Venue: Kunst Haus Wien – Vienna (Austria)
27/02-10/08/2025

In Antimatter Factory di Mika Rottenberg il mondo è colmo di assurdità: un dito sporge fuori da un muro; le persone starnutiscono i pasti sul tavolo e dei funghi di plastica spuntano dai tronchi. L’artista analizza in modo critico e umoristico l’ipercapitalismo e le relative conseguenze sociali ed ecologiche nei suoi mondi visivi surreali e caleidoscopici. Con questa mostra il KunstHausWien, un museo dedicato all’arte e all’ecologia, replica all’urgente necessità di riconsiderare le risorse, consumare di meno e vivere in modi più sostenibili.

Con Antimatter Factory il KunstHausWien presenta una visione dettagliata all’interno dell’opera poliedrica di Mika Rottenberg. L’esposizione mostra i suoi film più conosciuti e le installazioni dal 2003 al 2022, una selezione di sculture cinetiche dal 2020 al 2022, alcune di queste interattive, oltre alle serie più recenti, Lampshares del 2024, che unisce viti agrodolci scolpite e plastica riciclata che Mika Rottenberg modella, estrude e comprime in forme scultoree.

Il titolo della mostra, Antimatter Factory, fa riferimento al nome del dipartimento di ricerca al CERN, l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare a Ginevra, che conduce esprimenti sull’antimateria. Mika Rottenberg ha in parte girato Spagetti Blockchain (2019) al CERN, intrecciando i processi intricati dell’accelerazione di particelle con il lavoro umano in apparenza banale ma complesso, con cui l’artista sfida le percezioni di valore, energia, e i sistemi interconnessi.

Il dubbio sui confini fra realtà e finzione viaggia come un filo dorato nell’opera di Mika Rottenberg. Persone e cose appaiono in moto, mentre spazio e tempo, passato e futuro, sembrano mescolarsi l’uno con l’altro. Le persone nei suoi film sono coinvolte in diverse attività: starnutiscono fette di carne, conigli, lampade, o persino interi pasti su tavoli e piatti; inumidiscono capelli, piedi o natiche; si siedono in mezzo a oggetti di plastica o ghirlande splendenti, in attesa di clienti. È come se le opere di Mika Rottenberg fossero prive di punti di orientamento spaziali stabiliti, come ad esempio la parte superiore e inferiore, l’interno e l’esterno, ed è questo che consente loro di catturare la natura contradditoria del ventunesimo secolo, caratterizzato da filiere globali, digitalizzazione, e sconvolgimenti di tipo ecologico.

Da un allevamento di perle a un mercato all’ingrosso specializzato in piccoli articoli di plastica nella Cina orientale, dalla lavorazione di pasti preparati all’istante a una fabbrica che produce l’antimateria, l’artista svela, mediante narrazioni assurde e umoristiche, i legami fra luoghi disparati, persone, e risorse, facendo luce sulla crescente alienazione in un mondo orientato al profitto.

Karl Marx descrive il lavoro come “il metabolismo della società con la natura”: è proprio tramite il lavoro che le società hanno accesso e si appropriano della natura, generando un problema di spreco che poi rientra nel ciclo. Nell’opera di Mika Rottenberg, il lavoro umano è il motore di una crescita senza freni che sfrutta gli uomini e la natura. Allo stesso tempo, l’artista offre diverse modalità per osservare i metabolismi complessi della nostra epoca, che richiede con urgenza un cambiamento.

Mika Rottenberg, nata nel 1976 a Buenos Aires, attualmente vive e lavora a New York .

Curatori: Sophie Haslinger and Barbara Horvath

L’esposizione Mika Rottenberg: Antimatter Factory  è una collaborazione fra il KunstHausWien, il Museo Tinguely a Basilea e il Lehmbruck Museum a Duisburg.

Supportato da Hauser & Wirth.

La mostra è accompagnata da un catalogo online che, tramite un allegro percorso basato sull’estetica dell’artista, presenta i temi principali dell’opera. Offre estratti di opere video, come anche testi di Chen Qiufan, Heather Davis, Hsuan L. Hsu, Gunn Khatri, Barbara Latacz, Filipa Ramos, James Taylor-Foster, Mahyad Tousi, Mika Rottenberg and Roland Wetzel.


mikarottenberg-antimatterfactory.com