Museum of Contemporary Art Tokyo (MOT) - Tokyo (Giappone)
6/04-7/07/2024

Il Museum of Contemporary Art di Tokyo presenta A for Agents, una mostra personale dell’artista singaporiano Ho Tzu Nyen. Questa mostra su larga scala ripercorre la traiettoria della pratica artistica di Ho negli ultimi vent’anni, con un’attenzione particolare ai vari agenti della storia – umani e non umani – e al veicolo principale della nostra vita: il tempo.

Il tempo non solo assume varie forme nelle opere di Ho, ma interrompe anche la forma della mostra. Negli spazi della galleria si alternano continuamente diverse serie di opere, come un agente dalle molteplici identità.

Sebbene l’immagine in movimento sia il linguaggio visivo principale di Ho, egli ha prodotto un’ampia gamma di lavori artistici, tra cui installazioni, performance teatrali e RV (realtà virtuale); questi attraversano gli eventi storici, le ideologie politiche e le identità culturali del Sud-est asiatico e non solo. Attingendo a materiale esistente, riorganizzato in un intreccio di immagini, suoni e testi, Ho rende palpabile le complessità delle dinamiche geopolitiche e delle soggettività, ponendo al contempo domande sulle strutture di potere che costituiscono l’identità, la storia e le unità politiche come lo Stato-nazione o la regione.

La prima opera della mostra è Utama—Every Name in History is I (2003), un’installazione video che sfida la narrazione moderna delle origini di Singapore, facendo risalire la sua origine precoloniale al principe viaggiatore Sang Nila Utama, che chiamò la terra “Singapura” (Città del Leone, in sanscrito). Il passato di Singapore è presente anche in One or Several Tigers (2017) di Ho. Qui, le animazioni in 3D di una tigre malese e di un essere umano mettono in scena le istanze storiche del dominatore e del soggiogato, mostrando che si tratta di stati intercambiabili, come si vede nell’incontro tra una tigre e l’agrimensore stradale George D. Coleman, che servì l’amministrazione coloniale britannica nel XIX secolo.

Un paio di opere in mostra, The Nameless (2015) e The Name (2015-17), utilizzano filmati esistenti per speculare sull’identità di due enigmatici individui del tumultuoso passato politico della Malesia. The Nameless fa luce sul Segretario Generale del Partito Comunista della Malesia, Lai Teck, che si dice abbia operato come agente per gli inglesi, i francesi e i giapponesi dall’inizio alla metà del XX secolo, mentre The Name riguarda l’elusivo autore di resoconti critici sul Partito Comunista della Malesia basati su informazioni altamente riservate, Gene Z. Hanrahan.

La piattaforma online di Ho, CDOSEA (2017 – in corso), parte del suo progetto The Critical Dictionary of Southeast Asia (2012- in corso), funge da matrice per le sue produzioni artistiche. Questo glossario di termini dalla A alla Z è annotato da un interprete vocale e le immagini sono reperite su internet da un algoritmo. Ogni volta che si accede a un termine, questo viene riproposto. L’opera genera risonanze e differenze di significato, ponendo al contempo la domanda: “Che cos’è il Sud-est asiatico?”.

Tra le sue opere prodotte in Giappone degli ultimi anni è in mostra Voice of Void (2021). Composta da VR e molteplici video a due canali, l’opera ripropone le conversazioni, i discorsi e i testi dei filosofi della Scuola di Kyoto, che sostenevano il superamento della modernità occidentale e ipotizzavano l’utilità di creare la Sfera di co-prosperità della Grande Asia orientale. L’opera ci invita a navigare attraverso diversi spazi temporali e a immergerci nei dibattiti tra i membri della Scuola di Kyoto, ad esempio riguardo l’etica delle imprese militari giapponesi, la questione del sacrificio della propria vita per la nazione o l’idea del “nulla assoluto” del fondatore Kitaro Nishida.

Anche le opere più recenti di Ho, T for Time (2023) e T for Time: Timepieces (2023), saranno esposte per la prima volta in Giappone. Le quarantadue parti di Timepieces sono sparse per la galleria, ognuna delle quali incarna un simbolo e una natura diversi del tempo, mentre T for Time utilizza un sistema di editing algoritmico per generare sequenze di filmati e testi campionati, animando vari aspetti e dimensioni del tempo ed evocando una moltitudine di significati, sensazioni e narrazioni.


 www.mot-art-museum.jp