L’ArtScience Museum di Singapore presenta Mars: The Red Mirror.
Mars: The Red Mirror esplora la nostra connessione con il pianeta Marte, sintetizzando 12.000 anni di cultura, arte, storia e scienza, dall’antichità fino ai giorni nostri.
Questa mostra porta i visitatori in una spedizione attraverso la storia e le culture per imparare come il nostro pianeta confinante è stato visto come un dio della guerra, un dio dell’agricoltura, un simbolo ancestrale di mascolinità e un’ispirazione per i film di fantascienza. La mostra presenta oltre 300 oggetti, tra cui rari manoscritti scientifici, manufatti storici, un autentico meteorite proveniente da Marte, film e arte contemporanea.
Presentato per la prima volta a Barcellona nel 2021, questa nuova versione di Mars: The Red Mirror rivolge la sua attenzione verso l’Asia. La mostra traccia i segni di Marte in Cina, India e Giappone, e celebra l’eredità dei pionieri dell’astronomia asiatica. Inoltre, offre uno sguardo alla raffigurazione di Marte nella cultura pop sud-est asiatica e presenta il lavoro di agenzie spaziali asiatiche, quali la JAXA del Giappone e la ISRO dell’India, così come la Space Faculty di Singapore, che sostengono il potenziale di trasformazione della tecnologia spaziale in Asia.
La mostra presenta la storia culturale completa di Marte. La sua rappresentazione come dio può essere rintracciata fino alla sua rappresentazione come Nergal in Mesopotamia 5.000 anni fa. Tuttavia, l’idea del pianeta come divinità ha radici altrettanto forti in Asia. Nell’induismo, Marte era visto come un simbolo di coraggio e protezione e nel buddismo dell’Asia orientale si credeva che Marte influenzasse la longevità e la prosperità.
L’evoluzione di Marte da dio mitico a un pianeta potenzialmente abitabile iniziò nel XIX secolo quando l’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli disegnò una mappa di Marte tracciando strutture lineari che definì “canali”. Un’interpretazione errata di questa parola portò molti a credere che Marte fosse abitata da una civiltà intelligente. Grazie al crescente interesse verso Marte nel XIX e nel XX secolo, l’immaginario di questo pianeta iniziò a riversarsi in letteratura, cultura pop, ingegneria e media. I sogni dell’uomo su Marte sono stati fortemente influenzati dai romanzi di fantascienza. Infatti, la mostra prende il suo design e la sua struttura da una delle storie di fantascienza più importanti su Marte, la Trilogia di Marte di Kim Stanley Robinson.
Durante una corsa mondiale per prevenire il collasso dell’ecosistema terrestre, il concetto di Marte come possibile “Pianeta B” sta guadagnando terreno. Gli artisti contemporanei, Venzha Christ (Indonesia), Nero Cosmos (Svizzera), Alexandra Daisy Ginsberg (UK), Luke Jerram (UK), Michael Najjar (Germania), Katie Paterson (UK), Superflux (India/UK) and Florian Voggeneder (Austria), esplorano e criticano quest’idea. L’artista e avventuriero, Michael Najjar, ha lavorato nel settore dell’esplorazione spaziale per molti anni, addestrandosi come astronauta con l’agenzia spaziale russa e documentando lo sviluppo di un porto spaziale in Texas, dove SpaceX sta pianificando la prima spedizione umana su Marte. In Indonesia, Venzha Christ sta conducendo una prima missione analoga nel sud-est asiatico, volta a raccogliere preziose ricerche per una vita futura su Marte. Eppure, il suo lavoro mette in discussione l’equilibrio tra denaro e tempo spesi nelle missioni spaziali e le risorse spese per affrontare questioni sociopolitiche sulla Terra. Allo stesso modo, Alexandra Daisy Ginsberg presenta un’installazione che simula la crescita di un giardino selvaggio su Marte, immaginando un Marte del futuro, libero dall’intervento dell’uomo e che fiorisce con la sua flora.
Mars: The Red Mirror è la seconda mostra della stagione di fantascienza dell’ArtScience Museum lanciata a ottobre insieme a New Eden: Science Fiction Mythologies Transformed. Dimostra come la fantascienza abbia plasmato i nostri sogni marziani, dando vita a molte delle fantasie che abbiamo riguardo il viaggiare su Marte. Lo spettacolo, però, verte su una domanda cruciale: con i problemi ecologici del nostro pianeta, dovremmo davvero cercare di stabilirci su un altro? Cerchiamo Marte come una via di fuga o uno specchio che riflette le sfide che dobbiamo affrontare qui sulla Terra?
Mars: The Red Mirror è curata da Juan Insua e presentata dall’ArtScience Museum e il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona (CCCB). Maggiori informazioni possono essere trovate qui.
Link: www.marinabaysands.com
