Radio GAMeC torna in onda: la settima stagione della piattaforma digitale della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, «Pedagogy of Hope», curata da Lorenzo Giusti e Lara Facco, arriva a Venezia come evento collaterale della 61ª Biennale di Venezia.
Il titolo riprende gli stessi concetti presenti nella programmazione del museo per il 2026 (dedicata all’educazione intesa come pratica di libertà e trasformazione, facendo riferimento all’opera del pedagogista brasiliano Paulo Freire), condividendone temi e obiettivi attraverso una reinterpretazione della piattaforma radiofonica come strumento di ascolto e mezzo per un apprendimento critico e partecipativo.
Lorenzo Giusti, direttore della GAMeC, afferma: “Oggi dobbiamo chiederci quali forme di conoscenza e competenze siano essenziali per comprendere e trasformare la realtà contemporanea, e quali pratiche educative possano promuovere l’autonomia e il pensiero critico in un contesto di conflitto diffuso in cui algoritmi e flussi digitali modellano i processi di apprendimento in modo sempre più automatizzato”. Inoltre, aggiunge: “È altrettanto fondamentale riflettere su come i processi dialogici possano integrarsi con le competenze disciplinari delle istituzioni culturali. In altre parole, si tratta di chiarire cosa significhi educare oggi e attraverso quali strumenti”.
Pedagogy of Hope metterà in primo piano prospettive decentralizzate e forme di conoscenza non egemoniche, ponendole in dialogo con il tema della Biennale Arte 2026, che prende il nome di “In Minor Keys”, ideato da Koyo Kouoh (1967-25). Le “minor keys”, o tonalità minori, diventano così non solo un riferimento tematico, ma un autentico approccio pedagogico capace di interrogare il presente e di aprire spazi all’immaginazione e alla speranza.
La programmazione della settimana veneziana Concepita fin dall’inizio come archivio digitale di voci, riflessioni e immaginari, Radio GAMeC ripartirà da Venezia come emittente temporanea: da martedì 5 maggio a domenica 10 maggio, durante la settimana di apertura della Biennale Arte 2026, Pedagogy of Hope andrà in onda dagli studi di Radio Vanessa, storica radio libera cittadina fondata clandestinamente nel 1978 e unica a trasmettere ancora oggi in FM dal centro storico, tra l’Arsenale e i Giardini.
Il programma sarà sviluppato come un processo aperto e dinamico, costruito progressivamente attraverso incontri e relazioni instaurate nel corso della Biennale e posteriormente. Si articolerà in una serie di dialoghi con ospiti italiani e internazionali, provenienti da diversi ambiti di pratica e di ricerca, al fine di promuovere un dialogo ampio e trasversale sui temi fondamentali del progetto.
Nella programmazione, la prima settimana sarà dedicata in gran parte alle arti visive e performative, con la partecipazione di artisti/e internazionali. Le voci, le esperienze e le riflessioni di Ei Arakawa-Nash, Sammy Baloji, Éric Baudelaire, blaxTARLINES KUMASI, Eglė Budvytytė, Bonnie Devine, Natalia Lassalle-Morillo, Guadalupe Maravilla, Nonument Group, Gala Porras-Kim, Tabita Rezaire, Himali Singh Soin & David Soin Tappeser, Kemang Wa Lehulere e altri ancora, arricchiranno il programma con narrazioni sulle pratiche artistiche contemporanee, favorendo uno scambio di riflessioni critiche sulle urgenze educative del nostro tempo.
Per ampliare questo dialogo, contribuiranno al programma anche artisti come Aliaskar Abarkas, Chiara Bersani, Chiara Camoni, Mohammad AlFaraj, Gabrielle Goliath, Dan Lie, Ahmet Öğüt, Hito Steyerl, Cecilia Vicuña, esplorando temi quali l’estetica della disabilità, la decolonialità e la mediazione digitale della realtà.
Il programma proporrà anche delle prospettive curatoriali ed educative, tramite figure quali il filosofo Federico Campagna, il professore di cognizione e apprendimento Howard Gardner, la ricercatrice Els Silvrants-Barclay, le curatrici Ute Meta Bauer e Janna Graham, e i curatori Philippe Pirotte e Sam Thorne. L’ambito scientifico e tecnologico verrà esplorato con il contributo di Georg Fuchs, esperto di data science e intelligenza artificiale, Juan Carlos De Martin, professore di ingegneria informatica, Telmo Pievani, filosofo della scienza ed evoluzionista, Aurélie Herbelot, esperta di semantica computazionale, e Tommaso Calarco, ricercatore di tecnologie quantistiche.
A contribuire dalla sfera degli studi culturali e mediatici saranno Marie Moïse, autrice e docente di comunicazione interculturale, e McKenzie Wark, teorica e autrice specializzata in teoria dei media e studi critici. Il programma si estenderà anche all’antropologia con Tim Ingold, e alla musica con il trombettista Paolo Fresu e il cantautore Vasco Brondi.
Alla conduzione di queste conversazioni, nei primi episodi di questa stagione si alternerà un eterogeneo gruppo di host che si uniranno a Lorenzo Giusti e Lara Facco nel corso della settimana, tra cui Andrea Contin, Guia Cortassa, Micaela Deiana, Silvia Franceschini, Ilaria Gadenz, Valentina Gervasoni, Ilaria Gianni, Irene Guandalini, Alice Labor, Greta Martina, Barbara Meneghel, Nicola Ricciardi e Jelena Sofronijevic, garantendo un approccio narrativo sfaccettato al programma radiofonico.
Nuovi partecipanti si uniranno al progetto nei prossimi mesi, arricchendo progressivamente un programma che per natura si mantiene aperto a coltivare una pluralità di prospettive per tutta la stagione.
Le trasmissioni saranno introdotte dal nuovo brano Pedagogy of Hope, realizzato appositamente dalla compositrice e performer kenyana Nyokabi Kariũki, il cui lavoro comprende musica classica contemporanea, elettronica sperimentale, colonne sonore cinematografiche, sound art, registrazioni sul campo e tradizioni musicali dell’Africa orientale.
Nel corso della settimana, la sede di Pedagogy of Hope sarà aperta ogni giorno al pubblico come spazio di ascolto, incontro e partecipazione, unendo esperienze in presenza con le trasmissioni su Radio Vanessa e sulla nuova radio digitale radio.gamec.it.
Il programma di Radio GAMeC proseguirà fino al 22 novembre, data di chiusura della Biennale Arte 2026. I contenuti prodotti diventeranno parte dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia, e verranno poi resi disponibili online come risorsa pubblica accessibile a tutti.
