Ghosts of Mars di Mark Hamilton, presenta un’installazione che genera un network di riferimento espanso e un’associazione a partire da una configurazione decostruita di materiali e media.
Un set di due testi a parete è composto da griglie di spilli da cucito avvolti con del filo nero. Riconfigurati con frammenti di un romanzo, The Ticket That Exploded, stanno sospesi come schermi, funzionando sia da immagine che da testo. L’opera ha l’effetto di stralci di messaggi paranoici o di segnali densi e frammentati provenienti da un campo di battaglia nel futuro trasmettendo visivamente un composito di metodologia concettuale e minimalista contaminato da materiali artigianali.
Un tipo di ibrido creato dal sinonimo ripetitivo lavoro a mano con l’unione di produzione in serie e lavoro nel settore dei servizi.
Untitled (parallax) è un raggruppamento di tre circuiti video di singoli canali, filtrati, tagliati e sviluppati da materiali di footage. Questi schermi riproducono una vacillante costellazione di scenari e rovine; macerie che vanno in fumo nell’atmosfera del sistema armato e automatizzato di un elicottero militare, interni e corridoi in un (il Nostromo) enorme spazio di estrazione di una fabbrica mobile, e carrellate di un ambiente composto da torri, scheletrico, ornamentale, e costruito esclusivamente con materiali di rifiuto.

Il circuito audio Untitled (registratore blackbox) è sequenziato da segnali di rumore circostante e il click continuo del nastro usato per incidere la registrazione originale. La voce di “Tania”, membro del gruppo The Symbionese Liberation Army, ripete un’affermazione di intento militante e dalla sintassi militarista, registrata in un periodo culminante nella morte violenta del gruppo.
Ghosts of Mars modula elementi di un’esistente economia di segni, forme e materiale quotidiano. Hamilton estrae e filtra i temi dell’alienazione, compulsione e disintegrazione combinati con un’indagine sui concetti consolidati di produzione del significato, riflettendo sui limiti di percezione e i processi di comprensione.
Mark Hamilton vive e lavora a Lipsia in Germania, e attualmente è stipendiato dalla Fondazione Culturale della Sassonia. Le mostre precedenti realizzate da solista comprendono Reverb, Museo di Arte Contemporanea, Lipsia(2008) and Echoplex, Artists Space, New York (2006). Le prossime mostre di gruppo si terranno presso il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci a Prato, in Italia and Reduction and Suspense, Bregenzer Kunstverein, in Austria.
