Durante tre giornate, 19-20-21 febbraio 2008, dalle 10 alle 17, i partecipanti guarderanno ai vestiti, ai gioielli e al loro potenziale come piattaforme personali mobili per l’interazione sociale. Questo è uno dei primi workshops in Europa a focalizzarsi sulla bellezza e innovazione di Lilypad Arduino, disegnato in particolare per essere utilizzato negli oggetti da indossare.
Workshop a cura di: Jean-Baptiste Labrune, Dana Gordon.
Approccio del workshop
I wearables parlano di quello che si indossa insieme alla tecnologia (di comunicazione). Possono essere pensati come uno degli esempi della crescente ed intima fusione tra spazio digitale e fisico.
Sempre più oggetti sono connessi alle reti e diventano portatori, collezionatori e trasmettitori di varie tipologie di dati. Quando si guarda a cose molto personali come gli abiti e i gioielli, questo sviluppo si fa particolarmente interessante.
Non si sta parlando di modificare l’abbigliamento – bensì di investigare l’estrapolazione elettronica dal ruolo dell’abbigliamento e della moda. E si cercherà di trasferire le possibilità di altri dispositivi di comunicazione al vestiario, in cui essi possano trovare un luogo a loro più congeniale…
Durante le lectures della mattina, presentazioni ed istruzioni sul progetto daranno le conoscenze base ed apriranno nuove prospettive. Alcuni dei topics che saranno studiati nel workshop sono: le interfacce intangibili, gli abiti come media, le possibilità sociali della tecnologia RFID, nuovi materiali conduttori, ed altri.
Nel pomeriggio i partecipanti lavoreranno sul proprio progetto di workshop, assistiti da relatori internazionali ed assistenti tecnici. Il workshop si chiude con una presentazione pubblica in cui i temi sono discussi e mostrati i risultati.

Strumenti del workshop
Sarà data particolare attenzione a LilyPad Arduino che è un kit da costruzione e-textile disegnato da Leah Buechley. Oltre a questo saranno disponibili il Bluetooth e il normale Arduino come materiali per il workshop, ed una collezione di sensori ed attivatori. Come pratici strumenti di ricerca i partecipanti potranno inoltre utilizzare vari lettori e tags RFID ad avranno a disposizione una macchina da cucire con conduttori. Il workshop prevede anche le FabLab machines.
Target group
Il workshop è disegnato per un massimo di 16 informatici, designers di moda, hardware hackers, studenti d’arte, esperti d’azienda, sviluppatori di prodotto o produttori media. A causa del livello tecnico del workshop ed il tempo limitato (3 giorni) è importante che i partecipanti abbiano le adeguate capacità: comprensione di base di elettronica e/o elevata esperienza dei processi del design. Tutti i partecipanti sono assistiti personalmente durante la realizzazione dei loro oggetti. Si potrà lavorare in team di massimo 3 persone, per condividere il lavoro di saldatura, coding e cucitura.
Trainers & Relatori
Jean-Baptiste Labrune è un dottorando al 3 anno in interaction design all’INRIA e all’University Paris Sud in Francia. Il suo gruppo di ricerca in|situ| crea nuove interfacce ed interazioni per la famiglia.
Dana Gordon ha concluso il masters program dell’ Interaction Design Institute di Ivrea nell’estate 2006. Durante gli ultimi due anni, come parte dei suoi studi di Interaction design, si è concentrata sul physical computing ed in particolare sul design delle interfacce tangibili. Ha collaborato con compagnie come Tecno e Droog Design. Attualmente vive a Parigi, sviluppa nuovi progetti di design tangibile ed è consulente per installazioni artistiche interattive.
