Fridericianum -Kassel (Germania)
5/09/2026

L’artista britannico Matt Copson ha progettato l’opera site-specific Flowers (2026) appositamente per la Kassel Museum Night di quest’anno. Questo intervento temporaneo consiste in otto proiezioni laser colorate che illuminano l’intera facciata esterna del Fridericianum. Usando proiettori simili a quelli trovati in discoteche e teatri, fiori animati sbocciano, appassiscono e si dissolvono, astraendosi in un loop continuo. Insieme, le loro forme amorfe trasformano l’edificio in un panorama artificiale man mano che i laser tracciano nuove linee di luce attraverso l’oscurità. La proiezione sarà accompagnata da un brano ambient composto ed eseguito dal vivo dall’artista anglo-polacco felicita, aggiungendo una dimensione uditiva all’installazione.

Sebbene in precedenza le opere di Copson fossero pensate principalmente per spazi dedicati a mostre e altre aree chiuse, a Kassel l’artista realizza per la prima volta una proiezione laser su larga scala all’esterno. L’oscurità naturale dell’ambiente circostante non evoca solo un senso di mistero e immensità, ma è anche una parte integrante dell’opera, e rende la facciata in una superficie adatta alla proiezione. Gli elementi architettonici dell’edificio, come finestre, cornicioni e colonne, restano appena riconoscibili dietro alle immagini generate dal laser, ancorando l’opera al luogo in cui è presentata.

Gli otto fiori animati, proiettati in fila dalla Friedrichsplatz sulla Kunsthalle, possono essere descritti come sculture di luce effimere. Esistono in uno stato di trasformazione perpetua. Il ciclo presentato, dalla fioritura all’appassimento delle piante, può essere interpretato come un modello di vanitas, un richiamo alla caducità di tutto ciò che è terrestre. Con Flowers, Copson esplora la domanda esistenziale sul significato dell’individuo di fronte alla brevità della vita e una comprensione ciclica del tempo, facendo del potere simbolico dei fiori contemporaneamente un emblema di bellezza, crescita e rinascita. La scala monumentale del progetto rinforza l’impressione di una presenza quasi inquietante delle piante: lungi da essere una rappresentazione della natura, sembrano fenomeni autonomi a cui è stata data vita.

Usando i raggi laser come un medium artistico, specialmente in relazione con il Fridericianum, Flowers intraprende un dialogo formale con l’opera di Horst H. Baumann Laserscape (1977), creata per documenta 6. Istallato permanentemente nello Zwehrentrum del Friedericianum, Laserscape connette la Kunsthalle ai tre luoghi di interesse principali di Kassel ad oggi: la Orangerie, lo Hessian State Museum e il monumento a Ercole nel Begpark Wilhelmshöhe. Ognuno è collegato tramite linee di luce orientate geometricamente. Se Baumann stabilisce le relazioni spaziali tra i monumenti attraverso i raggi laser e le strutture visibili nello spazio urbano, Copson sovrappone l’architettura neoclassicista del Fridericianum con le sue immagini animate, evocando una sensazione di magia.

Usando la facciata esterna del Fridericianum, Flowers costruisce sulle fondamenta dell’installazione cinematografica Hope (2020) di Trisha Baga, la quale è stata proiettata allo stesso modo sull’edificio. Ulteriori progetti site-specific all’esterno e interventi temporanei della Kunsthalle negli anni recenti includono 7000 Palmen di Cosima von Bonin (2025), Kermit the Frog, Even di Alex Da Corte (2024), e Top down / Bottom up di Alexandra Bircken (2020).


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