HMKV, Hartware Medien Kunst Verein - Dortmund
14 / 09 / 2013 - 26 / 01 / 2014

A cura di Dr. Inke Arns & Thibaut de Ruyter

INDUSTRIAL (Research) si pone una domanda sorprendentemente semplice: cosa è successo al settore industriale? La domanda si rivolge non solo alla regione della Ruhr, ma anche ad ampie zone di Belgio, Francia e Inghilterra settentrionale, Stati Uniti ed ex stati socialisti dell’Europa dell’Est. In quale misura i cosiddetti “cambiamenti strutturali” hanno influenzato le comunità e i paesaggi a livello globale? E quali ripercussioni hanno sull’arte e sulla cultura popolare?

INDUSTRIAL (Research) consiste in un tavolo di 22 metri di lunghezza con più di 80 libri, 30 dischi, 15 video e molti oggetti di: Symphony of Sirens (Baku 1922), Metropolis (1927), Magnitogorsk (1929), Bernd & Hilla Becher, Kraftwerk, Ruhrgebiet, Joy Division, Throbbing Gristle, Einstürzende Neubauten, Laibach, Bhopal, Unionbrauerei, Socheaux, Japan, Eisenhüttenstadt, Leipzig, Bytom, Detroit, Ekatarinburg, China, ecc.

INDUSTRIAL (Research) si interroga su come il settore industriale abbia influenzato l’uomo e come la musica, la letteratura e l’arte abbiano risposto alla violenza descritta da Horkheimer e Adorno nel 1944, che scrissero – e aggiungerei –  una volta per tutte: “La forza della società industriale risiede nella mente umana”. Occorre immaginare questa “forza” come disciplina del corpo e della mente, un’enorme macchina industriale che, attraverso la disciplina, la standardizzazione e la de-individualizzazione, adatta il corpo umano ai suoi bisogni fino al raggiungimento della condizione ottimale delle sue funzioni. Facendo eco a questa visione, Heiner Müller, in The Hamlet Machine (1977) osserva: “Io voglio essere una macchina. Braccia per afferrare, gambe per camminare, nessun dolore né pensiero.”

INDUSTRIAL (Research) raccoglie una serie di lavori storici e contemporanei che studiano il processo di de-industrializzazione nei Paesi un tempo produttivi; inoltre, analizza il rapido processo di sviluppo industriale su larga scala nei Paesi emergenti, specialmente Cina e India. Mentre il cosiddetto “Primo mondo” è ancora alla ricerca di un modo per attenuare gli effetti sociali ed economici a lungo termine della de-industrializzazione, questi altri Paesi stanno vivendo un rapido ed enorme processo di industrializzazione.

INDUSTRIAL (Research) analizza a fondo l’eredità lasciata dall’industria nelle aree un tempo produttive, ma anche la sua ri-localizzazione in altre zone del mondo e le condizioni lavorative in questi Paesi emergenti. Più in generale, si chiede se l’industria non abbia lasciato alcuna traccia nei tradizionali Paesi industrializzati o se il “lavoro immateriale” non sia soltanto un ritorno inspiegabile dell’industria che trasforma, tuttavia, il concetto di “forza della società industriale” (Horkheimer/Adorno) negli odierni metodi di produzione post-industriali.

Per questa mostra, i curatori Inke Arns e Thibaut de Ruyter hanno compiuto ampie ricerche e viaggi per compilare un archivio di racconti, immagini, libri, film e musica sul concetto di industria. In INDUSTRIAL (Research) i visitatori sono incoraggiati a prendere parte alla ricerca compiuta dagli stessi curatori sfogliando collezioni di fotografie, guardando video, ammirando quadri e sfruttando la documentazione fornita.

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INDUSTRIAL (Research) è al contempo un luogo di lavoro, un laboratorio, una repository, un invito a familiarizzare con un argomento che unisce in sé questioni locali e questioni globali, sviluppi storici e attuali.


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