Curatore: Byeong Sam Jeon
Artisti invitati: Mika Fukumori; Haru Ji & Graham Wakefield; Jae Min Lee; Mian Sheng Lim (Leon); Haemin Kim; Kichul Kim; Pauline Oliveros, Leaf Miller, Zevin Polzin, & Zane Van Dusen; David Parker; Jin Wan Park; Dmitry Strakovsky
è una mostra internazionale di arte elettronica che guarda ai temi della disabilità attraverso la transizione creativa dei sensi. Si potrà fare esperienza e godere di dieci affascinanti lavori elettronici interattivi, inclusi: un dipinto visto attraverso le mani tramite il tocco del vento; uno strumento musicale digitale suonato dalla mimica facciale; un robot che risponde al suono della voce; un tavolo che trasmette il tocco della mano trasformandolo in luce; uno strumento che trasforma il Braille in suono; un’armonica che suona in accordo con il battito cardiaco
Come tutte le persone possono avere diverse forme, apparenze e caratteristiche, che possiamo chiamare “disabilità”, ma non sono altro che differenze, e non difetti, così questa mostra presenta opere che invitano ad una rivalutazione della disabilità. Il pubblico potrà interagire con alterazioni creative delle sensazioni uditive, visive e tattili che possono far sorgere delle domande; durante il processo, potrà anche riesaminare le basi dei propri giudizi sociali. Queste opere posso generare rivelazioni che rompono il pregiudizio sociale ed affermano la differenza.

In Korea, dalla fine degli anni Novanta, la società artistica ha cercato nuovi temi e mezzi espressivi per affrontare il mix caotico della vita contemporanea. Nello stesso modo, la scienza e l’ingegneria hanno continuato a svilupparsi verso una gestione migliore della tecnologia avanzata. Appropriatamente, le arti elettroniche hanno ricevuto maggiore attenzione internazionale.
Comunque, negli ultimi dieci anni, le mostre con temi come “l’armonia di arte e scienza”, la “comunicazione interattiva”, e il “game play”, hanno posto l’attenzione solo su aspetti estetici, o sul racconto del genere stesso. C’è stata una distinta mancanza di considerazione più profonda e di esame delle concrete tematiche socio-politiche.
Oltre la pura espressività, l’arte può anche stimolare la nostra immaginazione e contribuire ad estendere la nostra gamma di pensiero. Si spera che la mostra possa aiutare a far indietreggiare vecchie concezioni sulla “disabilità” nella società, così che possiamo abbracciare la nostra diversità e capirci l’un l’altro attraverso il cuore.
