Museum of Architecture and Design (MAO), Ljubljana - Slovenia
Deadline 26/02/2026

La 29ª Biennale del Design, BIO 29, organizzata dal Museum of Architecture and Design (MAO) e dal Centre for Creativity (CzK), invita designer, collettivi e professionisti multidisciplinari a partecipare a un’esplorazione condivisa delle sfide del mondo contemporaneo, attraverso l’interazione con conoscenze che esistono ma che rimangono in gran parte inaccessibili al pubblico.

Soft Fields, a cura di Martina Muzi, esamina come le conoscenze insite negli ambienti di ricerca, industriali e infrastrutturali possano essere aperte, reindirizzate e ridistribuite attraverso la pratica del design. Il concetto curatoriale si interroga su come il design operi non solo all’interno di sistemi strutturati, ma anche lungo i loro margini, dove l’accesso è parziale, le informazioni sono disomogenee e le responsabilità condivise.  Come circolano le conoscenze industriali o scientifiche al di fuori di laboratori, fabbriche e documenti tecnici? Come possono entrare a far parte dell’esperienza pubblica, sociale e spaziale? E in che modo il design può fungere da agente collettivo piuttosto che da soluzione individuale?

Soft Field non è un luogo, oggetto o categoria. È una condizione in cui le intenzioni incontrano vincoli, la conoscenza viene applicata in modo diverso e i valori e le relazioni vengono riorganizzati. Pertanto, i soft fields sono spazi di negoziazione piuttosto che di controllo. Emergono dalle tensioni tra le strategie di progettazione esportate a livello globale e le necessità delle realtà sociali, ecologiche ed economiche locali. In questo contesto, il design è inteso come una pratica situata e multidisciplinare che assume una posizione all’interno di attriti, asimmetrie e opacità strutturali. Invece di risolvere la complessità, opera al suo interno, rivelando processi nascosti, traducendo conoscenze specialistiche e rimodellando le relazioni tra istituzioni, ambienti, oggetti e vita quotidiana.

BIO 29: Soft Fields è concepito come un sistema flessibile e adattivo che supporta la collaborazione tra design, ricerca, istruzione, industria e comunità locali. La biennale funge da infrastruttura in continua evoluzione, che permette l’emergere di diverse forme di collettività, auto-organizzazione e pratiche capaci di rispondere al contesto.

Attivazione tramite la Production Platform di BIO 29

La Production Platform è uno degli strumenti principali di BIO 29. Sostiene nuovi progetti di ricerca e design sviluppati grazie alla collaborazione di esperti locali, partner istituzionali, attori industriali e comunità. La piattaforma offre una struttura flessibile per la collaborazione, le visite in loco e la condivisione delle conoscenze, con particolare attenzione alla sperimentazione situata e all’apprendimento collettivo.

Invitiamo designer locali e regionali e professionisti interdisciplinari, che lavorano individualmente o collettivamente, a presentare la propria candidatura. I progetti selezionati potranno prevedere collaborazioni online e partecipazione in loco presso il Museum of Architecture and Design (MAO) di Lubiana e in altre località in Slovenia, tra marzo e novembre 2026. La piattaforma offre una struttura flessibile per la collaborazione, le visite in loco e lo scambio di conoscenze, con particolare attenzione alla sperimentazione situata e all’apprendimento collettivo. La fase intensiva di sviluppo del progetto inizierà a marzo e proseguirà fino all’inaugurazione del BIO 29–Soft Fields il 19 novembre. Durante questo periodo, i candidati selezionati collaboreranno con istituti di ricerca, ricercatori indipendenti e aziende tecnologiche per co-creare e perfezionare progetti che saranno presentati come parte della mostra biennale BIO 29–Soft Fields. Le candidature sono aperte fino al 26 febbraio 2026.

I progetti dovranno confrontarsi con il contesto, le infrastrutture e le forme di conoscenza slovene, affrontando al contempo questioni che vanno oltre i confini nazionali, considerando la Slovenia come territorio o campo di partenza. BIO 29 lo affronta come una costellazione di forze, un luogo di produzione e transito infrastrutturalmente connesso, ecologicamente complesso e socialmente stratificato. In questo quadro, ogni progetto diventa un caso localizzato, sviluppato attraverso una propria metodologia e in risposta a condizioni, esigenze e realtà lavorative specifiche, contribuendo al contempo all’orientamento tematico condiviso dei Soft Fields.

Ulteriori informazioni sul concetto curatoriale e sui termini e condizioni della candidatura: bio.si. Richieste di informazioni generali: bio@mao.si / Richieste della stampa: press.bio@mao.si.