54th Art Biennale 2011
A cura di: Simona Lodi and Les Liens Invisibles
Artisti Partecipanti: Artie Vierkant, Costant Dullart, CONT3XT.NET, IOCOSE, Jon Rafman, Les Liens Invisibles, Molleindustria, Parker Ito, REFF–RomaEuropa FakeFactory
The Invisible Pavilionè un’esperienza libera, sperimentale e allucinanatoria di Realtà Aumentata che si potrà vivere per tutta la durata della Biennale d’Arte di Venezia che per l’occasione si trasformerà in un luogo occupato abusivamente dal fluire di varie opere d’arte in grado di riempire l’intera area dei Giardini.
Lo scopo principale del progetto consiste nel riempire questo spazio aumentato della Biennale con un flusso continuo di segni e simboli, nel tentativo di enfatizzare il flusso e riflusso di produzioni artistiche nell’era dell’evoluzione continua.
Chiunque sia in possesso di uno smartphone (iPhone o Android o con l’applicazione Layar) sarà in grado di muoversi attraverso i vari padiglioni tradizionali presenti all’interno dei Giardini della Biennale e vedere, tramite gli schermi dei propri dispositivi mobili, un’altra mostra immateriale/invisibile.
Per l’intera durata della Biennale di Venezia (da Giugno a Novembre 2011) un gruppo di artisti internazionali ben selezionati è stato invitato a dare il proprio contributo personale al progetto, realizzando/postando pezzi multimediali che dovrebbero reinterpretare in qualche modo lo spazio pubblico della Biennale e la sua aurea simbolica nel campo dell’arte contemporanea.

Si può prendere visione delle opere d’arte anche andando su Internet, sul sito dell’Invisible Pavilion. Come ha affermato Simona Lodi nel testo curatoriale, “Il Padiglione Invisibile è un’esperienza allucinante di riscrittura del mondo, un incoraggiamento ad aumentare il flusso di informazioni sulla r/Realtà invisibile.
Invisible Pavilion contiene una r/Realtà che è aperta e spontanea, ricavata e analizzata a partire da dati condivisi. La doppia r riflette la sua duplice connotazione – la r minuscola fa riferimento alla realtà quotidiana che noi tutti conosciamo – mentre la R maiuscola si riferisce ad un nome commerciale, la Realtà aumentata che viene prodotta.”
Simona Lodi, critica d’arte e curatrice di mostre, vive a Torino. Dal 1993 contribuisce ai diversi diari d’arte contemporanea di prestigio. La carriera professionale di Simona abbraccia varie città, New York, Londra e Torino – una città che ha accolto il mondo della nuova tecnologia e della comunicazione. È proprio in questo contesto che lo Share Festival–Art in the Digital Age, di cui Simona e fondatrice e Art Director, ha dato vita ad un terreno fertile per la crescita e lo sviluppo.
Les Liens Invisibles è un duo di internet artists italiani, Clemente Pestelli e Gionatan Quintini. La maggior parte delle loro opere d’arte – tra cui un servizio online per il suicido della propria identità virtuale, un allucinante servizio di petizione e una serie di lavori sulle più popolari piattaforme sociali – sono state esposte a livello internazionale in gallerie, musei (MAXXI Rome, New School of New York, KUMU Art Museum of Talinn) e in occasione dei festival internazionali di media art (SHARE, Transmediale). Di recente, Les Liens Invisibles hanno ricevuto una menzione d’onore in occasione del Transmediale Media Art Festival (2011).
