lo spazio per l’arte Glowlab è lieto di presentare l’esposizione collettiva X: The Multiples Exhibition, che riunisce tredici artisti, ideatori di opere collegate tra loro attraverso un’analoga modalità di produzione.
Gli artisti in mostra hanno realizzato pubblicazioni, stampe serigrafiche, fotografie, rappresentazioni e sculture identiche tra loro, o sul piano della loro concreta attuazione o a livello concettuale. Il titolo dell’esposizione si riferisce non solo all’operazione matematica della moltiplicazione, ma anche al superamento dei confini di natura estetica, commerciale e concettuale che si verifica quando l’ispirazione artistica si manifesta attraverso una serie di multipli.
Lynnette Astaire, David Kesting e Roberto Mollá presentano le proprie pubblicazioni in edizione limitata, rispettivamente 25 to Life, Utopia Parkway e Kelly Look at the Stars. L’attività della Astaire trae ispirazione dalle esperienze della sua infanzia ed è plasmata dal background che l’artista americana ha acquisito nel campo della fotografia commerciale, esplodendo in un provocatorio mix di simbolismo, riflessioni personali e rimandi culturali.
David Kesting, artista residente a Brooklyn, si distingue per le illustrazioni su carta, dove le linee, minime ma al contempo intense ed espressive, riverberano un vivo interesse per le apprensioni e la vulnerabilità tipiche delle relazioni umane. I progetti artistici di Roberto Mollà, invece, attingono ad un’ampia varietà di culture per raffigurare un mondo “fluttuante” singolare e meraviglioso, che rievoca il genere Ukiyo-e dei dipinti e delle stampe nipponiche.
Le nuove sculture a firma Beka Goedde, che ritraggono abitazioni in miniatura, collocano l’esposizione in una dimensione differente. Queste creazioni non risultano identiche nella loro configurazione finale, ma piuttosto nella loro natura concettuale e nella scelta dei materiali grezzi impiegati per la loro realizzazione. L’artista di Seattle, affascinata dalla possibilità di ottenere il movimento tramite la dissociazione, la continuità e la percezione, equipara le opere scultoree alla stregua di un disegno che oscilla tra la dimensione del molteplice e quella temporale. Le sculture di Marisa Olson, al contrario, si rivelano identiche in apparenza, ma fanno affidamento sul meccanismo di interazione con l’osservatore per palesare le loro incongruenze. Questa artista recupera delle audiocassette, le dipinge con tonalità dorate e le esibisce come sculture che andrebbero inserite all’interno di una capsula del tempo, piuttosto che venir scartate in quanto esponenti di una tecnologia ormai sorpassata.
I numerosi spostamenti sperimentati in età infantile da Heather L. Johnson, uniti ai viaggi compiuti odiernamente, attribuiscono alle sue produzioni la capacità di rievocare ricordi, distanze e identità, influenzandole per mezzo di un intricato meccanismo di mappatura. Sal Randolph, che risiede a Brooklyn, si rende protagonista della realizzazione di progetti artistici indipendenti, che coinvolgono politiche di economia del dono mediate dal web, criteri architettonici di natura sociale e rapporti di carattere biunivoco. Lee Walton, esponente della Performance art, nutre un profondo interesse nei confronti delle diverse circostanze e occasioni per interagire a livello sociale. La sua raccolta fotografica, intitolata “Hiding Behind Objects” (Nascondendosi dietro agli oggetti), annovera l’umorismo tra i suoi ingredienti principali, ogni volta che questo mette in dubbio l’effettiva realtà di un determinato avvenimento. Brian Leo invece, etichettando la sua prolifica produzione pittorica con l’espressione “parata di rifiuti”, si rivolge direttamente all’aspetto culturale e politico, e indirizza la propria attenzione verso il tema dell’identità americana.

Parecchi artisti presenti all’esposizione esibiranno stampe serigrafiche, ricorrendo così ad una soluzione espressiva definita dalle relative operazioni di moltiplicazione. Mark Price, membro del centro artistico Space 1026 situato a Philadelphia, propone opere innovative manipolate in precedenza per innescare tra di loro un effetto specchio grazie all’inversione dei processi durante le fasi di realizzazione.
Le immagini serigrafiche applicate su alcuni capi di vestiario, concepite dall’artista statunitense Emily Henretta, rinviano all’intreccio tra costruzioni frutto della mano dell’uomo ed ambiente naturale. Indossando abiti decorati con queste figure si favorisce un’indagine più approfondita del concetto di insediamento. Per Lucas Price e Matt Small, due artisti associati alla galleria londinese Black Rat Press, specializzata nella presentazione di opere serigrafiche, la partecipazione a questa esposizione rappresenta il debutto assoluto in un evento organizzato da Glowlab. Price è un artista molto attivo nel campo della Street art; le sue stampe e i suoi dipinti sono immersi in una dimensione intima ed autoriflessiva. I ritratti che raffigurano individui emarginati, ad opera di Matt Small, esortano invece l’osservatore a riconsiderare il sistema dei pregiudizi in cui è avvolta la società odierna.
Il lungo e calmo periodo estivo offre una splendida opportunità per trascorrere del tempo in compagnia delle sottili differenze che testimoniano il tocco dell’artista all’interno di opere diverse, ma apparentemente identiche. L’esposizione X: The Multiples Exhibition dà il benvenuto agli artisti in mostra con un momento inaugurale in programma giovedì 30 luglio presso lo spazio Glowlab, e rimane aperta al pubblico fino al 30 agosto.
