da 44 paesi hanno condiviso un’impressionante varietà d’idee.
Un’esposizione di progetti sviluppati dal primo gruppo di partecipante al programma sarà mostrata durante il festival. ACC Creation avrà l’occasione di ospitare due mostre aggiuntive in concomitanza con il festival: New Eurasia Project e Interrupted Survey: Fractured Modern Mythologies. I visitatori dell’ACC possono anche partecipare al Children’s Performing Arts Festival 2015, così come alle altre mostre e performance all’interno dell’ACC.






