The Renaissance Society at The University of Chicago - Chicago
26 / 02 / 2022 – 17 / 04 / 2022

Life on the CAPS è il nuovo capitolo della omonima trilogia di film di Meriem Bennani, inserito in un futuro soprannaturale e distopico che circonda un’isola immaginaria in mezzo all’Oceano Atlantico. Tale lavoro è il risultato della ricerca e delle riflessioni da parte dell’artista riguardo la storia delle società delle isole, biotecnologia e musica vernacolare. Stratificando le riprese live action e l’animazione digitale, Benanni adatta col suo intuito tecniche di editing che evocano docufilm, fantascienza, riprese dal telefono, video musicali, e reality. La sua mostra personale alla Renaissance Society segnerà il debutto di questa privata, elettrica e malinconica considerazione su cosa significhi vivere in uno stato di limbo. 

Nel mondo delle CAPS (capsule), i viaggi aerei sono stati rimpiazzati dal teletrasporto e i profughi ne utilizzano il portale per attraversare oceani e confini. Nel corso di tre generazioni, ciò che era un campo d’internamento è diventato una frenetica megalopoli nella quale gli eredi delle famiglie che si tele trasportavano “illegalmente”, come raccontano i loro avatar coccodrilli a cartone animato, sono detenuti dallo Stato (con stampanti condominiali di lusso, pillole di DNA, Oreo congelati e navi cargo con automobili nuove).

Kamal, il protagonista che seguiamo nel corso della storia, si è procurato un corpo nuovo, raddoppiando così la durata della sua vita nella speranza di prendere parte a un movimento di liberazione contro le CAPS e combattere cause impossibili da risolvere “in una sola vita.” Sebbene il concetto delle proteste e del potenziale politico della collettività fossero i suggerimenti iniziali per questo nuovo capitolo, sono passati rapidamente in secondo piano. Ciò che ne viene fuori è la narrazione dell’esperienza di qualcuno in transizione (tra luoghi, età, corpi) e la nostalgia diasporica di un luogo o di un tempo che non tornerà più. 

Apparentemente distante dal mondo dell’esperienza quotidiana, sebbene il contesto sia proprio quello, Life on the CAPS piega e non fa distinzione tra i regni della vita psicologia e fisica, tra il mito e la vita reale che siamo abituati a vedere come intrinsecamente separati. Al contrario, il film di Benanni, nella vita di un individuo sotto il controllo dello Stato-nazione, mostra questi elementi intrecciandoli in profondità. Utilizzando la fantascienza come strumento per astrarre le specificità culturali piuttosto che per speculare sul futuro, Benanni si prende tutte le libertà offerte da tale genere, pur continuando a fare affidamento sulle soggettività inquadrate nei suoi personaggi. Questo lavoro deve in particolare molto all’intima connessione dell’artista con gli attori, i DJ e i musicisti che ne hanno preso parte, tra cui la musicista e produttrice Fatima Al Qadiri che ha realizzato la colonna sonora. 

Mettendo in atto una varietà di cambiamenti astuti, Life on the CAPS passa dall’immaginario al geopolitico, tra la microscopica scala del DNA e l’occhio universale della sorveglianza, tra il potere dell’esperienza individuale e quello della collettività, basandosi su una sperimentazione emotiva e formale che respinge i confini. 

A cura di Myriam Ben Salah


https://renaissancesociety.org/exhibitions/546/meriem-bennani-life-on-the-caps/